La legge di Bilancio approvata il 28 Dicembre 2017 ha prorogato anche per il 2018 l’incentivo fiscale per l’acquisto di strumenti musicali, introdotto nel 2017 , consistente in un credito di imposta pari al 65% del prezzo pagato comprensivo di Iva fino ad un massimo di 2.500 euro.

Intanto vi do il riferimento normativo dove potete trovare la disciplina riguardante qualora abbiate intenzione e siate interessati all’acquisto di uno strumento musicale per voi o vostro figlio. Il Bonus Musicale è stata introdotto lo scorso anno dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 984, l. n. 208/2015) e prorogato dalla recente Legge di Bilancio 2018 approvata a fine dicembre 2017.

La possibilità di sfruttare questo incentivo richiede il rispetto di alcuni requisiti che nel seguito vi spiego con l’ausilio di alcuni esempi pratici e fornendovi dei chiarimenti necessari per rispondere alle vostre domande.

Requisiti richiesti dalla norma

Elenchiamo i requisiti richiesti dalla normativa sul Bonus Musicale.

Prima di tutto abbiamo visto che l’acquisto deve essere effettuato nel 2018 per cui il pagamento del costo, che solitamente avviene alla consegna dello strumento musicale deve avvenire entro il 31 dicembre 2018 per poter essere utilizzato.

La modalità di fruizione del beneficio fiscale in questo caso è diversa dalle altre.
Il credito di imposta infatti viene concesso al rivenditore in base allo sconto concesso all’acquirente dello strumento musicale.
Non è il classico credito IRPEF che viene detratto fiscalmente ed inserito nella dichiarazione dei redditi 730 (pre compilato e non non fa differenza) o modello Unico.
Trattandosi di credito di imposta concesso al negoziante non rileva il fatto per esempio che non abbiate delle imposte Irpef da versare a debito in quanto a tutti gli effetti l’incentivo vi darà la possibilità, nel caso in cui abbiate per il prossimo anno imposte da versare Irpef pari a zero, un credito che potrete richiedere comunque a rimborso all’Erario.

A voi persone fisiche sarà concesso uno sconto sul prezzo di vendita.
Lo strumento musicale deve essere nuovo per cui non potrete comprarlo sulle piattaforme classiche di acquisto di beni usati o di seconda mano.
Anche laddove il bene usato sia venduto da un negozio che vende anche beni nuovi non sarò possibile acquistarne uno usato da loro e richiedere il credito di imposta Irpef.

La finalità della norma naturalmente è quella di agevolare lo sviluppi di arti e professionisti di questo genere ma anche di sostenere i mercato.

Chi può richiedere l’incentivo

Potranno presentare domanda per la fruizione del bonus solo gli studenti iscritti ai licei musicali e ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento, ai corsi di diploma di I e II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi di legge.

Lo strumento deve essere coerente con il corso frequentato

Quanto vale

Lo sconto vale il 65% del prezzo di vendita applicato inizialmente dal rivenditore e nel limite di 2.500 euro. Il bonus vale per l’acquisto di un solo strumento almeno così sembrerebbe evincersi dalla norma. Non è prevista una rateizzazione del beneficio

Come si prende l’incentivo

Il contributo non è per tutti per cui fate attenzione.
Il contributo non è infinito in quanto è stata stanziato un fondo ad hoc pari a 15 milioni di euro. Questo significa che prima vi recherete dal rivenditore di strumenti musicali o negozi di musica maggiore è la possibilità di sfruttarlo.
State tranquilli che non correte il rischio di effettuare l’acquisto e non vedervi riconosciuto il bonus in quanto il rivenditore è a conoscenza in tempo reale della capienza del fondo e della possibilità di prenderlo in quel momento.
Per tutti gli acquisti effettuati fino al 2017 il diritto al bonus nasceva al momento dell’acquisto ed è erogato dal rivenditore al momento del pagamento sotto forma di sconto sul prezzo. Inutile dire che probabilmente i prezzi aumenteranno leggermente (la tentazione sarebbe naturale immagino essendo l’incentivo così alto).
Speriamo nella buona fede dei rivenditori…
Il credito d’imposta è attribuito al rivenditore dello strumento il quale anticipava il contributo allo studente che lo acquistava. Per accedere al contributo è necessario presentare un certificato di iscrizione alla propria scuola o Istituto per l’acquisto dello strumento musicale da cui si evincano i dati anagrafico del ragazzo, cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione. Sarete meglio poi farsi scrivere anche la tipologia di strumento musicale coerente con il corso di studi, ma non è di fondamentale importanza.

Decreto attuativo Bonus Musicale 2017-2018

La circolare ha perfino chiarito che non si dovranno applicare imposte di bollo sul certificato in quanto a qualche Pierino della materia era venuto lo scrupolo che si potesse applicare.

Calcolo Bonus

Facciamo subito l’esempio più critico in modo che gli altri dovrebbe risultare più facili da applicare. Per fare un semplice esempio nel caso di acquisto di un pianoforte del valore di 10 mila euro comprensivo di Iva, il bonus sarebbe pari a a 6.500 euro. Tuttavia subentra in questo caso la limitazione a 2.500 euro per cui  il prezzo finale pagato sarà comunque pari a 7.500 euro sconto compreso.
Vi sono poi altri chiarimenti forniti dall’agenzia delle entrate che già nel 2017 ha dovuto spiegare come andava applicato il decreto attuativo che regolava le modalità di richiesta del bonus. Parliamo della circolare n. 15/E/2016.
Gli adempimenti amministrativi saranno infatti a carico del rivenditore che comunicherà con lo spesometro o altra  transazione i dati dei soggetti persone fisiche che hanno sfruttato il bonus oltre alla richiesta che viene fatta al momento per ciascuna vendita dal negoziante.
L’incentivo non è spendibile da parte di scuole di musica o scuole o istituti in generale ma solo dalle persone fisiche. 
La richiesta è effettuata contestualmente all’acquisto. In pratica il rivenditore interrogherà l’anagrafe tributaria e verificherà se c’è capienza del fondo. Il  sistema telematico dell’agenzia delle entrate alla domanda da parte del rivenditore rilascerà apposita ricevuta attestante la fruibilità dell’incentivo nonché la correttezza dei dati anagrafici fiscali.
Mi raccomando quindi di portare con voi il codice fiscale.

Codice tributo 6865 per credito di imposta rivenditore

Il Legislatore fiscale da poi la possibilità al rivenditore di utilizzare il credito di imposta fin da subito con l’utilizzo del  codice tributo 6865 tramite modello F24. Potrà essere utilizzato anche in compensazione per il pagamento di altri tributi compresi quelli INPS. Se non avete pagamenti da fare lo potrete inserire nel modello unico e richiederlo a rimborso in alternativa.
Nel seguito trovate le modalità di compilazione

CREDITO D’IMPOSTA RELATIVO AL CONTRIBUTO PER L’ACQUISTO DI STRUMENTI MUSICALI NUOVI – ARTICOLO 1,COMMA 984-LEGGE 28 DICEMBRE 2015, N.208

Sezione modello F24 da compilare: ERARIO

Il codice è utilizzabile solo per indicare un importo a credito da compensare ovvero per indicare un importo a debito per ravvedimento operoso.
Riferimento Normativo: Legge  N. 208 del 28/12/2015 Art. 1 Comma 984 Visualizza Risoluzione

ESEMPIO 1: importo a credito

I dati proposti nell’esempio sono solo a titolo esemplificativo

Importo: 6.000,00 Euro
Anno di sostenimento della spesa: 2018

salta la tabella che riproduce esempio a credito e vai alla spiegazione della compilazione

SEZIONE ERARIO
IMPOSTE DIRETTE – IVA
RITENUTE ALLA FONTE
ALTRI TRIBUTI E INTERESSI
codice tributo rateazione/regione/
prov./mese rif.
anno di
riferimento
importi a debito
versati
importi a credito
compensati
SALDO (A – B)
(1) 6865 (2) (3) 2018 (4) (5) 6.000,00
codice ufficio codice atto TOTALE    A (6) B (7) (8)
(9) (10)

Campi del modello F24 come compilare il campo
(1) codice tributo: indicare 6865
(2) rateazione/regione/prov/mese rif: non compilare
(3) anno di riferimento: Anno di sostenimento della spesa, nell’esempio 2018
(4) importi a debito versati: non compilare
(5) importi a credito compensati: indicare l’importo a credito, nell’esempio 6.000,00
(6) TOTALE A: somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario, non compilare se non sono presenti importi a debito
(7) TOTALE B: somma degli importi a credito indicati nella Sezione Erario
(8) SALDO (A – B): indicare il saldo (TOTALE A – TOTALE B)
(9) codice ufficio: non compilare
(10) codice atto: non compilare