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Brevi riflessioni sulla nuova manovra economica 2010

Brevi Riflessioni e spunti sulla nuova manovra economica 2010

Diamo qualche spunto di riflessione per ogni articolo della manovra al di là delle prese di posizione che hanno i politici e giornalisti. Vi risparmio i commenti dei politici che non analizzano criticamente le nuova manovra economica 2010  del DL 78 del 2010 del Ministro Tremonti ed esternano con brusii ridondanti e demagogici i propri attacchi che  altro non fanno se non svilire l’impegno dei tecnici che lavorano alle riforme, presenti e passate, dell’una o dell’altra fazione.

Diamo spazio alle nostre riflessioni

Rilevo che non sono previste misure di sostengo all’occupazione e non sono previste misure strutturali se non una lieve misura per favorire lo sviluppo e la nascita di imprese nel mezzogiorno.

L’irap è un tributo scomodo da sempre per le imprese ma sulle start up pesa poco per via della struttura del tributo e della sua base imponibile, quindi ritengo che sia stato solo il modo per poter successivamente pronunciare ai vari talk show televisivi, radio e simili che la manovra ha abbassato le tasse. Vero ma non significativo come aumento.

Lodevole anche se insufficiente il tentativo di abolizione di alcuni enti ma premiamo il coraggio di andare contro ad una tendenza alla proliferazione che è sotto gli occhi di tutti. Auspico un consolidamento di tale strategia al fine del risparmio di denaro pubblico ma che sia diretta solo ed esclusivamente verso quegli enti dai nomi improbabili che sembrano più un modo per creare lavoro o per saldare debiti morali. L’impressione che si ha è quella di voler far capire che alcune classi, oggi, possono essere toccate, come mai è accaduto prima, un pò perchè ve ne è effettivamente bisogno dal punto di vista del conteimento dei costi, un pò perchè attaccare un potere forte come quello dei dipendenti pubblici fa capire all’opinione pubblica che si è forti, un pò perchè alcun programmi televisivi hanno alimentato un sendo di indignazione verso alcuni sprechi di denaro pubblico che il primo che se ne farà carico raccoglierà significativi successi in campagna nelle prossime campagne elettorali.

Le altre misure della nuova manovra economica 2010 sono dirette come  si dice in gergo a fare cassa nel breve periodo, ma pongono come spesso accade negli ultimi tempi problemi di questione morale per via della sostitutiva sugli immobili fantasma non ancora iscritti al catasto che in caso di mancata previsione se ne prevede l’azione accertatrice dell’agenzia delle entrate. Da chiedersi perché non si sia proceduto prima se si hanno i mezzi per procedere, o almeno ci raccontassero cosa è cambiato nelle gestioni delle amministrazioni comunali dal momento che il personale in essere è quantitativamente sempre lo stesso.

Facile lamentarsi delle classi che sono maggiormente colpite dalla crisi ossia quella dei dipendenti pubblici, ma questo paese deve capire che la classe imprenditoriale è un bene che va salvaguardato perché rende l’Italia un paese competitivo ed in grado di continuare a creare posti di lavoro.

I dipendenti inoltre rappresentano l’unica classe quantitativamente più numerosa e facile da intercettare e che non crea posti di lavoro. Parliamo soprattutto dei dipendenti pubblici e della burocrazia che costa ed è sempre costata tanto al bel paese. Inutile nascondersi dietro un dito. Chiunque passeggi per i corridoi di molti uffici pubblici ha la stessa impressione.

La chiusura di tre delle quattro finestre per le pensioni sulla vecchiaia e di una su due per quelle di anzianità può portare alle casse dello stato circa 3 miliarid di euro ma creerebbe molto scontento nell’elettorato. L’aumento dell’età pensionabile come avvenuto in Francia è una misura che è stata presa con grande coraggio dal primo ministro francese e che in Italia porterà ad una spaccatura e ad un nuovo ribaltamento dell’esecutivo.

I mercati finanziari si rendono  conto  che senza misure strutturali la futura solidità del sistema economico non è credibile e come tale investono altrove i propri capitali (manovre speculative finanziarie a parte ovviamente).

Bonus ai Comuni per l’attività di contrasto all’evasione

Lodevole l’iniziativa di avviare una partnership con i comuni che prevede il riconoscimento del 33% sulle maggiori imposti versate da parte dei contribuenti che avevano nascosto reddito imponibile al fisco.

Condono o non condono edilizio

Iniziamo con il descrivere che il provvedimento messo in atto dalla manova prevede la possibilità di regolarizzare gli immobili che ancora non risultano censiti al catasto e che soddisfano le norme comunali sull’edilizia di regolarizzare le proprie case attraverso il pagamento di una imposta sostitutiva. Quelli non a norma che si autodenunciano probabilmente fanno un autogoal in quanto potrebbero essere distrutti per essere ricostruiti secondo le norme. Allo stato attuale ritengo non si possa parlare di condono edilizio ma di misura per il censimento di immobili fantasa finalizzata a fare cassa, a regolarizzare la posizione di immobili che fino ad oggi non hanno prodotto reddito se non per i loro proprietari, ma non per lo Stato.

Riduzione acconto Irpef del 20%, si chiama differimento

Il provvedimento consiste nella “riduzione” che riduzione non è del secondo acconto irpef del 20% che si sotanzia in un differimento di quello che dovremmo pagare a giugno e  novembre come primo e secondo acconto. Quando calcoliamo gli acconti da versare infatti prendiamo il 99% o il 100% (negli utlimi anni) e paghiamo a titolo di acconto per le imposte del prossimo anno il 40% a giugno ed il 60% a novembre (già verrebbe da chiedersi perchè devo anticipare di un anno le tasse che dovrò pagare con una perdita della mia liquidità). Ora nvece con il decreto 78 del 2010 abbiamo gli acconti calcolati sul 79% dell’imposta dell’anno precedente e non sul 99% per gli anni 2011 e 2012. Questo fa si che ora pagheremo di meno ma a giugno, al momento del saldo irpef, pagheremo di più perchè  avremo versato meno acconti. Inoltre estendere questa manovra al 2011 e 2012 mi spinge a ritenere che il Governo ritiene la crisi finanziaria ancora durevole e questo non genera una buona aspettativa sui mercati.

Emendamenti alla manovra finanziaria

Emendamenti sul condono edilizio: Anche se sembrerebbe uscito dalla porta principale del testo nella fase definitiva sembrerebbe riapparire dalla finestra grazie ai 2550 emendamenti alla nuova manovra economica che non colpiscono tanto per la numerosità che è ordinaria amministrazione quanto per la sfrontatezza con cui si cerca letterlamente di falro passare prevedendo non solo la regolarizzazione di tutti gli abusi edilizi, ma persino della cancellazione delle sentenze anche già passate in giudicato.

Ora possiamo anche capire che un condono edilizio abbia i suoi vantaggi in termini di cassa per lo Stato e possibilità per una parte dei cittadini di ampliare la propria abitazione di quella stanza in più che permetterebbe anche di poter ampliare la propria famiglia e magari restringere le spese inutili, ma la cancellazione delle sentenze già passate in giudicate è una emendamento inaccettabile tanto da sconvolgere la figura di colui che ha avuto il coraggio di idearlo, scriverlo e consegnarlo.

Il potere politico ed il compromesso sono variabili che devono confrontarsi con la coscienza.

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Vi suggeriamo anche di rileggere gli articoli dedicati ai contenuti della manovra e a cosa accade dopo la manovra economica

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

2 commenti

  1. Penso che sia giusto intensificare la lotta all’evasione fiscale,ma non è altrettanto giusto che si accanisca sui piccoli artigiani o p.i. con pochi dipendenti, come al solito, moltissimi chiuderanno le piccole imprese, tanti disoccupati in più e quindi più ammortizzatori sociali da erogare, nessuno ha mai premiato chi un lavoro se lo crea e non aspetta il posto fisso , magari anche statale, secondo loro un piccolo imprenditore dopo aver pagato tutte le tasse dovrebbe guadagnare meno del suo operaio – tanto vale fare l’operaio –

  2. penso che questa manovra è immorale e iniqua… come la politica del governo berlusconi.
    il pesò cadrà come sempre sulle classi sociali che se la passano peggio e i ricchi diventeranno sempre più ricchi alla faccia della crisi!

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