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Tagli per le energie rinnovabili in finanziaria 2010

Dalla finanziaria 2010 proposta alla Camera attesi tagli al settore delle energie rinnovabili sia per il CIP 6 sia sul taglio dei certificati verdi nonostante sia stata materia appena soggetta a modifiche da parte del governo ad opera della Legge sviluppo. L’ipotesi al vaglio prevederebbe che le uniche fattispecie soggette a remunerazione sarebbero i costi di investimento non ancora ammortizzati.

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Inoltre è prevista anche una riduzione del prezzo dei certificati verdi e una riduzione della remunerazione prevista nel caso di implementazione di centrali alimentate da fonti rinnovabili fotovoltaiche ed eoliche che non oprevedano un impianto di accomulazione di energia nelle zone che saranno indicate dal gestore del servizio elettreico terna.

La risposta delle asociazioni di categoria del 24 novembre 2009:

Circola in questi giorni un emendamento di fonte governativa alla Finanziaria per il 2010, che dovrebbe essere presentato alla Camera, nel quale si utilizzano le disposizioni ivi contenute di far cessare gli effetti del provvedimento Cip n. 6/92 al fine di ripristinare il dettato normativo della Direttiva 2009/28/CE, per veicolare drastici interventi contro lo sviluppo delle rinnovabili:

rimodulazione in forte riduzione, causa l’impraticabilità dell’obbligo di dotare gli impianti di idonea capacità di accumulo, dei coefficienti di incentivazione delle fonti rinnovabili non programmabili, là dove Terna dichiara di avere difficoltà di dispacciamento, in violazione delle vigenti Direttive europee (Direttiva 2001/77/CE e successive) che obbligano i gestori delle reti a garantire la priorità di dispacciamento alle fonti rinnovabili ed a prevedere e risolvere in anticipo, attraverso le attività di idoneo sviluppo della rete, le problematiche connesse all’inserimento delle fonti rinnovabili non programmabile nel sistema elettrico nazionale;

riduzione drastica del valore del prezzo di riferimento del Certificato Verde che passerebbe dal prezzo medio di mercato pari a circa 85,00 €/MWh a circa 40,00 €/MWh (pari alla differenza tra 120 €/MWh e il prezzo medio dell’energia elettrica);

invece di impegnare Terna a realizzare i necessari è già previsti piani di potenziamento delle reti, gli si attribuisce l’insindacabile potere di stabilire la massima quantittransportation service Weà di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile non programmabile che può essere connessa ed erogata.

Se fosse accolta la suddetta proposta di modifica del testo della Legge Finanziaria 2010 presentata dal Governo attraverso degli emendamenti in discussione questa settimana, il settore delle fonti rinnovabili rischierebbe di subire un duro colpo. Per questo, riteniamo che tali emendamenti, anche a causa della loro estemporaneità, debbano essere ritirati, in quanto la loro approvazione provocherebbe innanzitutto una forte turbativa nel mercato, tra gli operatori e negli investitori a causa del repentino ennesimo mutamento delle regole del gioco in corsa.

Inoltre essi provocherebbero la crisi di un settore, quello della produzione di energia da fonte rinnovabile, attualmente in grande sviluppo, oltre tutto anticiclico e con notevoli prospettive economico-occupazionali (almeno 250.000 addetti diretti e indiretti al 2020), e impedirebbero all’Italia di mantenere gli impegni per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2020 (17% dei consumi finali di energia coperti da fonti rinnovabili) definiti in sede europea nel pacchetto Energia-Clima, con la grave conseguenza di dover sostenere elevate penalità finanziarie per mancato raggiungimento del target. Invitiamo quindi il Governo a mantenere un atteggiamento di coerenza in materia di strategia delle politiche energetiche nazionali con quanto più volte dichiarato da mesi nelle varie sedi istituzionali, sostenendo con continuità e concretezza lo sviluppo dell’efficienza

energetica e la promozione delle fonti rinnovabili al fine di contribuire al riequilibrio del mix energetico nazionale, che deve migrare verso un’economia a bassa intensità di carbonio.

 

ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento)

APER (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili)

FEDERPERN (Federazione Produttori Energie Rinnovabili)

FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili)

GREENPEACE ITALIA

ISES ITALIA (sezione italiana dell’International Solar Energy Society)

ITABIA (Italian Biomass Association)

KYOTO CLUB

LEGAMBIENTE

invece di impegnare Terna a realizzare i necessari è già previsti piani di

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