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Bonus e Agevolazioni Famiglia a basso reddito

famiglie numerose e/o a basso redditoPer incentivare le famiglie ad avere più figli, sono stati elaborati degli aiuti che mirano a sostenere in special modo le famiglie numerose e quelle a basso reddito.
I bonus famiglia a basso reddito derivano dal Fondo per la famiglia che annualmente viene rifinanziato con la Legge di Stabilità. Questo comporta che di anno in anno in base alle disponibilità vi sono nuovi requisiti per accedere ai bonus per una famiglia a basso reddito o famiglia numerosa, e modalità di erogazione parzialmente diverse.

Novità: Bonus famiglie numerose

Dopo la pubblicazione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2015 è stato pubblicato in Gazzetta il Decreto attuativo il 12 febbraio che definisce le modalità di erogazione del nuovo bonus famiglia per le famiglie numerose con almeno 4 figli minorenni ed un valore iSEE inferiore a 8.500 euro presentando apposita domanda all’INPS.

Chi può accedere al bonus famiglia

1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 130, della legge n. 190 del 2014, ai nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiori a quattro, gia’ beneficiari, con riferimento all’annualita’ 2015, dell’assegno per i tre figli minori e con ISEE non superiore a 8.500 euro, e’ riconosciuto il beneficio di cui all’articolo 3.

2. Ai fini del riconoscimento del beneficio di cui all’articolo 3 non e’ prevista ulteriore domanda dell’interessato rispetto a quella gia’ presentata ai fini della concessione dell’assegno per i tre figli minori. Il beneficio e’ riconosciuto direttamente dall’INPS al momento dell’erogazione dell’assegno per i tre figli minori mediante verifica della presenza nel Sistema informativo ISEE di una corrispondente DSU da cui risulti il valore ISEE non superiore a 8.500 euro ed un nucleo familiare con almeno quattro componenti di eta’ inferiore a 18 anni.

3. Nel caso di ingresso nel nucleo familiare del quarto figlio entro il 2015, ma successivamente alla domanda di assegno per i tre figli minori, il genitore richiedente l’assegno e’ tenuto ad aggiornare la DSU entro il 31 gennaio 2016 ai fini del riconoscimento del beneficio di cui all’articolo 3. Il beneficio sara’ erogato secondo le modalita’ di cui all’articolo 3, comma 3. 4. Nel caso di quarto figlio con un genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, l’ISEE rilevante ai fini del riconoscimento del beneficio di cui al comma 3 e’ quello corrispondente al quarto figlio calcolato secondo le modalita’ di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013.

Quanto vale il bonus

Beneficio e modalita’ di erogazione 1. Il Beneficio e’ fissato in un importo pari ad euro 500 per nucleo familiare, integrato secondo le modalita’ di cui al comma 4.

2. L’INPS dispone l’erogazione dell’importo di cui al comma 1 ai beneficiari dell’assegno per i tre figli minori, adottando le modalita’ di accredito dell’assegno medesimo ed in corrispondenza del primo accredito utile.

3. Nel caso il requisito della presenza nel nucleo familiare di quattro figli minorenni non sia posseduto per tutto l’anno, il beneficio e’ concesso in ragione del numero di mesi per i quali il requisito e’ soddisfatto. A tal fine la frazione di mese e’ conteggiata come intero.

4. Decorsi 90 giorni dal termine della presentazione delle domande per l’assegno per i tre figli minori con riferimento al 2015, l’INPS verifica l’onere sostenuto per l’erogazione dell’importo di cui al comma 1 e l’ammontare delle risorse residue rispetto alle previsioni di spesa di cui all’articolo 1, comma 130, della legge n. 190 del 2014. L’ammontare delle risorse residue e’ conseguentemente ripartito tra tutti i beneficiari di cui all’articolo 2, ad integrazione dell’importo di cui al comma 1.

In allegato il Decreto attuativo del nuovo bonus famiglia

Bonus Bebè

Già da un anno si parla abbondantemente del bonus bebè, questo prevede per il periodo che va dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 l’erogazione di una somma pari a 960 euro annuali, da riscuotere in rate mensili di 80 euro, per tutti i nuovi nati e fino al compimento del terzo anno di vita del bambino. Sono però previsti dei limiti, infatti possono usufruire del bonus bebè le famiglia che hanno un reddito ISEE inferiore a 25.000 euro annuali. Un’ulteriore agevolazione è prevista per le famiglie il cui reddito ISEE è inferiore a 7.000 euro, in questo caso il bonus bebè viene raddoppiato e quindi si possono ottenere 160 euro mensili. Come ottenere il bonus bebè? Lo stesso deve essere richiesto all’INPS attraverso un modulo telematico a cui accedere con il PIN oppure tramite un patronato o CAF.

Il bonus bebè può essere richiesto anche nel caso in cui il figlio sia adottato, in questo caso si beneficia non dalla nascita ma dall’ingresso del bambino in famiglia.

Il bonus bebè non deve essere confuso con l’assegno di maternità erogato dall’INPS per 5 mesi alle donne lavoratrici e corrispondente al salario e alle donne non lavoratrici dal Comune. Nell’ultimo caso l’ammontare è di circa 300 euro per 5 mesi, corrispondenti al periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per le madri. L’assegno di maternità deve essere richiesto al Comune entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso del bambino in famiglia se adottato. Il bonus bebè e l’assegno di maternità possono essere cumulati.

Tra gli aiuti alle famiglie a basso reddito c’è l’ANF (Assegno Nucleo Familiare) che viene erogato alle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati a basso reddito. Ad erogare è il datore di lavoro, per i lavoratori che hanno una contratto di lavoro dipendente, oppure direttamente l’INPS. I requisiti sono stabiliti di anno in anno e l’ammontare dipende dai redditi del nucleo familiare e dalla composizione del nucleo stesso.

Solitamente rientrano tra coloro che hanno diritto all’ANF i lavoratori part time, agricoli o che comunque lavorano per periodi limitati durante l’anno. In questo caso l’aiuto non viene prelevato dal fondo per le famiglie, ma dal fondo INPS e quindi è cumulabile con altre tipologie di aiuto.

Anche le famiglie numerose possono avere un aiuto adatto alla loro condizione, in questo caso, fermo restando il bonus bebè, se si hanno i requisiti, si può ottenere anche l’Assegno per il nucleo familiare. Si tratta di un aiuto economico erogato dal Comune di residenza (diverso quindi dal precedente erogato dall’INPS) nel caso in cui in famiglia siano presenti figli minorenni, anche in questo caso il bonus deve essere chiesto direttamente sul sito dell’INPS oppure presso un CAF.

Come richiedere il sussidio

Per richiedere il sussidio è necessario che il nucleo familiare sia composto da almeno un genitore e tre minori, non si applica nel caso in cui uno dei minori sia collocato presso terzi. Il limite reddituale ISEE al di sopra del quale non si ha diritto al sussidio è di 8.555,99 euro annui e l’importo previsto per l’anno 2015 è di 141,30 euro mensili erogati semestralmente (entro il 15 luglio ed entro il 15 gennaio).

Bonus per le famiglie numerose con oltre 4 figli

Per le famiglie che invece hanno almeno 4 figli minorenni e un reddito ISEE inferiore a 8500 euro è previsto un ulteriore aiuto una tantum di 1000 euro. Secondo i calcoli del Ministero del lavoro potranno beneficiarne circa 72.000 famiglie. Si tratta di buoni da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi utili a mantenere la prole. Possono beneficiare degli aiuti le famiglie che hanno figli naturali, ma anche adottivi e in affidamento pre-adottivo.

Per tutte le famiglie numerose infine c’è l’esenzione dal ticket.

A questi aiuti si aggiunge il bonus di 80 euro in busta paga che, introdotto nel 2014 con il decreto legge n°66, è ormai divenuto definitivo. Hanno diritto ad esso i dipendenti con redditi fino a 24.000 annui, mentre nella soglia tra 24.000 e 26.000 euro annui il suo ammontare decresce. Per questo bonus non è necessario produrre domanda in quanto viene versato mensilmente dal datore di lavoro in modo automatico.

Tra i bonus per famiglie con basso reddito può essere considerata anche la social card ordinaria. La stessa prevede l’erogazione di 40 euro mensili, versati però ogni due mesi. Il sussidio è diretto ai cittadini con almeno 65 anni di età e un reddito ISEE non oltre i 6.795,38 euro, oppure con più di 70 anni ed un reddito ISEE non superiore a 9060,51 euro. La social card ordinaria può essere richiesta anche dalle famiglie con reddito ISEE inferiore a 6.795 euro e almeno un minore di tre anni a carico.

Social card

Per poter accedere alla social card ordinaria è necessario non avere più di un’utenza per elettricità e gas intestata al richiedente, il patrimonio mobiliare ai fini ISEE non deve essere superiore a 15.000 euro e non si deve essere proprietari di più di un’auto/moto e più di un immobile, tranne nel caso in cui la proprietà dello stesso sia inferiore al 25%. La social card permette di fare acquisti presso esercizi convenzionati.

Discorso diverso deve essere fatto per la social card straordinaria o sperimentale che ancora non è attiva in tutte le regioni (per il 2015 potranno accedere i residenti di Calabria, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia) e quindi è necessario verificare se sia disponibile nella propria, ricordando che per richiederla occorre la residenza nel comune a cui si richiede da almeno un anno. Si tratta di un aiuto diretto ai disoccupati il cui reddito ISEE familiare non superi i 3000 euro e il patrimonio mobiliare da calcolo ISEE sia inferiore a 8000 euro. I limiti non finiscono qui perché se vi è una casa di proprietà la stessa non deve avere un valore superiore a 30.000 euro ai fini IMU. L’auto di proprietà non deve essere stata immatricolata nell’ultimo anno, non deve avere una cilindrata superiore a 1300 cc e la moto cilindrata superiore a 250cc.

La misura del contributo straordinario è compresa tra una forbice di 231 euro al mese e 404 euro. L’importo viene caricato su una carta prepagata utilizzabile negli esercizi commerciali convenzionati e per pagare le bollette. Chi ottiene la social card straordinaria deve obbligatoriamente partecipare ad un percorso di riqualificazione lavorativa, ad incontri presso il centro per l’impiego e con i servizi sociali. Si tratta di una misura ancora in fase sperimentale per questo è bene chiedere al Comune di residenza se è stata attivata.

I benefici per le famiglie con basso reddito non finiscono qui perché un aiuto è previsto anche sulle bollette. Per ottenere i bonus luce e gas è necessario dimostrare un reddito ISEE non superiore a 7500 euro, limite che può essere innalzato fino a 20.000 euro se nella famiglia vi sono più di tre figli a carico. Lo sconto non è in misura fissa per tutti, ma è commisurato alle condizioni del nucleo familiare. In questo caso la richiesta deve essere effettuata presso il CAF (Centro di Assistenza Fiscale).
Una riduzione o esenzione è prevista anche per il canone telefonico che può essere ridotto del 50% per le famiglie che hanno un reddito inferiore a 6.713,94 euro. In questo caso per avere l’agevolazione è necessario anche avere un casa una persona con più di 75 anni oppure un invalido civile o un assegno sociale.

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