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Decreto Infrastrutture Sviluppo e Semplificazione 2011 per la Crescita – SINTESI

decreto insfrastruttureSarebbero quasi pronte le misure contenute nei tre nuovi decreti 2011 per lo Sviluppo, per la Semplificazione della Pubblica Amministrazione e l’Impresa e le infrastrutture 2011 per un organico piano della crescita decennale che ha come obiettivo finale quello di chiudere il cerchio sul pareggio, ormai parte integrante della costituzione, e per rispondere alle domande e chiarimenti sulla possibilità di coniugare una manovra a costo zero con lo sviluppo del paese. Non che i tre precedenti Decreti  non contenessero misure volte al risparmio alla crescita del paese o per il tramite della riduzione dei costi dell’amministrazione, slo nellimento delle procedure per avviare un impresa o tramite agevolazioni mediante la defiscalizzazione.
I rumors di mercato ci dicono che non ci sarebbe più tempo per introdurre piccole manovre o di contare su parametri non certi per i raggiungimento del pareggio imposto dall’Europa come la generica lotta all’evasione fiscale.

Decreto Infrastrutture
Tra le misure per rilanciare il settore delle costruzioni e l’indotto sarebbe allo studio la defiscalizzazione dei proventi per alcuni grandi opere strategiche per il paese al fine di liberare risorse da reinvestire nel progetto per dare lavoro e terminare commesse ultradecennali o ferme da tempo.
Interessante anche la possibilità di introdurre e attirare capitale privato per gli investimenti di risorse da parte del capitale private in iniziative pubbliche con un rilancio delle iniziative di project financing e all’introduzione del Project Bond alla base di molte delle grandi opere al momento solo delle grand imprese nazionali nel mondo attraverso accordi bilaterali con settore bancario. Se si riuscisse a creare uno strumento normativo che permettese direttamente di entrare con il proprio capitale nelle singole inizaitive gli investitori persone fisiche potrebbero accedere anche con il proprio apporto di patrimonio personale per singole iniziative.

Questo dovrebbe avvenire sotto forma di riconsocimento del credito di imposta Iva fino al 25% e per un massimo di 15 anni per quelle imprese private che investono in infrastrtture e partecipano anche alla gestione dell’opera prodotta.

Decreto Sviluppo
Si sta pensando anche alla riduzione del costo del cuneo fiscale attraverso il riconoscimento di una maggiore deducibilità del costo del personale ai fini irap che in molte aziende rappresenta la maggior parte della base imponibile su cui si paga l’imposta; oltre a questo si richiede anche di prolungare e di rendere più snelle le procedure per il riconoscimento di crediti di imposta per l’assunzione di apprendisti e stagisti al fine di incentivare l’assunzione di giovani all’interno delle aziende italiane che hanno la capacità economica di assumere. Tuttavi ancora non si sa potrà essere introdotta la misura per via del costo zero che deve avere la manovra o i diversi decreti Sviluppo, infrastrutture e semplificazioni che potremmo trovarci davanti nei prossim giorni. IlPresidente del Consiglio afferma dapprima che non ci sono i fondi, successivamente che abbiamo tempo, ma il monito della BCE è chiaro, tempi stretti e misure per la crescita e sviluppo immediate, vediamo se è capace stavolta.

Possibile anche il pacchetto di misure e articoli volti all’innovazione attraverso la defiscalizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo per 10 anni che dovrebbero essere legate anche ad una quantificazione dei risultati ottenuti o in termini di produttività o di realizzazione di nuovo prodotti, brevetti o altro parametro per quantificare in che misure concedere la defiscalizzazione in modo da incentivare l’efficacia di tali investimenti. Coniugare quindi da una parte la concessione di agevolazioni fiscali ma sotto l’egida condizione di raggiungere dei risultati e più tali risultati saranno quantificabili maggiore sarà l’incentivo concesso all’impresa in termini di defiscalizzazione dell’investimento impiegato.

Dismissione Opere Pubbliche
Sarebbe anche allo studio un Piano di dismissioni delle opere pubbliche contro il quale ancora una volta esprimo il mio totale dissenso in quanto il patrimonio pubblico non deve essere svenduto!
Da anni e anni assistiamo alle dichiarazioni secondo le quali deve essere data la possibilità di creare impresa e avviare iniziative a condizioni agevolate. Inultimo il seminario del ministero delle finanze che cerca di comunicare in modo semplice che gli asset della pubblica amministrazione sono poco redditizi per cui quale è la scelta più giusta secondo un bravo manager?….Dismetterli? Non sono un genio della finanza ma non ritengo sia la soluzione più saggia dismetterli se non si abbia la certeza di reimpiegare le risorse in un altro modo più redditizio sotteso da un pinao industriale che garantiscano nel presente una maggiore redditività prospettica derivante da nuove inziative. Questo è ciò che accade nelle immprese che ragionano a mercato dovrebbe essere il minmo per una amministrazione pubblica.

Provate a leggere il Seminario del tesoro 2011.

Possibili nuove iniziative
Introducete la possibilità di prendere in affitto a prezzi vantaggiosi spazi pubblici inutilizzati che sono sparsi in tutta Italia attraverso bandi di gara per iniziative di giovani imprenditori: è difficile da fare? Avviare le imprese attraverso un sano e serio confronto competitivo concedendo sgravi fiscali e senza passare per finti incubatori di impresa nazionale per le nuove imprese è una misura così ambiziosa?

Abbassamento Aliquota Ires
Si richiede inoltre a gran voce l’abbassamento dell’aliquota IRES anche se i tre decreti dovrebbero essere a costo zero in quanto il nuovo pacchetto di Norme dovrà essere in grado di generare risorse per oltre 50 miliardi di euro in un anno per rendere credibile lo sforzo che il pease sarà costretto a sostenere.

Flessibilità e liberalizzazione
Questo perchè una Manovra così sarà l’unica in grado di convincere la BCE a continuare a sottoscrive titoli di debito italiano e non  abbiamo più tempo: con questo pacchetto di norme ci giochiamo la credibilità davanti all’europa, dobbiamo dare un segnale. Non che il resto dei paesi Europei sia in ottima salute mo generei redidtività o abbiano PIL che crescono a ritmi di due cifre l’anno ma dobbiamo raggiungere i top player europei e non essere il paese da salvare.

Quello che mi spiegava il professore di Politica Economicaera che l’Europa sarebbe stato una vittoria per i paesi forti è un forte rischio per quelli poveri e noi non eravamo tra i paesi ricchi anche se ne avevamo la convizione.
Ci vogliono misure volte alla liberalizzazione per una complessiva e necessaria strategia delle riforme  tra cui la liberalizzazione di alcuni settori di mercato strategici come quello dei trasporti pubblici locali.  Sistema di assicurazione delle disoccupazione volte alla concessione di sgravi fiscali facilmente accessibili da tutti.

Decreto Semplificazione
Possibile riduzione del personale dipendente pubblico. Sarebbe allo studio anche l’incremento del turn over e anche la possibilità di introdurre misure volte al contenimento dei costi dello Stato e se necessario anche la riduzione del personale pubblico e dei costi ad esso connessi.

Riforma delle Pensioni
Il paese ha bisogno di misure certe come la riforma delle pensioni che deve portare all’allineamento al 2012 dell’età pensionabile prevista per le donne e per gli uomini a 65 anni di età. Possibile quindi nel pacchetto delle nuove misure messe a punto dal Governo e anche contro il volere della Lega, sarà l’anticipo della quota 100 (ossia della somma tra età contributiva ed età anagraficala cui somma dovrà essere appunto pari a 100 con dei minimi anagrafici da raggiungere. Il Presidente dei giovani imprenditori ha affermato che bisognerebbe alzare il requisito minimo di anziantità per andare in pensione fino a 70 anni. Non mi trova pienamente in disaccordo in quanto uno degli unici modi e questo lo rileva anche la BCE è quello di intervenire con una riforma strutturale delle pensioni, innalzando i parametri. Ma come orami anche i sassi sanno l’elettorato della Lega, potere forte in questo momento è per la maggior parte costituito da elettorato non più in giovane età e pertanto, per l’ennesima volta governa l’interesse perosnale e non quello del paese, per cui la Lega si è shcierata ottusamente contro questo disegno di legge remando contro il benessere del Paese.

Nei prossimi giorni gli articoli con l’approvazione della Pacchetto Decreto Infrastrutture e Decreto Sviluppo e chissà anche un Decreto apposto per la Semplificazione con i chiarimenti per ogni singolo decreto.

Maxi Emendamento Legge di Stabilità Novembre 2011 Sintesi Decreto Sviluppo Ottobre 2011

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Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

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