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Scelte di investimento, prestiti personali con cessione del quinto e risparmio per acquisti straordinari

investimenti, denaro e creditoLa scelta dell’investimento deve passare attraverso alcuni passaggi per sapere quale scegliere soprattutto alla luce delle tante novità entrate in vigore negli ultimi anni (Esempio la Nuova Manovra Economica 2011) anche in un periodo particolarmente costretto dalla crisi ed in cui prendere delle decisioni (investimenti in borsa o anche solo nell’oro) o di risparmio risulta difficoltoso.
Importante anche alcune ovità come la modifica del regime fiscale della tassazione dei fondi comuni di investimento mobiliare, che modificano i costi sui conti di deposito, gli attacchi speculativi all’Italia, le crisi finanziarie della Grecia e del Portogallo, l’instabilità politica, la BCE (Banca Centrale Europea) che alza per la seconda volta in pochi mesi i costo del denaro potandolo all’1,5%. Questi fattori solitamente si presentano uno alla volta e con dinamiche per lo più prevedibili sul breve periodo e che ci permettono di assumere delle scelte con margini di rischio “calcolato” per quanto possibile.

Purtroppo gli argomenti sono tanti e nel corso dei prossimi articoli cercherò di approfondirli al fine di dare qualche principio o anche semplicemente qualche spunto di riflessione per potersi orientare meglio. Sicuramente la maggior parte di voi si è già posto le stesse domande e/o forse avrà trovato risposte più soddisfacenti di quelle che troverà qui scritte; se così fosse vi invito come al solito a partecipare a dire la vostra tramite i commenti in calce, riportando le esperienze dirette con banche e istituti di credito.

Tralasciando il discorso sulla scelta del mutuo più conveniente se a tasso fisso o variabile a cui dedico uno dei prossimi articoli, qui mi limito ad analizzare le decisioni di impiego  delle nostre finanze rispetto ad un acquisto straordinario e come poterlo gestire con i prodotti finanziari ad oggi in circolazione, insieme a cosa considerare nel processo decisionale di scelta dell’uno o dell’altro.

Cosa dobbiamo tenere sott’occhio per le nostre decisioni di investimento o di acquisto

Inutile dire che le mie decisioni di investimento non sono indirizzate all’acquisto di uno yacht o della quarta casa in Costa Smeralda ma hanno connotazioni più tradizionali: il mutuo, la ristrutturazione di casa, investire in borsa o nel mattone, acquisti o spese importanti che possono avere ad oggetto qualche migliaio di euro e che possono consistere per esempio nella ristrutturazione dell’abitazione, nell’acquisto di un’autovettura nuova, nell’acquisto del motorino per un figlio, l’iscrizione a scuola privata oppure la vacanza al mare per la famiglia.

Qui avete avuto modo di conoscere alcune delle agevolazioni fiscali legate ad alcuni dei costi ordinari o straordinari (ad esempio la detrazione nel 730 degli interessi passivi sul mutuo)

Qui invece cerchiamo di far conoscere anche diversi modo per procedere all’acquisto attraverso prestiti diretti presso le banche, crediti al consumo, prestiti personalizzati o finalizzati, acquisti a rate.

Nel corso dei precedenti articoli avete potuto leggere qualche spunto per decidere se procedere all’acquisto dell’auto in leasing o a rate; qui invece vediamo di ragionare su altre tipologie di acquisti e altri prodotti messi a disposizione dalle banche o altri istituti di finanziamento.

Variabili che incidono sulle decisioni di acquisto

In questo contesto è necessario prima di tutto conoscere la propria posizione patrimoniale ed economica attuale e quella attesa per il futuro, nei limiti quest’ultima di un ragionevole grado di attendibilità e prendere in considerazione i seguenti parametri:

  • Presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • Solidità patrimoniale della società nella quale lavoro (non è detto che avere un contratti di lavoro a tempo indeterminto alla Leaman Brothers due anni fa fosse indice di grande sicurezza)
  • Proprietà immobiliare intestate o mezzi intestati (se ne avete le banche e gli istituti di credito tireranno un grande sospsiro di sollievo in quanto già sanno che potranno rifarsi, seppur anche in tempi lunghi, sul vostro patrimonio per esigere il finanziamento e così abbassano il loro rischio)
  • Livello di anzianità e ruolo che ricopro all’interno dell’azienda (avere un posto da dipendente di primo livello ed avere 45 anni solitamente è indice di scarsa propensione alla carriera connessa ad una dinamica reddituale piuttosto stabile che, se collegata all’aumento continuo dei prezzi si trasfroma in una diminuzione del potere di rimborso delle rate da parte delle banche ed una minore capacità di acquisto per il richiedente)
  • Grado di soddisfazione attuale e atteso dal lavoro (spesso incide anche sulle scelte future di investimento)
  • Presenza di figli e prospettive familiari (avre figli che stanno crescendo si trasfomerà molto probabilmente in un aumento del fabbisogno finanziario della famiglia e questo anche potrebbe giocare a sfavore un domani per poter ripagare il prestito)
  • Aspirazioni future (possibile che sogno nel medio periodo di cambiare lavoro o affrontare un passo importante della vita che esporrà le mie risorse a maggiori impieghi o a rischi di illiquidità)
  • Tipologia dell’acquisto (bene strumentale alla mia attività, bene che rientra in comunione di beni con il coniuge, bene di lusso, sfizio, macchina o motorino per il figlio, ecc)
  • Agevolazioni fiscali connesse alla tipologia e alla modalità di acquisto e al tempo concesso dall’agevolazione (per esempio gli interessi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale sono detraibili dall’irpef annualmente nella misura massima di 4.000 euro, le agevolazioni sul risparmio energetico per esempio per l’acquisto di infissi sono detraibili in 10 anni, quidni hanno un orizzonte temporale particolarmente lungo.
  • Quantificazione della richiesta (di quanto ho bisogno effetivamente, riesco a coprore parte del debito con mezzi miei  o deve necessariamente prendere in prestito il 100% della spesa da sostenere)
  • Costo effettivo del finanziamento rispetto alla spesa corrente con mezzi propri (TAEG) ossia il tasso annuo effettivo globale.
  • Possibilità di rimborsare anticipatamente il prestito.

Strumenti di finanziamento, acquisti a rate, credito al consumo, prestito

Nei prosimi articoli vedremo che esistono diversi tipi di prodotti bancari per poter procedere all’acquisto di beni e servizi, solo che non lo sappiamo, o almeno io non lo sapevo fino a  quando non mi sono documentato con le brochure delle banche e dopo essere andato a trovare i signori del commerciale o i call center degli istituti di finanziamento.
Ecco lì che scopri che esistono crediti al consumo, prestiti perosnalizzati, prestiti finalizzati all’acquisto di determinati beni di consumo, il classico finanziamento, la cessione del quinto dello stipendio e altri, che hanno le loro caratteristiche ed il loro costo che possiamo sempre esprimere con un unico paramtero il TAEG.
Per ora mi limito a dire che tali strumenti possono essere analizzati da questi due punti di vista: come sono strutturate le linee di credito ed il costo effettivo.

Prodotto trasparenti

Ricordate che grazie ad una serie di direttive tra cui posso citare quella Europea n. 48 del 2008 si è finalmente sancito, ttraverso il succesivo decreto di recepimento in Italia 141 del 2010 che ogni iniziativa deve riportare il TAEG ossia il costo effettivo del finanziamento, e che questo deve ricomprendere tutte le spese connesse al finanziamento sia obbligatorie sia accessorie (parlo anche delle carte che vi fanno sottoscrivere, i costi di assicurazioni, le famose “spese di apertura pratica” che non si sa cosa voglia dire, tipo il coperto ai ristoranti che non ti danno la possibilità di mangiare in piedi nochè eventuali tasse e imposte. Per intenderci sono quelle che vedete scritte in caratteri minuscoli sui contratti, magari in verticale sul bordo, o in basso nelle pubblicità o le citano a velocità della luce.

Il TAEG quindi è lo strumento principe per capire quanto costa effettivamente un prestito.

Mettetevi nei panni della banca

Solitamente gli istituti di credito, banche e agenziae di finanziamento si fermano ai primi tre in quanto sanno che una volta rilasciato o concesso un finanziamento (e dopo vedremo le tipologie che avete  a disposizione). Inutile dirvi che chi concede il finanziamento agisce per piazzare il prodotto, aprire una linea di credito o un cliente in più.

La regola di “un terzo delle vostre entrate”

Se quindi sentite parlare della regola di “un terzo” secondo cui non dovreste impegnarvi finanziariamente per più del 33% delle vostre entrate,  io precauzionalmente, sapendo che questa è una regola che mi hanno proposto in banca e che il loro obiettivo primario è piazzare il prodotto mi tarerei sulla regola di “Un quarto” ossia non mi esporrei per più del 25%.

Siamo in un mercato competitivo, facciamoli competere

Siamo in mercati formalmente competitivi in cui ci ripetono che nessuno è indispensabile in cui il mercato del lavoro è caraterizzato da lavoratori precari, i contratti sono sempre temporanei, almeno cercate di riavere un po’ di dignità e cercate l’alternativa mettendoli in competizione l’un l’altro.  Parlate con più istituti, non vi fermate a quello dove avete il conto da una vita perché non siamo come dall’alimentari che vi mettereanno da parte le delizie migliori. I correntisti per le banche sono la risorsa più preziosa pertanto “voi valete”.

Se pensate che questo vi tolga tempo, contattateli tramite call center o indirizzo di posta elettronica, e richiedete al primo di farvi delle condizioni, non prendete quelle e andate dal successivo e chiedetene di migliori e via via fino a quando non avrete la ragionevole convinzione di avere trovato la migliore o per lo meno quella che più vi soddisfa.

Insomma non siate pigri :-)

Nei prossimi articoli vi dirò quello che ho scoperto parlando con alcuni istituti, cercando di spiegarvi quali prodotti abbiamo sul mercato e quali sono le carateristiche ma non entrerò nel merito delle condizioni contrattuali, percentuali o altro perché quando leggo sui quotidiani il mutuo migliore sorrido perché in realtà non esiste un mutuo eccezionale o migliore di tutti; l’appetibilità e la convenienza del mutuo cambia da soggetto a soggetto e da istituto ad istituto e quindi il migliore mutuo sarà solo quello che soddisfa voi in quel momento.

Non ci vuole molto a capire per esempio che nella scelta di un mutuo il tasso fisso costerà di più rispetto a quello variabile, poi ci sarà il tasso variabile con CAP (ossia un limite al di sopra del quale ad oscillazione dei tassi di interesse la rata del mutuo resterà costante) fino ad arrivare al tasso variabile, quest’ultimo più rischioso ma sul breve periodo meno costoso. Per la quantificazione del differenziale dovrete fare rifeirmento sempre al TAEG. In linea di massma le differenze tra l’uno e l’altro sono intorno al 15%-20%.

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