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Decreto Fiscale sulla semplificazione: le novità in sintesi per punti per Imprese e professionisti

Sarebbe pronto il nuovo DL fiscale sulla semplificazione del Governo Monti o Fisco semplice con diverse novità per imprese e professionisti, conti correnti per i pensionati, inasprimento delle sanzioni contro l’evasione fiscale, ma anche per i contribuenti persone fisiche in ambito Iva, sulla casa, sull’IMU, sullo spesometro, sulle dichiarazione dei redditi, sulla Tares, sanzioni per l’uso del contante e tanti tanti altri che potete consultare nella bozza di decreto sulla semplificaizone fiscale e sugli adempimenti che come sappiamo hanno un costo elevato per il sistema produttivo e crescono un esercito di personale amministrativo pubblico e provato che poco aggiunge al PIL del paese. Inoltre il decreto Legge sulle semplificazioni dovrebbe intervenire a colmare alcuni vuoti lasciati dallecinque manovre precedenti intervenute nel 2011 e 2012.

Se già sul fronte dell’avvio dell’attività di impresa sono stati fatti passi importanti con la società a responsabilità limitata semplificata e con la previsione delle procedure comunica o SCIA per l’apertura della società e la contestuale comunicazione dell’apertura a tutti gli enti interessati come agenzia entrate, camera di commercio, INPS ed INAIL, ora si cerca più di dare risalto alle duplicazioni di adempimenti.

Conti correnti gratis per i pensionati
Sarebbe anche cpsa fatta l’introduzione del famoso conto corrente base che nel caso di pensionati dovrebbe essere gratuito semprechè relativamente a pensioni mensili inferiori ai 1.500 euro. Appare poco chiara tuttavia la modalità di applicaizone e di individuazione dei soggetti che ne potranno fruire e chi no sapendo che non sempre  a seconda del mese il reddito è il medesimo per via delle tassazioni. Forse più facile stabilire un lordo annuo al di sotto del quale scatta l’agevolazione sul conto corrente dei pensionati.

Le novità del Dl Semplificazioni per le imprese e professionisti
Sul versante delle impres e dei professionisti la prima cosa che mi viene in mente è la duplicazione di informazioni che viene fornita con il modello Intrastat che ricordiamo un tempo, a mio modesto avito, correttamente, monitorava solo lo scambio di merci tra paesi membri mentre ora si trova a tenere sotto controllo nche le prestazioni di servizi, la comunicazione con i paesi black list o a fiscalità privilegiata o non white list, ed il famigerato spesometro che sta costando tanto tempo, risorse, adeguemento dei sistemi informativi alle imprese, ore sprecate a cercare di dare un senso ad una norma che offre su un piatto milioni di dati di cui l’agenzia delle entrate dubito che possa fare.

Compensazione tra crediti e debiti verso la Pubblica Amministrazione
A dire il vero questo rappresenta più un atto di civilità della pubblica amministrzione che indipendentemente dall’attuale debito pubblico non può permettersi di richiedere il pagamento di imposte ai cittadini che vantano nei confronti della stessa crediti tributari non riscossi da molti anni. Se non erro i debiti tributari dello Stato nei confronti delle imprese ammonterebbe ad oltre 60 miliardi di euro e a fronte di questo si ha ancora il coraggio di richiedere il pagamento dell imposte senza effettuare alcuna compensazione. Si auspica che nel DL semplificazioni fiscali sia prevista anche le norma che disciplini la possibilità di compensare crediti e debiti tributari. Ma questa per ora resta un’ipotesi che non sembrerebbe percorribbile almeno da quanto si evicne dalla bozza del decreto sulle semplificazioni fiscale 2012.

Viene invece lasciato il posto a nuove opportunità per la rateizzazione dei debiti di imposta e la decadenza dall’agevolazione si perderebbe dopo il mancato pagamento anche solo di due rate seppur non consecutive. Il non pagamento della prima, cosa che di fatto finora ha sempre rappresentato il momento di perfezionamento, non si renderebbe più applicabile.

Chiusura delle partite Iva inattive d’ufficio
Dato lo scarso interesse suscitato dal provvedimento relativo alla chiusura delle partite Iva inattive con pagamento di sanzioni agevolate è stata prevsta la possibilità per l’agenzia delle entrate di inviare una comunicazion nella quale si offre la possibilità di chiudere la partita iva altrimetni in caos di mancata risposta si provvederà alla chiusura d’ufficio.

Abrogazione dello Spesometro Si o No
In tal caso si starebbe pensando alla abrogazione dello spesometro prima di tutto per lasciare spazio ad un nuovo elenco clienti e fornitori più facilmente estrapolabile dalle imprese, potendo esportarsi dai registri Ivaanche se c’è da chiedersi perchè devo comunicare o produrre in diverso formato un dato che è già disponibile nei registri tenuti a disposizione dalle imprese. Se volete un flusso allora non è più semplice richiedere il flusso dei registri contabili in via telematica, tanto sembra che ci siamo girando intorno da anni. Sembrerebbe cosa fatta dalla lettura della bozza di decreto l’abrogazione dello spesometro per lasciare spazio al nuovo elenco clienti fornitori.

Studi di settore più severi
Scatta l’accertamento induttivo in caso di non congruita delle risultanze di bilancio ed i dati indicati dai professionisti negli studi di settore si differenziano per un importo superiore al 15% e comunqu eper importi superiori a 50 mila euro.

IRAP e IVA
Dalla bozza inoltre si starebbe pensando a nuove procedure più semplici per il rimborso della quota di IRAP riferita al costo del lavoro mentre si intende introdurre dell misure più restrittive per contrastare il fenomeno nell’utilizzo improprio dei crediti IVA in compensazione abbasnado la soglia dai 10 mila ai 5 mila euro come detto prima.

Comunicazione annuale dati Iva
Potrebbe anche essere la volta della comunicazione annuale dei dti Iva anche se molti probabilmente così non sarà essendo tale adempimento emanazione di una direttiva comunitaria sullo scambio di informazioni statistiche tra i paesi facenti parte della comunità europea pertanto una sua abrogazione dovrebbe affrontare un iter procedurale più lungo. Anche in questo caso la diplicazione delle informazioni è offerta con la dichiarazione annuale Iva che offre ben maggiori informaizoni rispetto alla comunicazione Iva in scadenza proprio il prossimo 28 febbraio.

Ritorno al vecchio modello intrastat limitato alle sole cessioni di beni
Molti di voi lo ricorderanno ed è corretto non scordarlo che il modello intrastat originariamente era stato previsto per tenere sotto controllo solo le movimentazioni di merci in uscita dall’italia anche al fine di monitorare i flussi alla dogana, il pagamento di dazi, ecc e che qudini coinvolgeva essenzialmente le imprese che vendevano prodotti all’estero. Ora invece questo ed è un fatto tutto italiano ricordiamolo, contempla anche gli acquisti di beni e anche vendite di servizi e acquisti di servizi da e verso l’estero. Anche in questo caso la medeisma informazione è offerta dai registri Iva pertanto si potrebbe ipotizzare un invio unico di tutte ueste informazioni solo mediante l’invio telematico dei registri Iva.

Iscrizione al VIES
Siamo nel 2012 e ancora sembra che chi vuole esportare servizi o beni all’estero sia un contribuente da tenere sotto controllo: viviamo in un mondo globablizzato e al momento dell’apertura della prtita Iva dobbaimo comunicare se intendiamo operare con l’estero e quale è il nostro volume d’affari previsto. Femro restando che a fronte di questo una norma a mio avviso assai curiosa prevede anche la possibilità di diniego da parte dell’agenzia delle entrate che non si sa bene quale potere possa avere rispetto ad una iniziativa imprenditoriale privata, mica siamo in Korea del Nord che mi vieti di aprire un’attività s questa non lede i principi civili a meno che non si voglia intervenire anche su questi ma dubito. Inoltre dovrei anche comunicarti quale volume d’affari intendo fare come se lo potessi già sapere dall’inizio, ma soprattutto a cosa gli serve questa informazione? Forse a vede quali sono i contribuenti gandi da quelli piccoli. Non possono apsettare settembre dell’anno successivo per avere il dato puntuale? Hanno fretta da quelle parti?

IMU o nuova ICI sugli immobili della chiesa
Dalle ultime indiscrezioni potrebbe essere introdotta anche l’applicazione della nuova ICI o sull’IMU per gli immobili della chiesta a destinaizone commerciale a mio modesto avviso assolutamente coerente con l’intento originario del legislatore che tendeva ad agevolare gli immobili della chiesa ma limitatamente a quelli destinati all’esercizio del culto.

Abolizione delle dichiarazioni di intento
Potrebbe anche essere prevista l’abolizione delle comunicazioni sulle dichiarazioni di intento ossia quell’adempimento che prevede la comunicazoni delle dichiarazioni di intento ricevute dai fornitori entro il 16 del mese successivo alla data di notifica.

Inasprimento delle sanzioni contro l’evasione fiscale
Sembrerebbe compiuto con questo passo il quadro per la messa in campo di tutti i mezzi contro l’evasione fiscale in quanto vengono introdotte sanzioni maggiori per coloro i quali infrangono le norme relative alla circolazione del denaro dentro il territorio nazionale e chi prova a portarlo all’estero e che trovate nell’approfondimento dedicato alla tracciabilità del contante.

Ma si assiet ad un generale inasprimenti dei controllie  delle sanzioni; i controlli fiscali infatti potranno essere intensificati nei comuni dove si sono registrate le verifiche dell’agenzia delle entrate begli ultimi mesi, a scapito qudini degli esercenti che invece sono ligi al rispetto delle leggi. In tal modo si vorrebbe creare un effetto deterrente e di cercare di innescare quella competizione virtuosa che arricchirebbe nche le casse dello stato. Inoltre avremo un rafforzamento delle sanzioni amministrative in caso di violazioni della normativa valutaria, per le infrazioni sulle accise.

Novità sulle sanzioni per il divieto all’uso del contante Il soggetto cui è stata contestata una violazione può chiedere l’applicazione di una sanzione ridotta direttamente all’agenzia delle entrate o alla GdF o al Ministero dell’Economia e delle Finanze pari al 5 per cento del denaro contante eccedente la soglia se l’eccedenza però non supera 10 mila euro, altrimenti saliremo al 10 per cento se l’eccedenza non supera i 40 mila euro e comunque la somma non può essere inferiore a 100 euro. Le nuove sanzioni pertanto potrebbero essere dal 5 al 20 per cento dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia limite e sempreché questa eccedenza si inferiore ai 10 mila euro, altrimenti per importi eccedenti i 10 mila euro resta compresa tra il 20 ed il 40 per cento. Consulta anche l’articolo dedciato alla tracciabilità del contante sotto i mille euro.

Sconti IMU per gli immobili dei Comuni e quelli di interesse storico ed artistico
L’IMU già nel 2012 ha reintrodotto di fatto la tassazione sull’abitazione principale ma anche anche lasciato scoperto il comparto degli immobili di interesse storico ed artistico che se con l’ICI trovavano una consistente agevolazione ora no. Ricrdo che gli immobili di interesse storicoed artistico godono di agevolazione per via dei maggiori costi di manutenzioni a cui sono soggetti. Anche sul versante degli immobili dei comuni e delle camere di commercio vi sarebbe da ripristinare il caso delle esenzione anche se sarà necessario ridefinire i flussi finanziari tra amministrazione centrale e enti locali.

Compensazioni tra crediti e debiti iva mediante istanza
La possibilità di compensare crediti e debiti iva necessiterà dell’istanza o visto allo scattere di importi superiori ai 5 mila euro mentre ad oggi è di 10 mila a partire dalle compensazioni esercitate con riferimento ai crediti annuali relativi all’anno d’imposta 2011 e ai crediti infrannuali relativi all’anno d’imposta 2012.

Aggiornamento delle rendite catastali degli immobili con rendita presunta
Viene previsto che tali soggetti devono provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale entro 120 giorni dalla data di pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale, del comunicato di cui all’art. 2 comma 5- bis del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10. pena l’applicazione di sanzioni amministrative di cui all’art. 2 comma 12 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.

Addio alla norma che prevedeva la possiblità di sostutire la contabilità con gli estratti conto bancari che probabilmente avrebbe mandato sul lastrico diversi dottori commercialisti

Modifiche anche per la nuova tassa sui rifiuti detta TARES

Lotta all’evasione fiscale e costituzione del fondo per l’abbattimento dell’Irpef
Prevista la selezione di cluster a cui l’agenzia delel entrate dovrà rivolgere particolare attenzione nella lotta contro l’evasione fiscale i cui proventi per ora confluiranno in un fondo destinato all’abbattimento dell’aliquota sul primo scaglione Irpef. A tal fine infatti si fa riferimento a vere e prorpie liste selettive di contribuenti,i quali siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all’Agenzia stessa o al Corpo della Guardia di finanza in ordine alla violazione dell’obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi.

Altre novità nella casa potrebbero riguardare la rivalutazione delle rendite catastali o andando più a fondo toccando il sistema di rilevazione del valore catastale di un immobile che potrebbe essere più semplicemente agganciato ai metri quadrati. Anche se in questo caso ricordo il rischio di coinvolgere in modo troppo invasivo  e in futuro influente gli osservatori delle agenzie immobiliari direttamente interessati

Contenzioso tributario
Si starebbe lavorando a leggere dalla bozza ad un disegno che possa introdurre sia novi strumenti deflattivi del contenzioso sia ammorbidire il processo di riscossione individuando quali beni possono essere pignorabili e quando far scattare l’espropriazione mobiliare cosa che negli ultimi anni è stata l centro di molte polemiche per via di ipoteche sugli immoboi che scattavano per mancati pagamenti di sanzioni poco rilevanti.

Il disegno del federalismo fiscale e di Tremonti che cerca di avvincinare le fonti di tassazione ai consumi mi trova d’accordo ma a questo deve corrispondere anche un avvicinamento del contribuente all’operato dell’amministrazione pubblica. I mezzi informatici e le dotazioni tecniche le abbiamo per farlo, ma la volontà forse ancora no. Forse perchè sarebbero sotto gli occhi di tutti quanto alcuni risorse dell’amministrazione pubblica sono scarsamente produttive o degli sprechi. I dirigenti, i responsabili, i direttori generali, amministratori delegati a cosa serovno se non ad essere premiati per i successi o ad assumere responsabilità in caso di insuccesso?

Riflessione sugli adempimenti fiscali
Si perchè se negli ultimi anni il numero di adempimenti a carico delle imprese, le decine di adempimenti fiscali, le comunicazioni fiscali, le dichiarazioni, il complesso di norme a cui sottostare i sistemi di procedure di controllo interno, l’internal audit, il sistema di controllo della qualità, quello sulla sicurezza sul lavoro, e tanti altri specifici di ogni settore a mio modesto avviso hanno contribuito si a creare lavoro, ma limitatamente a profili amministrativi che poco portano in termini di produttività al paese, che smorzano la capacità imprednitoriale del singolo di cui l’Italia in questo si è da sempre caratterizzata ed ha creato un esercito di risorse insoddisfatte.

Inoltre in Italia non si evadono le tasse solo perchè sono troppo alte ma soprattuo per la sfiducia rispetta a come le nostre risorse sono utilizzate perchè davanti ai nostri occhi gli esempi di inefficienze, di sprechi, genera una sfiducia generale. Laddove fossero maggiormente trasparenti i meccanismi di aggiudicazione dei lavori e destinazione delle risorse pubbliche e del gettito fiscale prodotto annualmente dai prelievi nelle tasche dei contribuenti, laddove fossero presenti degli indicatori veritieri di performance anche nell’ambito dell’amministrazione pubblica al pari di quanto viene fatto nel privato, e di cui il cittadino possa averne conoscenza, allora potrebbe attenuarsi lo stress da pagamento delle tasse.

Una proposta potrebbe essere anche quella introdurre un tax rate massimo nella dichiarazione dei redditi in cui al di sopra di una certa soglia non sarà possibile andare e acui conocrrono tutte le spese che sosteniamo. Solo in tal modo è conveniente dichiarare tutti e a richiedere scontrini e fatture.

La proposta che ancora una volta tasse-fisco.com si sottoscrive in questo blog è quella di rendere ciascuna spesa detraibile ai fini delle imposte sui redditi e di applicare una aliquota di imposta irpef minima al di sotto del 5%. L’unico modo per rendere tracciabili le spese (e quindi i ricavi generati per sostenerle) è quello di incentivare a dichiararli con un abbattimento diretto dell’imponibile irpef. Si potrebbe in seguiti ipotizzare una differenziazione della dtraibilità che segua los tesso criterio detemrinato per la differenzizione delle aliquote Iva in 3 gruppi di beni.
Io ci credo che prima o poi si dia una svolta vera al sistema fiscale. Il resto sono misure che non cambiano la sostanza e che forse fanno comodo a molti e sarà per questo che non si cambiano.

Nei prossimi giorni su questa pagina le novità più rilevanti del decreto legge sulle semplificazioni fiscali con i riferimenti al testo della norma che sarà presentata al consiglio dei minitri la prossima settimana in modo anche da poter visionare le altre novità.

Consulta anche la sintesi delle più importanti novità per i liberi professionist dal 2012 introdotte con le ultime manovre economiche dell’ultimo anno.

I Migliori contributi di Voi lettori: Desidero formulare alcune riflessioni sulle semplificazioni proposte dal Governo Monti per lo sviluppo e la crescita che hanno deluso le aspettative di talune categorie di contribuenti.

Sono provvedimenti utili ma poco efficaci per un’Italia che risente di una crisi globale.Avrei preferito che il Governo avesse posto una sollecita attenzione sul dibattuto e attuale problema di interesse pubblico per tutti coloro che fino al 2011 hanno dato in uso gratuito ad un familiare in linea retta l’appartamento in esenzione da ICI con un contratto di comodato anche verbale ed ora con la predetta manovra Monti dovranno versare l’IMU come 2a casa.

L’alternativa sarebbe di costituire un diritto reale di abitazione,sempre che ricorrano i presupposti della residenza anagrafica e della dimora abituale.Poichè il problema presenta molti dubbi sulla forma da dare a detto atto ho posto interpello al Comune di Roma per conoscere la forma di contratto da dare a favore di un familiare che per dare assistenza al fratello non vedente ha trasferito residenza e dimora in un vicino appartamento di proprietà di mia moglie.

La risoluzione n.19 rilevabile in Internet con parola chiave su Google””Istituti a tutela del contribuente ed interpello-Comune di Roma””è stata che nel caso in esame occorre una scrittura privata registrata, autenticata e trascritta oppure un rogito notarile. Il ricorso a detta scrittura privata, registrata, autenticata e trascritta è inattuabile in quanto l’autentica da parte del Comune non è accettata, non essendo l’ufficiale comunale autorizzato per gli atti privati, nonostante che il codice civile prevedesse tale atto.

Il notaio ugualmente non è disposto ad effettuare tale atto perchè preferisce stipulare tutto l’atto. Avrei posto al Comune un riesame alla risoluzione alla luce delle seguenti considerazioni (purtroppo il riesame non è ammesso per l’interpello): 1)il Comune non dovrebbe rifiutarsi di autenticare la scrittura privata in quanto ciò è previsto dal codice civile 2)l’obbligo della trascrizione cui fa riferimento il codice civile non dovrebbe applicarsi al caso in esame in quanto: a) detto istituto ha carattere prettamente pubblicistico (con la vecchia ICI bastava la comunicazione al Comune su apposito modello)e non costitutivo di diritto, b)la funzione della trascrizione prevista dal codice civile è quella di tutelare i “”TERZI””(in buona fede)che abbiano acquistato il bene e non certo i diritti vantabili da fisco, c )in base all’orientamento di una consolidata giurisprudenza e dottrina giurisprudenziale (V.ad es.Cassaz.Sez.U.n.00071 del 12.2.1972 e altre) per l’art.2704 C.C. in giurisprudenza sono considerati “”TERZI””solo coloro che sono titolari di diritti giuridicamente incompatibili con il contenuto della scrittura e di conseguenza dalla nozione di “”TERZO”” andrebbe escluso il fisco che agisce in veste d’impositore del tributo, del tutto distinto e non in conflitto con quelli derivanti ai contraenti dell’atto sottoposto a registrazione. Pertanto ci troviamo di fronte ad un circolo vizioso dal quale possiamo uscire solo rivolgendoci al notaio versando la somma non indifferente di € 2.000/2.300 che in questo periodo di crisi costiuisce un vero salasso. Rilevo con vivo interesse che esiste una proposta parlamentare a riguardo che nel passaggio alla Camera se approvata avrebbe una grande valenza sociale e politica. Perchè ciò vada in porto,però, occorre esercitare una forte pressione sulle forze politiche. Grazie Luigi del prezioso contributo e dello spunto di riflessione

5 commenti

  1. Desidero formulare alcune riflessioni sulle semplificazioni proposte dal Governo Monti per lo sviluppo e la crescita che hanno deluso le aspettative di talune categorie di contribuenti.Sono provvedimenti utili ma poco efficaci per un’Italia che risente di una crisi globale.Avrei preferito che il Governo avesse posto una sollecita attenzione sul dibattuto e attuale problema di interesse pubblico per tutti coloro che fino al 2011 hanno dato in uso gratuito ad un familiare in linea retta l’appartamento in esenzione da ICI con un contratto di comodato anche verbale ed ora con la predetta manovra Monti dovranno versare l’IMU come 2a casa.L’alternativa sarebbe di costituire un diritto reale di abitazione,sempre che ricorrano i presupposti della residenza anagrafica e della dimora abituale.Poichè il problema presenta molti dubbi sulla forma da dare a detto atto ho posto interpello al Comune di Roma per conoscere la forma di contratto da dare a favore di un familiare che per dare assistenza al fratello non vedente ha trasferito residenza e dimora in un vicino appartamento di proprietà di mia moglie.La risoluzione n.19 rilevabile in Internet con parola chiave su Google””Istituti a tutela del contribuente ed interpello-Comune di Roma””è stata che nel caso in esame occorre una scrittura privata registrata, autenticata e trascritta oppure un rogito notarile.Il ricorso a detta scrittura privata,registrata, autenticata e trascritta è inattuabile in quanto l’autentica da parte del Comune non è accettata, non essendo l’ufficiale comunale autorizzato per gli atti privati, nonostante che il codice civile prevedesse tale atto.Il notaio ugualmente non è disposto ad effettuare tale atto perchè preferisce stipulare tutto l’atto. Avrei posto al Comune un riesame alla risoluzione alla luce delle seguenti considerazioni ( purtroppo il riesame non è ammesso per l’interpello): 1)il Comune non dovrebbe rifiutarsi di autenticare la scrittura privata in quanto ciò è previsto dal codice civile 2)l’obbligo della trascrizione cui fa riferimento il codice civile non dovrebbe applicarsi al caso in esame in quanto: a) detto istituto ha carattere prettamente pubblicistico (con la vecchia ICI bastava la comunicazione al Comune su apposito modello)e non costitutivo di diritto, b)la funzione della trascrizione prevista dal codice civile è quella di tutelare i “”TERZI””(in buona fede)che abbiano acquistato il bene e non certo i diritti vantabili da fisco, c)in base all’orientamento di una consolidata giurisprudenza e dottrina giurisprudenziale (V.ad es.Cassaz.Sez.U.n.00071 del 12.2.1972 e altre)per l’art.2704 C.C.in giurisprudenza sono considerati “”TERZI””solo coloro che sono titolari di diritti giuridicamente incompatibili con il contenuto della scrittura e di conseguenza dalla nozione di “”TERZO”” andrebbe escluso il fisco che agisce in veste d’impositore del tributo,del tutto distinto e non in conflitto con quelli derivanti ai contraenti dell’atto sottoposto a registrazione. Pertanto ci troviamo di fronte ad un circolo vizioso dal quale possiamo uscire solo rivolgendoci al notaio versando la somma non indifferente di € 2.000/2.300 che in questo periodo di crisi costiuisce un vero salasso.Rilevo con vivo interesse che esiste una proposta parlamentare a riguardo che nel passaggio alla Camera se approvata avrebbe una grande valenza sociale e politica.Perchè ciò vada in porto,però, occorre esercitare una forte pressione sulle forze politiche.

  2. Oltre alla norma e ai docuemnti di prassi può trovare degli spunti sugli articoli pratici sullo spesometro presenti sul sito: li ha letti?

  3. Commercialista84

    In base a quanto scritto, resta da compilare lo spesometro solo per l’anno d’imposta 2011, entro il 30 aprile 2012 giusto?
    Chi sa indicarmi i casi principali da indicare, tipo i contratti di fitto, i contratti collegati, etc.? Magari fosse possibile anche un limk o un file pdf contenente queste informazioni andrebbe bene…
    grazie anticipatamente

  4. Come fai a dire che la detrazione delle spese equivale ad una tassa sui risparmi? Il passaggio mi sembra un pò ardito.
    La detraibilità delle spese a forte evasione invece è un concetto che ritenog necessiterebbe di qualche piccolo approfondimento in più sull’applicazione pratica dal momento che la lotta all’evasione sta continuando da decenni ormai e allora o significa che i verificatori non ci capisocno nulla oppure sono in mala fede, ma così sappiamo che non è per cui indivudare queste sacche di evasione non è così semplice significa.
    Avvocati e gioiellieri guadagnano una miseria? Dicimao che molti dichiarano redditi imponibili ampiamente al di sotto della media degli studi di settore ma hai una vaga idea di quanti sono questi, hai idea della numerosità dei controlli che si dovrebbero effettuare….alzerebbero le tasse sicuramente per assumere nuovi funzionari per fare tutti questi controllo :-)

  5. La detraibilita’ delle spese e’ una cretinata se applicata a tutte le spese. Infatti equivale ad una tassa sui soldi risparmiati (perche’ si tasserebbero solo quelli non spesi). Tanto vale allora abolire l’irpef e sostituirla con una patrimoniale maggiore ed un iva maggiore. Molto piu’ semplice e di piu’ difficile evasione.

    Molto meglio prevedere detraibilita’ per quelle spese a forte rischio di evasione (tipo lavori per la casa e fare controlli).

    Se avvocati e gioiellieri dichiarano una miseria, non ci vuole un supercomputer per capire che e’ li’ che si devono fare i controlli

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