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Assegno Mantenimento Coniuge: esclusione box, garage, cantine pertinenze casa coniugale

assegno mantenimento coniuge separazioneCon la sentenza di separazione e di divorzio il box, il garage o la cantina o altre pertinenze non seguono lo stesso destino dell’abitazione principale che viene assegnata alla moglie (o al marito in rari casi) e questo è stato quanto definito con la sentenza 1433 del 21 marzo 2017 del tribunale di Palermo. Altro passo avanti verso la civiltà con una recente sentenza del Tribunale di Palermo che avvalora il principio sempre più chiaro nelle sentenze civili secondo cui l’utilizzo del box, garage o cantine no rientrano nella definizione di ambiente domestico per cui i mariti (e anche qualche moglie) non dovranno più garantirne l’utilizzo all’ex coniuge.

la definizione di ambiente domestica non contempla infatti anche l’utilizzo e non più tutti quei benefit che rientravano nella definizione di stile di vita in quanto ciò che sta sempre più prendendo piede, anche con l’aiuto di sentenze che stanno ridefinendo il panorama dei rapporti tra mariti ed ex moglie, è che l’ex marito (o ex moglie) deve garantire l’autosufficienza.

Sono totalmente d’accordo con questo principio per diversi ordini di motivi che vedono prima di tutti il riequilibrio delle capacità reddituali trai soggetti facenti parte della vicenda che dovrebbe allietare il divario che si veniva a creare tra ex mariti che finivano praticamente sul lastrico (nuova generazione dei poveri) ed ex mogli che non sapevano come effettivamente spendere gli assegni di mantenimento.

Questo è tanto più vero quanto più si pensi al fatto che si consente ad entrambe le parti del rapporto di poter giocare il proprio ruolo nel rapporto in modo paritetico. L’uomo da una parte non deve sentirsi in ostaggio della possibilità di subire una sentenza a sfavore con drastica riduzione della propria capacità di spesa.

La moglie non deve fare del mantenimento dello stile di vita un’arma che impedisce al marito di esprimere liberamente il proprio modo di essere nel rapporto.

Si ristabilisce quindi un ruolo paritetico nel rapporto tra i coniugi che lo slega da dinamiche economiche che minano una sana comunicazione tra le parti e riporta al centro della discussione il contenuto.

Ulteriore conseguenza di questo è che eventuali box, cantine, garage o pertinenze non saranno assegnati al coniuge divorziato pur se risulti destinatario della casa coniugale perchè non rinterra nel perimetro di definizione casa coniugale o ambiente domestico ossia il centro degli affetti ed interessi dove sono cresciuti i figli minorenni e non ancora autosufficienti.

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