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Piano Nazionale delle Riforme: Famiglia, Lavoro e Ricerca (Giustizia) e le tappe della Riforma Fiscale

Parte il Piano Nazionale delle Riforme (PNR) con la conferenza del 20 ottobre 2010 di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti in cui sono tracciate le linee guide dei prossimi mesi per la nuova Riforma Fiscale .

Data importante è quella del 12 novembre in cui il Governo dovrà presentare alla commissione europea il Piano Nazionale delle Riforme per frenare il Debito pubblico e attuare quel piano delle riforme previdenziali e strutturali che l’europa ci sta sempre più imponendo. In realtà la riforma prevedenziale è partita e ne abbiamo discusso nella guida pratica alla novità previdenziali.

Ora tocca alla Nuova Riforma Fiscale che è già stata oggetto di una spinta importante con le i decreti di attuazione sul Federalismo Fiscale, nuova manovra economica 2010, e i moniti da parte della Commissione Europea.

Impegnativa tuttavia è il diniego di abbassare le tasse da parte della Corte dei Conti la quale si è espressa i modo sfavorevole di fronte agli annunci da parte dell’attuale Governo di abbassare la pressione fiscale attraverso delle riforme fiscali. Tuttavia sarà la speranza degli italiani, sarà la voglia di restare al Governo che spingono i tecnici del Ministero delle Finanze e dello Sviluppo a concertare un piano delle riforme che sia in linea con le aspettative degli italiani, ai quali devono rendere per primi i risultati del loro operato e poi alla Commissione Europea.

I Pricipi alla base della Riforma Fiscale

Intanto abbiamo affrontato i principi ispiratori della nuova riforma fiscale che si dividono seconod tremonti in tre pilastri:

  1. Dalle persone alle cose: si intende spostare la base imponibile non sulla persona fisica ma sulle cose: chiaro esempio è l’acertamento che ricostruisce il reddito imponibile induttivamente dalle spese che il contribuente sostiene nel periodo di imposta.
  2. Dal Centro alla periferia: lo spostamento dei centri di entrata dallo Stato centrale e amministrazione finanziaria alle Regioni e quindi attuazione di quel federalismo fiscale di cui sentiamo palrare da circa trenta anni;
  3. Semplificazione Fiscale: rendere il diritto tributario ed il fisco per le i piccoli contribuenti qualcosa di smeplice,di facile comprensione e di rapida attuazione nella consapevolezza che pagare le imposte non può essere costoso nè in termini di tempo, nè di i denaro per via dei prezzi e delle tariffe dei commercialisti. La parola d’ordine per fisco da una parte farà la felici le persone fisiche ma dall’altrà taglierà un bella fetta di lavoro ai piccoli commercialisti che nella complessità trova un importante fetta di mercato.

I passi verso la Finanziaria 2011: le tappe della riforma

Nei prossimi mesi qudini assisteremo ad un susseguirsi di voci sulle possibili novità, l’impianto normativo su cui si baserà il nuovo Fisco Italiano

Vi anticipo che grosse sorprese non ne potremmo avere in quanto siamo sempre vincolati alla normativa contro gli aiuti di stato da parte della commissione di vigilanza europea che pende come una spada di Damocle sulle teste dei contribuenti che ogni anno sperano in qualche fantastica norma per abbatter ele troppe tasse e la pressione fiscale e che spesso si risolve in poco significanti cambiamenti.

In tal senso quindi siamo nella prima fase che prevede lo studio con l’Istat, le parti sociali della verifica e dell’impatto che hanno le varie ipotesi di riforma sui conti pubblici, sul bilancio dello stato nelle tasche degli italiani.

Il fine è sempre quello di rendere felici tutti i contribuenti (ed elettori) con il minor dispendio di risorse e di erosione del capitale pubblico cercando di salvaguardare la stabilità (leggi fare contatti quasi tutti) sostenere lo sviluppo economico (manatenere il debito pubblico ad un livello stabile), salvaguardare il lavoro (leggi non esporsi al rischio mediatico di vedere operai in cassa integrazione che salgono sui tetti delle fabbriche chiuse).

La lotta all’evasione abbiamo visto essere uno dei nodi cruciali con il nuovo redditometro ed i numeri che ogni mese vengono segnalaiti dall’agenzia delle entrate.

Successivamentee dopo la diffiicile fase del consenso avremmo la fase delle leggi delega in cui si iniziaerà a vedere cosa bolle in pentola e dove stiamo andando, se più sulla tassazione dei grandi patrimoni e della classe imprenditoriale o come al solito si interviene sul lavoro dipendente.

Speriamo inoltre che riescano a cancellarsi dalla testa la svendita dei beni pubblici e che come in ogni azienda accade gestiscano i costi dell’amministrazione in modo razionale. Non si è mai visto in un’azienda che in un momento in cui il mercato immobiliare è bassissimo c’è chi vuole vendere. Sono le regole più elemetari del mercato immobiliare che fanno pensare che chi intenda mettere in vendita immobili e beni pubblici di un valore storico culturale e morale così elevato abbia i propri interessi a farlo. Andiamo oltre.

Ricordiamoci che prima che pur essendo in vigore prima che si metteranno in pratica dovremmo sempre attendere i famosi deceti attuativi quindi dovremmo attendere un bel pò considerando che ancora se ne apsettano alcuni della riforma del 2003.

Potrete leggere gli articoli di approfondimento sotto elencati per essere sempre aggiornati e lasciare le vostre riflessioni tra i commenti.

Ho inserito la Giustizia tra parentesi, perchè dopo il Lodo Alfano è doveroso per la classe dirigente che siederà in parlamento, abolirlo perchè ne perde di credibilità il nostro Paese.

 Guida alla Nuova Riforma Fiscale

Guida pratica al Federalismo Fiscale

La nuova Imposta Cedolare Secca sugli affiti e locazioni

Riflessioni attuali sul Federalismo Fiscale

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2 commenti

  1. Nel pacchetto di norme per la nuova riforma fiscale ci sperimao tutti, contribuenti, profesionnisti società. L’unica cosa è che moltui credono che seguirà una forte contrazione del carico fiscale a carico delle persone o delle imprese, non solo per via della crisi congiunturale, per via dei moniti della Banca Europea e della Comunità Europea, ma anche perchè non è nelle finalità che si è preposto il Ministero dell’Economia e delle Finanze Tremonti.
    Assisteremo infatti probabilmente ad una semplificazione degli adempimenti tributari che se non potrannno contribuire in via diretta all’abbattimento delle imposizione fiscale, contribuiranno ad un abbattimento degli adempimenti e in tal modo permetteranno la riduzione dei costi amministrativi, oltre chee la certezza di non vedersi accertati o sanzionati per comportamenti in linea con i paramteri legislativi.
    Quello che in una intervista ha detto Berlusconi è vero, ossia che i professionisti spesso si rifutano di fare operazioni tese al risparmio di imposta nei confronti dei loo clienti perchè non hanno la certezza che quell’operazione sarà giudicata legittima dall’agenzia delle entrate che molte volte non le capisce ma che grazie all’istituto dell’abuso del diritto è in grado di rettificare l’operazione, annullarne gli effetti erecuoerare a tassazione somme di imponibile.
    ma questo sono argomenti che non vorrei la tediassero in questo inizio d’anno che ci auguriamo sia il più prolifico o no per tutti noi italiani.

  2. Io sono un sostenitore del centro destra, e sono un pensionato, ma se Berlusconi va a casa ci guadagnamo tutti, sia come immaggine che come persona seria. Ha ingannato tutti con le sue promesse, non ha capito che il ceto medio sta soffrendo per le enorme tasse che ci sono state attribuite dai comuni e regioni, almeno questo per la regione campania, perché Lui tagliando le risorse questi ci sono saltati addosso spremendoci come limoni.
    Quando mai i nostri politici hanno sentito la crisi, questi viaggiano in lussuose macchine, hanno favori in tutto quello che si muove intorno a loro, le province esistono ancora, i parlamentari invece di dimunuire aumentano e noi paghiamo.
    Alla prossima vedremo come finirà.
    Tante ……..

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