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Detrazione Interessi passivi per società Ires guida al calcolo per l’Unico

Ai fini del calcolo della detrazione fiscale degli interessi passivi in capo alle società soggette ad Ires si pone la domanda su come si effettui e quali siano le tipologie di interessi passivi indicate nel conto economico e quali siano esclusi per effettuare le dovute variazioni in aumento o in diminuzione dal reddito imponibile in Unico. Vediamo cosa dice la norma contenuta nel testo unico delle imposte sui redditi articolo 96 del Tuir e collegati e come possiamo ragionare sull’argomento.

Novità sulla detrazione Ires degli interessi passivi

Dall’anno di imposta 2008 le imprese soggette ad Ires ai fini del calcolo dell’importo detraibile nel modello unico dovuto mettere a confronto l’importo degli interessi passivi con quello degli interessi attività imputati in bilancio. L’eventuale eccedenza degli interessi passivi rispetto a quelli attivi è deducibile poi nel limite del 30% del reddito operativo lordo della gestione caratteristica (cosiddetto ROL). Questa eccedenza potrà essere utilizzata in detrazione negli esercizi successivi seguendo lo stesso metodo di comparazione con interessi attivi in prima battura e con il ROL in seconda. Iniziamo con il dire che nel calcolo degli interessi passivi non devono essere ricompresi anche gli interessi passivi ricompresi nel costo fiscale dei beni.

Anche il ROL per così dire “non utilizzato” di un anno potrà essere portato in avanti nei successivi periodi imposta in modo da essere confrontato con l’ammontare delle eccedenze degli interessi passivi. In questo modo il rol che non si riesce a sfruttare un anno perchè non si hanno interessi passivi sufficienti e tali da utilizzarlo potrà essere utilizzato per detrarsi quelli dell’anno successivo.

L’indicazione degli interessi passivi nel modello unico

Il meccanismo di detrazione degli interessi passivi in questo caso segue questo iter in dichiarazione: da una parte imputiamo in bilancio l’ammontare degli interessi passivi, dall’altra indicheremo nel modello unico l’ammontare dell’eccedenza altrimenti la potremmo considerare come costo indeducibile dell’esercizio a cui seguirà una variazione in aumento da indicare nel quadro RF. Informazioni che sono richieste all’interno del quadro RF del Modello Unico. Nel quadro delll’unico infatto esiste una appostio sezione all’interno del quadro RF chiamata prospetto degli interessi passivi non deducibili.

Come si formano gli interessi attivi da confrontare con gli interessi passivi

Nel calcolo degli interessi attivi e proventi o oneri assimilati da confrontare si devono ricomprendere in linea di principio tutti queli che hanno dato luogo a costi deducibili o proventi e ricavi tassati che possono derivare da operazioni di mutuo, locazione finanziaria, leasing per l’acquisto di immobili patrimonio o immobili merce o da strumenti finanziari, azioni, minusvalenze su titoli e simili e anche altri rapporti che hanno una causa finanziaria.  Sono ricompresi nel calcolo anche gli iteressi di mora sempre secondo un criterio di cassa, così come anche quelli derivanti da piani di rateizzazione delle imposte sia per omesso, ritardato insufficiente versamento o anche in caso di interessi sul ravvedimento operoso,  gli sconti finanziari passivi anche se non indicati esplicitamente in fattura per pagamenti contro cassa,

Devono ricomprendersi tra gli interessi passivi anche gli oneri assimilati ossia quelle componenti che possono essere sconti o anche commissioni su rapporti con causa finanziaria (mutuo, leasing, factoring, ecc) e indicati anche nel precedente capoverso.

E gli interessi attivi

Dal lato degli interessi attivi prenderemo come riferimento quelli relativi  a crediti di natura commerciale esclusi quelli impliciti e quelli cosiddetti virtuali.

Esclusioni

A titolo di esempio esistono anche interessi passivi che non rientrano nel calcolo previsto dall’ articolo 96 del Tuir in quanto hanno una disciplina autonoma come anche chiarito dall’agenzia delle entrate n. 47 del 2008 in cui anche l’agenzia sposa la tesi secondo cui gli interessi passivi su finanziamenti per esempio per l’acquisto di automezzi sono deducibili applicando le percntuali di deducibilità degli automezzi (nel caso di dipendenti per esempio al 90% seguendo l’articolo 164).

Esistono anche delle fattispecie particolari

Mi vengono in mente gli interessi passivi sostenuti e quindi come recita l’articolo 96 del tuir ricompresi nel costo dei beni strumentali ma solo solo fino al momento in cui il bene è pronto per essere utilizzato.

E’ il caso dei soggetti che svolgono attività finanziaria come banche ed istituti di credito in generale comprese anche le compagnie di assicurazioni che applicheranno una disciplina fiscale diversa in quanto potranno portare in detrazione il 97% degli interesssi passivi iscritti in bilancio indipendentemente dalla quantità di interessi attivi e dal margine operativo lordo (o anche detto reddito operativo lordo o anche  ebitda (earning before interest tax depreciation amortization).
Altri soggetti invece non applichereanno propprio alcuna restrizione come il caso delle società consortili per gli appalti pubblici o anche le società di progetto ex Dlgs n. 163 del 2006 o il cui capitale è in prevalenza costituito da enti pubblici per forniture di acque, energia, riscaldamento, smaltimento e depurazione anche se vi consiglio di approfondire se vi interesse con i disposti normativi.

Fattispecie a parte meritano gli interessi passivi sugli immobili patrimoniali, merce, e strumentali a cui è dedicato l’articolo di approfondimento.

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