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L’affidamento dei figli non è prova sufficiente per dimostrare la residenza fiscale in Italia

cartina del mondoSintesi: in questo articolo individuiamo alcuni cenni e le ultime pronunce da parte della Suprema Corte in tema di residenza fiscale delle persone fisiche, argomento che favorisce il nascere di molte incomprensioni tra residenza civilistica e residenza fiscale. Con le ordinanze numero 23249 e 23250 del 2010, Corte di Cassazione ha avallato la sentenza dei giudici d’appello che, nei confronti di una nota attrice, ne aveva escluso la residenza fiscale malgrado la presenza in Italia dei figli dati in affidamento. La Suprema Corte, in particolare, ha comunque ritenuto che il giudizio sulla valutazione degli indizi probatori spetta al giudice di merito (Commissione Tributaria), che è l’unico in grado di compiere un apprezzamento logico – fattuale dei legami personali e familiari del contribuente e di valutarne il loro valore sintomatico ai fini dell’attribuzione della residenza.

Le ordinanze della Corte di Cassazione numero 23249 e 23250 del 2010, offrono nuovi spunti per delineare l’indirizzo giurisprudenziale in materia di prove idonee a determinare la residenza fiscale in Italia di un cittadino italiano iscritto all’AIRE, con conseguente attrazione a tassazione in Italia dei redditi prodotti all’estero.

Infatti, la residenza fiscale di un cittadino italiano è legata alla sussistenza anche solo di uno dei seguenti presupposti, previsti dalle norme, che devono sussistere in Italia per la maggior parte dell’anno solare: (i) l’iscrizione all’anagrafe dei residenti in Italia, (ii) la residenza o (iii) il domicilio ai sensi del codice civile.

Nella maggior parte dei casi di trasferimento di cittadini italiani in Paesi a fiscalità privilegiata (pensiamo, ad esempio, al Principato di Monaco o al cantone svizzero di Zug), la prova della residenza fiscale in Italia verte, come nella fattispecie in esame analizzata dalla Cassazione, nella dimostrazione della sussistenza del requisito del domicilio in Italia, inteso nel significato attribuito dal codice civile: la sede principale degli affari e degli interessi in Italia.

Nel caso in questione, l’Agenzia delle Entrate aveva provato la residenza fiscale in Italia della contribuente, nota attrice italiana con residenza nel Principato di Monaco, basandosi, fra l’altro, su un elemento indiziario che riteneva decisivo per l’individuazione della sede principale degli affari e degli interessi in Italia: la residenza in Italia dei figli minorenni affidati alla contribuente.

La Suprema Corte, confermando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio favorevole all’attrice, afferma che è rimesso ai giudici di merito la valutazione della idoneità degli indizi raccolti dall’Agenzia delle Entrate, ai fini della integrazione della prova che il soggetto abbia stabilito in Italia la sede principale dei suoi affari.

A tal fine, la Corte evidenzia che la Commissione Tributaria Regionale, nell’ambito di tale valutazione, ha ritenuto che la residenza in Italia dei figli minorenni “affidati” alla contribuente accertata non comporta necessariamente la costante presenza (in Italia) del genitore affidatario, anche perché, nel caso in esame, i figli erano seguiti da persona di assoluta fiducia, durante l’assenza della genitrice.

Le ordinanze in commento evidenziano, inoltre, che oggetto delle valutazioni delle Commissioni sono: (i) l’opportunità di fare ricorso alle presunzioni, (ii) l’individuazione dei fatti rilevanti e (iii) il valore sintomatico di tali fatti ed elementi indiziari.

In tal senso, quindi, il sindacato di legittimità deve limitarsi alle sole valutazioni fatte dai giudici di merito non adeguatamente motivate, in un’ottica volta a rilevare un ragionamento decisorio viziato da assoluta illogicità e contraddittorietà.

I criteri per stabilire la residenza fiscale delle persone fisiche

Spero che abbiate anche letto l’articolo dedicato ai criteri per stabilire la residenza fiscale delle persone fisiche in Italia, in cui troverete come sono si applicano livello per livello tali criteri per identificare il corretto stato di residenza ed in tal modo anche i conseguenti trattamenti fiscali ai redditi percepiti.

Nell’articolo troverete come sono declinati per gradi i criteri di identificazione del paese di residenza fiscale fondamentale per l’identificazone del corretto trattamento fiscale da adottare ai compensi o altri redditi percepiti  maturati all’estero.

Per ulteriori approfondimenti potete scriverci un commento.

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