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Diritto del Convivente all’eredità: Come funzionano la Convivenza civile o di fatto

Il diritto del convivente di fatto o unito civilmente alla successione del defunto compagno ed il conseguente diritto a ricevere in eredità o per testamento parte del suo patrimonio fa emergere alcune domande soprattutto dopo le ultime novità introdotte con la legge sulle “Unioni Civili” del 4 giugno 2016.  Non sono pochi i casi di diritti rivendicati dai conviventi nei confronti del patrimonio (come non sono pochi i casi di compagni che si mettono da parte al momento di apertura della successione perchè non ha mai importato loro di esercitare tale diritto). Vediamo però di capire quali siano i diritti tra le parti principalmente coinvolte che sono ex moglie o marito, figli e convivente e più in particolare i diritti che vanta il convivente non unito in matrimonio e non sposato. Vedremo anche come si esercitano in caso di morte del compagno.

Vedremo anche di capire quanta parte di eredità gli spetta e se ha un diritto di legittima o qualche diritti di prelazione su beni mobili del defunto.

Esistono due tipi di convivenza: quella civile e quella di fatto. La differenza tra le due è sostanziale non solo ai fini dell’eredità ma anche ai fini della pensione. In calce trovate anche gli effetti l’articolo di approfondimento dedicato ai diritti sulla pensione del defunto vantati dal convivente civile e di fatto. Qui ci concentriamo più sull’eredità in caso di successione.

Convivente uguale familiare: non sempre

Ante 4 giugno 2016

Prima di tutto prima di questa data none esisteva la figura giuridica dell’unione civile per cui si parlava della convivenza e del convivente di fatto. Il convivente quindi veniva automaticamente escluso dagli eredi legittimi del de cuius e non maturava alcun diritto alla spartizione dei beni immobili o mobili che rientravano nell’eredità. L’unico modo per far rientrare il convivente o compagno o fidanzato nell’eredità era quello di fare testamento in suo favore ma limitatamente alla quota disponibile del patrimonio del de cuius.

Qual è la quota disponibile

Nella tabella che trovate in calce all’articolo potete vedere quale è la quota disponibile per il convivente di fatto e quale la legittima in caso di convivente unito civilmente.

Dopo il 4 giugno 2016

Le unioni civili sono effettuate possono essere stipulate anche tra persone dello stesso secso o o di secso diverso.

Non vi sono dei vincoli di durata minima che limitano il diritto di unirsi civilmente. Non è richiesta nemmeno un durata minima di iscrizione presso le anagrafi dei comuni. Altra cosa da sapere che l’unione civile deve essere stipulata dinnanzi ad un Notaio o ad altro pubblico ufficiale che deve redigere idonea dichiarazione alla presenza sempre di due testimoni capaci di intendere e di volere.

A seguito dell’entrata in vigore delle unioni civili il il convivente di fatto è comunque escluso dall’eredità a meno che i due conviventi non si uniscano civilmente rientra nell’eredità a patto che segue per il riconoscimento dell’unione civile che vediamo nel seguito in sintesi come si effettua.

Convivenza di fatto

La convivenza di fatto anche tra persone di uguale o diverso se sso non produce effetti per il convivente rimasto in vita ai fini dell’eredità. L’unico diritto che gli viene riconosciuto è quello di il convivente superstite può continuare ad abitare nella casa dove vivevano per due anni per per un periodo almeno pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre cinque anni dalla morte.

Ho dedicato un apposito articolo alle differenze tra Unioni civili e convivenze di fatto per comprendere meglio quale novità ha introdotto la Legge sulle unioni civili e quali diritti ha riconosciuto al partner e quali tutele.

Da quando scattano le nuove regole sulle unioni civili

La legge entro in vigore dalla data del 4 giugno 2016 per cui tutti le unioni civili stipulate (purtroppo è brutto dirlo ma è un contratto anche se si perde un po’ del romanticismo, ma è una contrattazione pattizia tra due persone che decidono di regolare anche i loro rapporti patrimoniali

Come si diventa conviventi civili

In un apposito articolo abbiamo descritto il processo da attivare che vi consente di unirvi civilmente anche al di fuori del matrimonio per cui se siete interessati e volete trovare delle risposte utili potete anche continuare la lettura di approfondimento gratuito.

In Estrema sintesi per ora è necessario sapere che è sufficiente contattare un notaio e chiedere che vi uniscano civilmente alla presenza di due testimoni. L’unione civile infatti è una dichiarazione da rendere dinnanzi ad un pubblico ufficiale come potrebbe essere un Notaio e alla presenza di due testimoni. Il Notaio vi rilascerà un certificato di costituzione di unione civile.

Tabella Percentuali Quota Disponibile e Legittima

Nel seguito vediamo la successione legittima

Chiamati nella Successione Quota Legittima
1 Solo il coniuge 100%
2 Il coniuge e un figlio 50% + 50%
3 Il coniuge e due figli 1/3 al% coniuge e 2/3 ai due figli
4 Il coniuge e piu’ di due figli 1/3 al coniuge e 2/3 a tutti i figli
5 Solo il coniuge, fratelli e sorelle 2/3 al coniuge e 1/3 ai fratelli e sorelle
6 Solo il coniuge fratelli, sorelle e genitori 2/3 al coniuge, 1/3 altri (ai genitori almeno 1⁄4)
7 Solo un figlio 100%
8 Solo piu’ figli Tutto suddiviso in parti uguali
9 Solo un genitore 100%
10 Solo due genitori 50% e 50%
11 Solo genitori, fratelli e sorelle Suddiviso in parti uguali (genitori almeno 50%
12 Solo fratelli e sorelle Tutto, suddiviso in parti uguali
13 Solo i nonni A meta’ tra nonni paterni e materni
14 Solo bisnonni o altri ascendenti Tutto a chi ha il grado di parentela più’ vicino
15 Solo altri parenti Entro il sesto grado al parente più’ vicino che esclude gli altri

A cui aggiungiamo anche la successione necessaria in presenza di conviventi  di fatto o uniti civilmente

Coniuge riconosciuto con unione civile Quota Legittima – Quota Disponibile 
1 SI 33% in presenza di un figlio –  33% Quota disponibile
2 SI 25% in caso di più figli. 50% ai figli – Quota disponibile 25%
3 NO 50% al figlio – quota disponibile 50%
4 NO 66% ai figli in parti uguali – Quota disponibile 33%

Il problema si complica poi se vi sono degli ascendenti ancora in vita (madre, padre, fratelli, sorelle,) perchè la quota legittima e disponibile si comprime leggermente.

La pensione di reversibilità, cos’è e come funziona, quote percentuali

Casi particolari: Ex Marito e Convivente

Nel caso in cui vi sia in vita anche l’ex moglie o l’ex marito del de cuius il problema per il convivente si pone allorquando non siano cessati del tutto gli effetti del matrimonio in quanto le persone non abbiano divorziato ma si siano separate. In estrema sintesi possiamo dire che gli effetti civili del matrimonio cessano del tutto solo con il divorzio in quanto in caso di separazione l’ex marito o moglie vantano ancora dei diritti sull’eredità. Nel caso in cui abbiamo una ex moglie non divorziata e una nuova convivente di fatto possiamo ricondurci al caso di prima che vede la possibilità di fare testamento solo per la quota disponibile. Altri effetti ci saranno anche sulla pensione di reversibilità come avete modo di leggere nell’articolo correlato qui sotto.

Calcolo imposta di successione

Importante per finire alcuni aspetti di non poco conto come il calcolo dell’imposta sulle successioni, oppure come la donazione o la successione di prime case in quanto sono argomenti che sono agevolati dal legislatore in termini di minor carico fiscale. La ratio normativa è sempre quella di agevolare il diritto all’abitazione (non abitazioni di lusso) e soprattutto di abitazioni principali. A tal proposito vedrete quindi che ci sono delle soglie al di sotto delle quali sono previste delle minori imposte o tasse da versare.

Come si calcola il grado di parentela

Non vergogniamoci a dirlo ma io prima di studiare diritto privato non sapevo come calcolarlo per cui vi segnalo l’articolo scritto sul calcolo del grado di parentela finalizzato non solo alla verifica del diritto alla legittima o ad una quota ereditaria ma anche per il calcolo dell’imposta di successione.

Le cartelle di pagamento del defunto: come gestirle

Potete leggere  l’articolo sulla gestione delle cartelle di pagamento del defunto perchè  perchè mi sto rendendo conto che qualche cartella di pagamento soprattutto le precedenti generazioni era facile averle, per cui potrebbe essere utile sapere se vi arriva cosa fare e cosa è necessario pagare (forse è meglio fare preventivamente un estratto delle pendenze tributarie).

La dichiarazione dei redditi del defunto: chi la deve compilare?

Leggi l’articolo dedicato alla dichiarazione dei redditi 730 o Unico del defunto in cui troverete le persone obbligate alla presentazione della dichiarazione e alla compilazione e le tempistiche per la trasmissione telematica.

Eredità di Oro e, gioielli e preziosi

Vi segnalo anche il nuovo articolo dedicato alla tassazione di gioielli, preziosi e Oro nell’eredità

Guida Pratica Fiscale alle Successioni: come si calcola l’imposta

Tipi di Testamento: Olografo, Pubblico, Segreto o Speciale

Cosa entra nella successione: immobili, mobili, diritti di credito e debiti

Dimostrare di essere conviventi: come fare

Come Dimostrare di essere conviventi: Certificato dello Stato di famiglia e Registri delle Convivenze

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