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Decreto Liberalizzazioni di Monti: in sintesi le novità per professionisti, attività, negozi, farmacie, trasporti

 Il processo di liberalizzazione delle professioni, di attività commerciali, banche assicurazioni, trasporti, taxi, farmacie, avvocati e professionisti in genere del Governo Monti porta molte novità che in sintesi vi descrivo per cercare di cogliere le opportunità per i soggetti che intendono intraprende nuove attività è una seria minaccia per coloro che già operano nel settore quali per esempio i tassisti, farmacisti, avvocati, commercialisti, ma anche i distributori di carburante, benzinai e anche banche ed assicurazioni come anche il settore dei trasporti pubblici che se non vi ricordate è stato il primo nel 2011 ad avviare il processo di liberalizzazione sotto la spinta della BCE nella Legge di stabilità 2012-2014.

Apertura esercizi commerciali, negozi e attività: stop alle licenze
Parto dall’opportunità della nuova classe di giovani imprenditori, quella a cui sono più interessato perchè sono felice di accogliere nuove opportunità di lavoro e di fare impresa che mancano al paese e che grazie a questo disegno di legge sulle liberalizzazioni di Monti potranno aprire un negozio senza passare per le costose licenze disponibili sul territorio perchè basterà una autocertificazione per aprirlo salvo eventuali controllo a posteriori sul rispetto delle norme previsto per l’esercizio. Nel caso di alimentari invece dovrebbero restare le norme attualmente vigenti anche se è necessario un approfondimento in tal senso.
La possibilità di aprire un esercizio commerciale è per tutti solo che nel caso dei giovani si dovranno prevedere anche dei meccanismi di semplificazione nelle procedura amministrative.  Ciò non significa che non dovrete più riconoscere l’aviamento in caso di acquisto di un precedente negozio solo che a questo v’è da eliminare il costo della licenza che non servirà più perchè si potrà sostituire con una autocertificazione.
Novità anche sul versante degli orari dei negozi che saranno flessibili sia in termini di orari di apertura e di chiusura sia in termini di giorni lavorativi dedicato all’esercizio dell’attività che prima dovevano rispettare calendari di apertura e chiusura. Inoltre viene finalmente liberalizzata la possibilità di avere saldi tutto l’anno mentre prima era possibile sfruttare solo per alcuni giorni la liquidazione, la chiusura attività ed i saldi.

Il Decreto delle Liberalizzazione sulle Farmacie con il Governo Monti
Forse la modifica più interessante per quello che concerne il decreto è proprio questo in quanto il settore delle farmacie insieme a quello dei Notai, anche se a diverso titolo rappresentano i settore con più alte barriere all’entrata: l’uno per lo smisurato costo della licenza che può arrivare, per sentito dire, anche 2 mln di euro per farmacie in zone non periferiche di una grande città e l’altra per l’esiguità del numero di posti disponibili rispetto alla domanda di accesso con un processo di selezione moto duro e negli ultimi anni al centro anche di scandali e sotto accusa.
In questo caso come in quello dei notai l’incremento degli esercizi è sotto forma di maggiore disponibilità dei posti solo che mentre nel caso dei notai si introducono 500 nuove sedi, nel caso delle farmacie si parla di una farmacia di zona ogni 3 mila abitanti, dai 5 mila di adesso.

Deroga all’articolo 18 in caso di fusioni tra PMI
Interessante ed ambizioso il tentativo di consolidate il tessuto imprenditoriale italiano dando la possibilità alle società con meno di 15 dipendenti che come sapete hanno procedure di licenziamento molto semplificate e per le quali non è previsto il reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento, di elevare tale limite fino a 50 dipendenti e quindi di crescere dimensionalmente il proprio organico mantenendo altresì la flessibilità organizzativa. Sicuramente questo a danno dei lavoratori che a fronte di una maggiore precarietà potranno contare tuttavia su una società più solida, chissà quali potranno essere però le reazioni. Tuttavia v’è da attendersi nella versione definitiva una ridefinizione o anche una cancellazione della previsione in bozza.

Avvocati, Dottori Commercialisti e professionisti
Parto con il dire che molte professioni non sono attualmente regolamentate da un tariffario minimo oppure in altri casi sono già stati abolite.
Abolizione delle tariffe minime e massime dei professionisti: appena si parla di abbassamento dei prezzi si urla all’abbassamento della qualità non ricordandosi che se di professionisti stiamo parlando vi sono precise previsioni di deontologia a cui ciascuno deve attenersi. Le ripercussioni non solo per i professionisti ma anche per i clienti; questo perchè da un lato inutile dirlo assisteremo probabilmente ad una libera concorrenza sugli onorari applicati dai piccoli professionisti a diretto vantaggio dei clienti che potranno contare su ribassi dei prezzi sempre che si dedichino alla ricerca di preventivi più vantaggiosi.
Potremmo inoltre immaginare che sul versante dell’affermazione sarà importante anche essere visibili sul mercato delle professioni e pertanto anche la pubblicità acquisterà un ruolo importante tra le scelte strategiche dei nuovi professionisti. Avevamo già assistite alle prime esercitazioni sulle liberalizzazioni sulle professioni con la Manovra Economica 2011.

Preventivi obbligatori per i professionisti
Tra le novità del Decreto Liberalizzazioni del Governo Monti anche l’obbligo di redigere dei preventivi scritti finora difficilmente visibili nella professione ma che elimineranno le sgradite sorprese alla presentazione della fattura. Dall’altro lato però imporranno al professionista di calcolare tutte le varie voci del tariffario ex ante e che permettevano al professionista di muoversi all’interno di range molto ampi.

Non si deve pensare ad una mercificazione della professione perchè restano norme deontologiche da rispettare; certo potremmo assistere tuttavia ad un ribasso dei prezzi…potremmo. Uno dei driver più importanti nella ricerca del professionista e che consiglio è sempre quello della fiducia che riponete in uno piuttosto che in un altro.
Tirocini formativi professionali anche durante l’università

Non capisco bene per i tirocinanti i quali, per esperienza personale, andrebbero maggiormente tutelati rispetto ai lavoratori dipendenti, per via della estrema precarietà e le condizioni lavorative in cui conducono la propria attività lavorando anche 10 o 12 ore al giorno talvolta per non dire spesso a fronte di semplici rimborsi spese e a cui nel corso del 2012 si è già cercato di fare qualcosa introducendo l’obbligo formativo a carico del dominus ma che nella realtà non troverà forte impatto o modifiche rispetto perchè difficilmente il tirocinante, come il dipendente, denuncerebbe il proprio capo. Non capisco le previsioni perchè leggendo la bozza di decreto i tirocini professioniali potrebbero iniziare anche prima la fine dell’università per intenderci anche dopo la laurea breve solo che questo già è contemplato, almeno nel caso dei dottori commercialisti, non sono sicuro invece per gli avvocati. Ma il punto resta sempre lo stesso inutile girarci intorno ossia quello di legare l’attività formativa ad un beneficio per il dominus: quest’ultimo deve avere un beneficio diretto o anche evitare un maleficio dalla formazione del tirocinante. Se pensiamo alla formazione del tirocinante come a quel momento formativo posto in essere dal dominus per far crescere il tirocinante nel proprio studio è qualcosa di lontano nella realtà almeno per quello che concerne molti colleghi con cui ho avuto il piacere di parlare nel corso della tirocinio obbligatorio. Sarebbe per esempio utile al di incrementare l’efficacia formativa legare la possibilità di avere uno o più tirocinanti all’esito dell’esame di stato il che spingerebbe sicuramente il dominus ad impegnarsi in modo proficuo per la formazione del tirocinante.

Abolizione delle tariffe minime degli ordini professioniali
Scompaiono le tariffe minime anche se non ho mai sentito parlare di controlli sulle tariffe applicate sulle tariffe dei dottori commercialisti. Esiste un tariffario è vero ma non ho mai sentito parlare di verifiche sulla corretta applicazione degli articoli in esso contenuti. Tuttavia da oggi siamo liberi di applicare qualsiasi tariffa a partire dalla predisposizione del 730 fino ad arrivare ad operazione di finanza straordinaria.

Decreto liberalizzazioni sui Tassisti e trasporti pubblici locali come anche ferrovie ed autostrade
In questi gironi non si fa che parlare della liberalizzazione dei tassisti e alla radio, in TV e sui giornali si legge di tutto anche se l’impressione che mi sono fatto è che lo sciopero del 23 sarà in inutile tentativo di difendere le proprie posizioni di un  mercato che non ha motivo di essere chiuso ed in cui le licenze oltre 15 anni fa arrivavano a costare anche 400 mila euro. Sarebbe auspicabile per coloro i quali fossero titolari di una licenza di prevedere degli sgravi fiscali a titolo di parziale indennizzo sull’apertura dei mercati. Per il resto trovo immotivate le proteste se si esclude il solo intento di salvaguardare le proprie entrate mensili o l’investimento iniziale fatto per l’acquisto della licenza. Questa mattina a radio24 ho ascoltato che a Napoli poi c’è una caso particolare e che non potrebbero essere libelizzate le attività perchè non ci sono le soste sufficienti: Napoli dovrebbe capire che deve adeguarsi al resto dell’Italia.

Per quello che concerne la restante parte dei trasporti pubblici locali non assistiamo ad una vera e propria liberalizzazione  anche perchè si richierebbe troppo e il presidio in questi settori strategici va mantenuto. Per questo probabilmente si introdurrà il meccanismo che già avviene per altri settori strategici (come per esempio in alcune aree del settore idrico, e che viene gestito con società cosiddette in house, società che esercitnao la propria attività ma sotto la direzione e coordinamento (passatemi la semplicità della definizione) dell’amministrazione pubblica.

Decreto liberalizzazioni di Monti sui benzinai
Previsto l’obbligo di erogare una percentuale di carburante anche proveniente da altri fornitori in modo da avere delle pompe plurimarche al fine di dare spazio anche ai concorrenti al fine di abbattere i prezzi al consumo della benzina. Anche i servizi che erogano carburante saranno aumentati secondo un meccanismo che imporrà alle compagnie petrolifere di concedere almeno un terzo delle pompe di benzina a nuovi imprenditori. Inoltre potremmo assistere anche alla nascita di benzinai polifunzionali che erogheranno come in alcuni casi già abbiamo diversi tipologie di servizi o cessioni di prodotti al loro interno.

L’assalto di Monti all’ultima casta dei notai
In ultimo accogliamo la previsione anche nei confronti della più grande casta, quella dei notai in cui la percentuale di passaggio dell’attività da genitori a figli è la più alta in Italia che dovranno fare i conti con i nuovi arrivi in quanto sarà prevista l’apertura di oltre 500 nuove sedi per oltre mille nuovi notai con una conseguente maggiore offerta, sblocco delle tariffe minime e succcessiva diminuzione degli onorari in fattura, alemeno così vi sarà da attendersi.

Il Decreto sulle liberalizzazioni infatti secondo quanto previsto dalla Legge sulla stabilità 2012- 2014 dovrebbe attuarsi mediante lo strumento del Decreto del Presidnete della Repubblica che non  prevede il passaggio in palramento per l’approvazione il chè renderebbe il processo di abrogazione dell’attuale sistema normativa che regolamento l’esercizio delle professioni, molto più immediato.

Del resto ci si stupisce perché solo ora le associazioni di categoria si stiano mobilitando, come nel caso dei tassisti, senza seguire le procedure di sciopero e che rischiano in alcuni casi la precettazione. La legge sulla stabilità 2012-2014 già prevedeva parte di queste misure e obbligava e non demandava al governo l’attuazione di un programma entro un anno. Sarebbero poi possibili tanti altri interventi che potrebbero intervenire sulle barriere all’entrata e quelle buroctratiche che impediscono l’accesso a mercati. Nel decreto invece sarebbero centrali le liberalizzazioni nei settori strategici e caratteristiche della persona come per la liberalizzazione del mercato dell’acqua, della luce e del Gas, delle comunicazioni come quelle quelle sull’utilizzo delle fibre ottiche  o del passaggio alla posta elettronica certificata.

Resto sempre dell’avviso che la posta elettronica certificata resta un importantissimo passo a cui la precedente, l’attuale e le future generazioni sono pronte e che si rendono indispensabili per eliminare inutili perdite di tempo e di file agli sportelli. Se è stato possibile introdurre misure come lo sportello telematico o come la consultazione degli estratti conto on line o dell’Inps o di Equitalia non vedo perchè non si possa fare lo stesso per le comunicazioni personali di altra natura.

Liberalizzazione per banche ed assicurazioni
Non assistiamo tanto ad un percorso di liberalizzazioni quanto a delle innovazione che si auspica apportino snellimento procedurale nelle fasi di esazione del premio e pagamento del sinistro e che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo quando si parla di riduzione dei premi assicurativi) avere effetti benefici sul prezzo delle polizze assicurative. Soprattutto sul versante del risarcimento danni nel caso di danni lievi mutano i soggetti deputati al risarcimento del danno nell’intento di combattere le truffe che in questo settore registrano ancora picchi rilevanti con diretta ripercussione sui premi asicurativi applicati agli assicurati. In pratica fino a un tot di punti di invalidità sarà l’assicurazione del danneggiato a risarcire il danno mentre il danno materiale sarà risarcito dalla compagnia dell’assicurato al fine di velocizzare le pratiche di rimborso e non solo. Inoltre sarebbero previsti anche sconti sulle tariffe RC auto per le auto dotate di scatole nere che riuscirebbero così a ridurre le casistiche di frode assicurativa oltrechè di identificare le reali colpe nel sinistro. Tuttavia ricordo che a fronte di misure che potrebbero abbattere le tariffe RC auto è stata introdotta nei mesi scorsi la possibilità di innalzare o abbassare l’aliquota (ma non corriamo il pericolo che si abbassino le tariffe non vi preoccupate) a livello provinciale di massimo 3,5 punti percentuali.

Sul versante bancario invece si dovrebbe puntare all’abbattimento delle commissioni di prelievo da bancomat e con l’introduzione di un conto corrente di base qualora gli istituti bancari non trovino un accordo per introdurne uno con le caratteristiche imposte dal decreto. Inoltre imposto alle banche l’obbligo di presentare in caso di accensione di muto ipotecario almeno due preventivi di due assicurazioni differenti che puoi leggere nell’articolo dedicato alle novità su Mutui e polizze vita dal 2012.

Liberalizzazione Rete GAS
In questo caso assistiamo più che altro all’imposizione da parte del Governo di rompere l’accordo consolidato tra ENI e Snam ree gas in modo da liberare possibilità ed aree di mercato in un settore, quello del Gas particolarmente strategico per il futuro dell’approviggionamento energetico.

Rateizzazione dei debiti tributari dal 2012
Previste nuove modalità di rientro dei debiti tributari i cui piani di rateizzazioni non solo cancellando le previsioni di ipoteca sugli immobili ma anche prevedendo un piao di rateizzazione con rate minime i primi tempi e crescenti fino al terzo anno (massimo 72 rate).

Vi invito come sempre a leggere la versione definitiva del decreto sulle liberalizzazioni che accoglie altre novità come anche per esempio nel settore delle ferrovie e autostrade che vi invito a leggere nei prossimi giorni sempre su questa pagina o negli articolo di approfondimento per coloro che richiederanno eventuali chiarimenti utilizzando anche la casella di posta elettronica @.

Un rammarico per l’occasione sprecata sul fronte lavoro
Da tempo che propongo di introdurre a sostengo dei giovani lavoratori precari ma anche estendibile a tutti i lavoratori un meccanismo che prevede una indennità sulla precrietà del lavoro e che imponga all’imprenditore di corrispondere una percentuale fissa maggiore sul costo del lavoro per coloro che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato; fattispecie questa prevista già dalla Germania e che mi trova pienamente d’accordo e che dia da un lato una maggiore disponibilità la lavoratore dipendente precario sia per il datore di lavoro che qualora intenda continuare a salvaguardare la propria possibilità di licenziare con maggiore facilità un dipendente. Speriamo che qualcosa cambi in tal senso perchè il problema della precarietà è qualcosa che si ripercuote direttamente sulla stabilità del sistema finanziario per il tramite dei mutui, sulle decisioni di investimento e di consumo.

Nei prossmi giorni le altre novità con gli articoli di approfondimento ed i testi correlati a questo testo di oltre 100 pagine da pparofondire con i risvolti incisivi che porta con sè.

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2 commenti

  1. e un grazie a noi?

  2. finalmente e arrivato Mose’ che ci libera da questi politici che prendono solo soldi .grazie monti

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