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Nuovo Bonus e Voucher baby sitter INPS e tate gratis

imagesVediamo come funziona il voucher baby sitter, come averlo, quanto vi fa risparmiare cercando di dare qualche chiarimento in più per vedere se sono agevolazioni effettivamente fruibili o riguardano solo una categoria molto ristretta di contribuenti.

Quando è stato istituito

L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n.92, ha introdotto per ora fino al 205 ma sarà probabilmente prorogato la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere dei voucher del valore nominale di 10 euro cadauno per acquistare servizi di baby sitting, ossia, tate o donne di servizi o colf chiamatele come meglio desiderate.

La richiesta è presentata al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale e per un massimo di sei mesi.

Prorogato con la legge di stabilità 2016

I voucher per il pagamento dei servizi di baby sitting sono stati prorogati ancora per il 2016 per un importo mensile pari a 600 euro valevoli per ciascun mese di richiesta di congedo parentale non ancora fruito dalla mamma. La Proroga del viucher è stata inserita nell’articolo 19 del disegno di legge di Stabilità 2016 e valevole anche per il 2016 da richiedere sempre una volta finito il congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi oppure per l’appunto per acquistare voucher per le baby sitter o tate.

Soggetti beneficiare: chi può aderire ai voucher per la baby sitter

Potranno richiedere i voucher le lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro nonchè quelle iscritte alla gestione separata INPS eccetto le titolari di partita Iva già iscritte per esempio ad una cassa.

La condizione è che al momento di presentazione della domanda siano ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

Quanto vale il buono

Il buono vale 10 euro di cui il 13% va all’INPS, il 7% va all’INAIL ed il 5% va all’INPS come costo per la gestione del servizio (non storcete il muso già lo sto facendo io). In pratica quidni su 10 euro il lavoratore ne percepirà effettivmente 7,50.

Soggetti esclusi

Non sono ammesse al beneficio:

  • le lavoratrici autonome iscritte ad altra gestione (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali di cui alle leggi 26 ottobre 1957, n. 1047, 4 luglio 1959, n. 463, e 22 luglio 1966, n. 613, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, disciplinate dalla legge 13 marzo 1958, n. 250)
  • le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art.19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n.223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.248.

In cosa consiste il bonus

Il beneficio consiste in 600 euro mensili per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata), divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.

Le lavoratrici part-time potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa, come da tabella allegata alle “Istruzioni per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia”.

Come richiedere il bonus baby sitter

Il bonus per la baby sitter invece viene erogato attraverso il voucher  sistema di buoni lavoro ex art. 72 del decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 e successive modifiche ed integrazioni. L’Istituto pertanto erogherà 600 euro in voucher , per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.

Altra cosa è il bonusc scolastico: in pratica il pagamento viene effettuato direttamente alla scuola che sceglierete ed indicherete nel modello per la richiesta semprechè la struttura si sia accreditata per un importo massimo di 600 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.

I voucher invece sono cartacei e dovrete ritirarli presso l’INPS territorialmente competente in base al vostor indirizzo di residenza anagrafica entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici e sono soggetti alla scadenza che avete visto sopra.

Il mancato ritiro o il ritiro parziale comporteranno l’automatica rinuncia al beneficio o alla parte di voucher non ritirata nel termine, con il conseguente ripristino della possibilità di utilizzo del periodo di congedo parentale rinunciato nel momento di presentazione della richiesta.

L’accreditamente presso l’INPS per la presentazione della domanda

La domanda dovrà essere presentata vi aWEB dopo essersi accreditati tramite PIN “dispositivo”. A tal proposito potete leggere la circolare n. 50 del 5/03/2011 per la spiegazione su come identificarsi, oppure recadnosi al vostro patronato.

I dati da indicare nella domanda

  • Periodo di richiesta del bonus (quanti mesi volete sfruttare) e la corrispondente rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale
  • modello ISEE

ATTENZIONE: dal momento di presentazione della domanda e fino all’accoglimento della stessa, per la madre lavoratrice è sospesa la possibilità di fruire del periodo di congedo parentale cui si rinuncia nella domanda di beneficio, detta fruizione sarà nuovamente consentita solo nel caso di reiezione della domanda, ovvero in caso di rinuncia al beneficio.

Sarà l’INPS a comunicare al datore di lavoro della lavoratrice della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.

La rinuncia del beneficio può essere effettuata dal giorno successivo all’accoglimento della domanda esclusivamente in via telematica sul sito web dell’Istituto (www.inps.it). In caso la rinuncia avvenga in un periodo successivo al ritiro dei voucher, i voucher non ancora fruiti dovranno essere restituiti, alla sede provinciale INPS presso la quale sono stati ritirati, che provvederà al loro annullamento.

Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia a quanto disposto nella circolare INPS n. 169 del 16-12-2014.

Il beneficio può essere esteso per ciascun figlio

Altri modi per utilizzare i Voucher INPS

Potete leggere anche la Guida all’applicazione del Voucher INPS dove troverete anche altri ambiti di applicazione di queste forme di agevolazioni contributive e finanziarie.

Voucher Prestazioni Occasionali

Altra modalità di utilizzo potrebbe essere quella prevista dal legislatore per gestire sempre con i Voucher le prestazioni occasionali. Anche qui potrete trovare dei chiarimenti su come acquistarli e come gestire il rapporto con il vostro fornitore del servizio.

Novità Assoluta: il nuovo congedo parentale a Ore

Assoluta in quanto mira ad esaudire il sogno di molti: lavorare meno ore al giorno ed è valido sia per le madri sia per i papà e che può sostanziarsi che solo nella riduzioni per alcuni giorni per alcune ore. Leggete l’articolo di approfondimento dove troverete i termini e le modalità per presentare la domanda.

Con il Job Act 2017 viene inoltre rimodulato il congedo parentale fruibile dai lavoratori autonomi che ora posso contare su una tutela ed un diritto maggiormente rafforzati rispetto al 2016. Per approfondire la tematica potete consultare anche il nuovo articolo dedicato al congedo parentale per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva.

Ricordiamo che anche per questa categoria di lavoratori è prevista la possibilità di sfruttare tale diritto a ore.

 

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2 commenti

  1. Sono una componente di reddito tassata ai fini Irpef per chi la percepisce

  2. Salve scusate ma i voucher Baby sitter chi li prende fanno Reddito

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