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Il dopo Manovra economica 2010: cosa cambia, effetto annuncio del governo che anima il dibattito

Abbiamo affrontato le modifiche introdotte dalla manovra economica nel precedente articolo, aggiornandovi su quelli che erano di volta in volta gli emendamenti presentati al disegno di legge ponendo anche delle riflessioni sulla manovra economica tra quelli presentati, quelli approvati e quelli rigettati.

Queste le misure contenute nelle prime bozze del testo della manovra economica 2010 che aveva presentato il governo con una serie di misure volte al forte contenimento della spesa pubblica, alla stretta sui salari, all’aumento dell’età pensionabile, aumento dei prelievi per categorie più abbienti e tante altre misure volte soprattutto ad aumentare le voci entrate al grido di austerità, lacrime e sangue

Vediamo cosa è cambiato nel corso di questi due mesi, quello che è stato annunciato, quello che è passato senza troppo clamore quello che è stato rigettato, gli emendamento proposti per godere dell’effetto annuncio, quello che non ha trovato l’accordo delle opposte fazioni, quello che doveva passare e non è passato.

Lo stop ai rinnovi contrattuali e agli stipendi dei dipendenti statali c’è e ci sarà perché ha costituito fin dall’inizio lo zoccolo duro volto allo snellimento dell’apparato amministrativo pubblico da attuare attraverso il tagli degli stipendi il contenimento dei costi della pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello periferico con e quindi alle Regioni e alle Province ed il congelamento degli stipendi e lo stop al turn-over anche.

La dura reazione tuttavia dei dipendenti operanti nel comparto della sicurezza (polizia vigili del fuoco, carabinieri) come anche alcuni enti di ricerca ha arrestato la Sul piede di guerra Limitazioni per i contratti a termine. Fanno eccezione poliziotti, vigili del fuoco e enti di ricerca.

Come anche professori e magistrati che hanno visto interrotto l’automatismo stipendiale o interrompersi le indennità.

Aumentate anche le tasse processuali che seppur minimi dovrebbero aumentare il gettito dello stato vista la quantità di cause in essere.

Anche le auto blu sono state al centro del dibattito politico e sono state oggetto di una rilevante riduzione che si aggira intorno al 10% e che incontrerà sicuramente il plauso della stragrande maggioranza della popolazione italiana come anche le spese gestionali dei palazzi della politica che si vedranno ridurre il budget della stessa percentuale come anche gli stipendi dei Ministri e Sottosegretari che non siedono in Parlamento. 

Confermato in sede di fiducia del Senato per la nuova manovra economica anche la riduzione degli stipendi ai dirigenti e funzionari della Pubblica amministrazione che compresi tra i 90.000 ed i 150 mila o oltre che si vedranno decurtare rispettivamente lo stipendio del 5% o del 10%.

Confermato anche la modifica sui requisiti di età pensionabile per le donne assunte come lavoratrici dipendenti pubbliche a 65 anni, con il sistema dello scorrimento.

Quello che fa piacere anche se ciò costerà molto è la lotto ai finti invalidi che potranno fruire degli assegni di invalidità partendo da una soglia del 74% e sui quali penderanno per l’anno a venire 250 mila ispezioni da parte dell’ente di controllo INPS.

Confermati anche con la fiducia del Senato i tagli alle regioni e agli enti locali e anche di questo siamo certi che il Paese ne gioverà, sempre che le riduzioni vadano a danno del top management e non solo dei dipendenti.

Interessante la sinergia dal punto di vista della lotta all’evasione fiscale che coinvolgerà i Comuni utilizzando il nuovo strumento della “provvigione” sull’imponibile recuperato.

Per la Città di Roma è previsto un aumento delle addizionali comunale e delle tasse di imbarco ed una tassa di soggiorno a carico dei turisti che speriamo siano contenute e soprattutto che non siano pubblicizzate all’estero altrimenti ci facciamo una figura pessima: perché un turista dovrebbe pagare le tasse di soggiorno? L’immagine dello Stato non ne esce con stile e speriamo che sia solo un provvedimento dettato dallo stato di crisi e che presto conoscerà la strada dell’abolizione.

Riconfermata la dilazione di pagamento sulle pendenze per la regione abbruzzo in 10 anni in 120 rate mensili il cui pagamento scatterà 2011. Sul fronte Casa e Catasto con la creazione della nuova anagrafe integrata tra Comuni e Territorio chi possiede un’abitazione non ancora accatastata dovrà farlo entro il 31 dicembre 2010.

Qualche riflessione sulla manovra economica andrebbe fatta soprattutto al fine di leggere sotto una diversa luce  epoter valutare in modo obiettivo gli scioperi che ci sono in questi giorni e anche al fine di valutare se sia necessario portare avanti quella riforma fiscale che tutti stiamo aspettando.

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