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Legge regionali sul risparmio energetico fotovoltaico e solare termico

Il decreto milleproroghe ha posticipato il recepimento di una direttiva comunitaria che prevede la realizzazione obbligatoria di impianti di produzione di energia rinnovabile nella misura di un Kw per le unità abitative e di 5 Kw per i fabbricati industriali di superficie superiore ai 100 metri quadrati dal primo gennaio 2011.
Per fonte di energia rinnovabile noi intendiamo soprattutto quella prodotta dall’energia solare la cui installazione, prevede ridotti costi e tempi di implementazione e non si scontra con le realtà abitative.
Riuscirebbe difficile pensare ad impianti eolici sulla cime di un terrazzo anche se si sta facendo largo anche questa come offerta con piccole pale eoliche da “erigere” sul terrazzo.

Tralasciando le variegate offerte dal mercato dell’energia rinnovabile sono convenienti soprattutto i sistemi di incentivi fiscali e finanziari che le regioni stanno ponendo in essere giocando in anticipo rispetto le norme di carattere nazionale.

Il regolamento per l’edilizia bio-eco-sostenibile della regione toscana per esempio rappresenta un simbolo di avanguardia nel nostro paese in cui sono definite le percentuali minime di soddisfacimento del fabbisogno energetico di acqua calda con fonti di energia rinnovabile: il 20% nei centri storici cittadini e il 50% nelle restanti zone. Sicuramente un impulso al settore fotovoltaico che farà gola ai leader di settore e alla nuova classe imprenditoriale che si affaccerà sulle nuove quote di mercato rese disponibili negli ultimi anni.
Gli interventi che sono alla base degli incentivi anche se non tutti sono per tutte le regioni sono a titolo esemplificativo:

L’implementazione di pannelli solari,allacciamento ad impianti di teleriscaldamento, sistemi per la raccolta di acque piovane, la sostituzione del generatore, la sostituzione dei vetri e degli infissi preesistenti con vetri ombreggiati al fine di evitare il surriscaldamento degli interni ed impiegare troppa energia per il raffreddamento interno, ma anche impianti di cogenerazione di energia e teleraffrescamento ed impianti di produzione di energia solare termica per il riscaldamento dell’acqua. Ma anche nella fase di nuova progettazione e costruzione degli edifici ci dovranno essere nuovi criteri tesi allo sfruttamento di tutta la radiazione solare e la massima distanza da fonti di inquinamento acustico (Malpensa docet). Come anche previsioni normative  tese a far costruire e sfruttare le superficie permeabili dei nuovi edifici e dei nuovi fabbricati, le cui aree scoperte dovranno essere non tutte di cemento ma dovranno anche essere fatte di materiali permeabili.

Sono introdotte inoltre nuove forme di contabilizzazione dei consumi di energia al fine di monitorare eventuali sprechi di risorse, anche se il prossimo passaggio sarà quello di limitarne l’uso oltre determinate soglie. Sicuramente il connubio tetti-solare-risparmio rappresenta una opportunità che coniuga lo sfruttamento di parti degli edifici completamente inutilizzate, favorisce lo sfruttamento eco-sostenibile di spazi della casa, permette il risparmio energetico e dei consumi e permette di approvvigionarsi di energia sfruttando le forme di incentivi finanziari e fiscali previsti per l’implementazione, la sostituzione la ristrutturazione di edifici.

Insomma il rinnovamento nel settore dell’archittettura bio-eco-sostenibile è figlio di una ventata politica che a livello mondiale sta ponendo l’accento tanto sul problema del fabbisogno energetico perché richiede sempre più forti investimenti e forse anche per una maggiore consapevolezza del problema ambientale .

Un utilizzo delle fonti di energia quindi che si configura con interventi pro attivi e destinati al risparmio energetico e all’utilizzo intelligente dei mezzi messi a disposizione e disponibili sul mercato già da anni. Quello che stupisce tuttavia è la reattività del governo, delle regioni e degli enti comunali che intendono utilizzare non solo tali strumenti bensì applicare tali logiche già in sede di progettazione dei nuovi edifici. Resta tuttavia un nodo cruciale: la gestione degli impianti nella fase finale del ciclo ossia nella fase di sostituzione e smaltimento dei pannelli e degli impianti.

Parliamo di quanto costa
Per farsi un’idea dei costi non resta che fare preventivi, considerando che il costo medio previsto per l’installazioni chiavi in mano di un impianto fotovoltaico prevede i 4.000 euro/kWp e sono comunque destinati a scendere.

Ma anche utilizzare quelli che in linguaggio tecnico si chiamano tetti verdi ossia delle coperture eco-compatibili che permettono la traspirazione e la permeabilità del tetto e che permettono di schermare efficacemente l’edificio attraverso dei materiali naturali e il cui costo attualmente sfiora i 300 euro a metro quadrato  costi che vanno da circa 100 a 250 euro per metro quadro. Se volete approfondire gli argomenti trattati dal punto di vista delle agevolazioni fiscali, al conto energia, e ad altri interessanti argomenti potete visionari anche gli altri articoli della categoria energia rinnovabile.

Nei prossimo post proveremo ad approfondire meglio i singoli regolamenti regionali e comunali.

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