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Chiusura conto corrente: costi, tempi e precauzioni utili

cassaforte bancaLa chiusura del proprio conto corrente può essere dettata da diverse necessità: spesso si cambia banca e quindi conto perché ci si trasferisce in altra città e quindi diventa poco pratico, se non impossibile mantenere i legami con la banca precedente. In altri casi la chiusura del contratto è data da motivi pratici, come l’aver trovato un conto più conveniente in termini di applicazioni di tassi di interesse, commissioni aperture di fido e/0 maggiormente corrispondente alle proprie esigenze.

Indipendentemente dal motivo che porta alla volontà di chiudere il conto è necessario conoscere quali siano le modalità, ossia gli step da seguire.
Il primo consiglio che vi do per esperienza è di recarvi in banca e non cercare di gestire on line la chiusura perché la banca, avendo i propri obiettivi, probabilmente fa orecchie da mercante oppure prima di chiuderle vi inizierà a proporre servizi aggiuntivi, sconti sui prezzi sempre più sostanziosi fino a che uno tra voi e loro si stancherà e avrà la meglio. e vi dico che per una mia assistita ho impiegato oltre due anni per chiudere un conto e che mi ci sono volute anche 30 email e documentazione a sostegno capite che di tempo da perdere ne hanno, ma noi no per questo recatevi in banca direttamente.

Non andate via senza un foglio firmato in cui c’è scritto che in quella data avete manifestato la volontà di chiusura del vostro conto corrente. In questo modo si potrà avere la certezza di seguire tutte le procedure in modo corretto. Se avete un deposito amministrato non dimenticate di chiudere anche quello. Portate inoltre con voi anche le eventuali carte di credito, bancomat e OTP o chiavette virtuali o digitali in modo che siano distrutte alla vostra presenza.

Come chiudere il conto in banca?

Per quanto le modalità di chiusura sono uguali presso tutte le banche, infatti, alcuni istituti potrebbero richiedere qualche documento in più per via di particolari tipologie di conti bancari.
La procedura comune, in ogni caso, richiede una serie di modulistica da firmare e consenso da interrompere. Prima di procedere, tuttavia, è necessario non lasciare operazioni in sospeso, per cui è fondamentale completare eventuali operazioni ancora in corso.

Eventuali assegni non ancora incassati o riscossi dovrebbero essere sollecitati mentre, se si hanno domiciliazioni bancarie, vanno effettuate le comunicazioni sia ai fornitori di utenze sia, naturalmente alla banca stessa, per l’interruzione dei pagamenti. Sei si è titolari di un conto esclusivamente online, sarà necessario scaricare la documentazione da firmare e inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Bisogna ricordare che eventuali libretti di assegni, carte di credito e di debito, bancomat, eventuali token per l’internet banking e tutti gli strumenti di pagamento relativi al conto che va chiuso dovranno essere riconsegnati alla banca. Inoltre, ci si dovrà ricordare di chiudere tutti gli eventuali strumenti di investimento connessi a quel conto corrente (conto titoli, azioni, obbligazioni, fondi di investimento, ETF, ecc.)

Quando la chiusura è dovuta alla volontà di cambiare banca, per prima cosa è necessario aprire il nuovo conto corrente. In tal modo si potranno trasferire sul nuovo conto tutti i contanti ed eventualmente le domiciliazioni e tutto quanto era precedentemente connesso al vecchio conto corrente. In molti casi, sono i nuovi istituti bancari che si fanno carico delle comunicazioni con la precedente banca, facilitando così i passaggi di chiusura del conto corrente.

Nel caso in cui si abbia un conto corrente cointestato è possibile che si verifichino due differenti possibilità, a seconda del conto stesso. In certi casi, infatti, un conto corrente può essere cointestato ma
– a firma disgiunta: in questo caso non è necessario che i cointestatari siano entrambi presenti alla richiesta di chiusura del conto. Viceversa, se si tratta di un conto cointestato
– a firma congiunta questo potrà essere chiuso solo se entrambi apportano la firma sulla domanda di chiusura. In caso contrario il conto non potrà essere chiuso per nessun motivo

Quanto costa chiudere un conto corrente? Commissioni Chiusura

Dal punto di vista teorico, la chiusura del conto corrente non dovrebbe apportare alcuna spesa. Infatti, il decreto Bersani del 2006, per favorire lo sviluppo della concorrenza nei diversi settori dei mercati, ha definito che le banche non possono applicare costi di fine rapporto per i conti correnti. Tuttavia, spesso tra gestione del conto, imposte di bollo ed eventuali voci relative al canone si va comunque a pagare a una spesa, definita come spesa estintoria. Va sottolineato che si tratta, per la maggior parte dei casi, di costi poco onerose che permettono la chiusura senza troppi problemi. Se avete la pazienza e la voglia di approfondire al momento dell’apertura vi dovrebbe essere stato dato un prospetto informativo nel quale devono chiaramente evincersi anche le commissioni di chiusura di conto corrente nonché le altre fee del conto corrente.

Per quanto riguarda i tempi necessari alla chiusura del conto, va evidenziato che questi, per quanto possano essere variabili, non possono essere superiori ai 12 giorni. Si tratta di un intervallo temporale definito da una direttiva dell’Unione Europea e che porta, in caso di tempistiche maggiori, a pesanti sanzioni per quella banca che non rispetta le scadenze e a indennizzi a quei correntisti che non vedono rispettati i tempi massimi per il completamento delle operazioni di chiusura. Inoltre, anche nel caso in cui la banca non garantisce le corrette condizioni di chiusura, il cliente uscente può richiedere un indennizzo.

Il mutuo

Probabilmente l’accensione di un mutuo è uno dei momenti in cui il correntista decide di cambiare banca o di aprire per la prima volta un conto corrente ad hoc presso un istituto finanziario. Considerate che se pagate il mutuo probabilmente deciderete anche di farvi domiciliare lo stipendio presso la stessa banca. Non sottovalutate il potere che hanno queste operazioni sui bilanci e sui requisiti di solvibilità delle banche. Per loro rappresentate un enorme risorsa di cui non possono fare a meno. Ve lo dico per ristabilire il giusto potere contrattuale. Non state andando a chiedere l’elemosino in parole povere ma state contrattando dei tassi e delle commissioni in un rapporto che vi legherà con la banca per 20 o 30 anni. A meno di non volere effettuare una surroga del mutuo, ma questa è un’altra storia per cui vi rimando al relativo articolo di approfondimento con risposte e chiarimenti alle vostre domande.

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