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Studi di settore 2010 nuovi per Unico 2010: guida fiscale compilazione e novità

Pronta la guida fiscale per la corretta e veloce compilazione dei nuovi studi di settore 2010 che recepiscono i nuovi indirizzi della manovra economica ed ispirandosi a criteri più attinenti al federlaismo fiscale; gli studi di settore da allegare alla dichiarazione dei redditi modello unico 2010 dei soggetti che titolari di partita iva. Sono stati innovati tenendo conto degli effetti discorsivi apportati dalla crisi economica nel corso del 2009.

Le novità degli studi di settore

La volontà del fisco e dell’amministrazione finanziaria è stata quella di considerare le diversità territoriali in virtù della sempre maggiore attuazione del federlaismo fiscale.

Per questo sono introdotti dei nuovi indicatori che sono calibrati a livello regionale ed anche a livello provinciale: primo tra tutti il livello delle retribuzioni che considera l’incidenza del costo delle retribuzioni sui ricavi mentre il secondo prende il nome di livello di reddito disponibile per abitante che misura la capacità dei singoli contribuenti o di categorie di contribuenti di produrre ricavi e reddito a secoonda della zona nella quale vivono suddividendole in base al livello di benessere ed il tasso di sviluppo economico ed infine il livello delle quotazioni immobiliare che sulla base delle informazioni ormai presenti sul mercato immobiliare italiano prendono in consideraizone il tenore di vita in base anche al potere di acquisto degli immobili a seconda della zona territoriale.

Sicuramente sono nuovi parametri che presteranno il fianco a nuove contestazioni delle varie classi di reddito e che cercheremo di analizzare più specificatamente nel corso dei prossimi giorni.

I nuovi studi di settore sono in versione definitiva e ricordiamo che è obbligatorio compilarli se non si rientra in uno dei casi di esenzione.

I soggetti obbligati alla presentazione degli studi  di settore sono coloro che esercitano una attività per la quale sono stati emanati gli studi di settore in relazione al codice di attività Atecofin e non si rientra in uno dei casi di esclusioni previsti dal legislatore.

Casi di esclusione ed esenzione dagli studi di settore

Sono cause di inapplicabilità degli  studi di settore per esempio l’inizio dell’attività nel corso del 2009 oppure non sono previsti per le società cooperative, le società consortili ed i consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate, nonché per le società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti.

Nel caso di svolgimento di una attività classificata come stagionale non si è esonerati dalla compilazione degli studi di settore e quindi dovranno essere allegati alla dichiarazione dei redditi modello unico 2010.

Quello che prima sembrava piacere tanto ai professionisti era il periodo di non normale svolgimento dell’attività come nel caso di impresa in liquidazione ordinaria, o in liquidazione coatta amministrativa o fallimentare oppure nelle situazioni in cui gli impianti produttivi ancora non sono in funzionamento per lo svolgimento dell’attività anche dopo il primo periodo di imposta (e sempreché non sia per cause riconducibili alla volontà dell’imprenditore), oppure perché impossibilitati ad operare in mancanza di esplicite autorizzazioni amministrative necessarie per l’attività ed altri ancora.

Come causa di esclusione dalla compilazione dai nuovi studi di settore 2010 si rammenta anche l’affitto dell’unica azienda o nel caso dei professionisti in caso di sospensione dall’attività professionale per provvedimenti disciplinari.

Come inviare i nuovi  studi di settore 2010

La comunicazione costituisce parte integrante del modello Unico 2010 e deve essere trasmessa in via telematica unitamente alla dichiarazione dei redditi.

Nel prosieguo gli indirizzi per la corretta e veloce compilazione degli studi di settore.

Le novità principali

Tra le modifiche di maggior rilievo, occhio alle informazioni relative ai soci amministratori delle società

Pubblicate sul sito delle Entrate le bozze dei 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, che costituiscono parte integrante della dichiarazione Unico 2010.

Si tratta dei 137 modelli riguardanti gli studi di settore già in vigore precedentemente al periodo d’imposta 2009 e dei 69 modelli relativi agli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009 che, oggetto di valutazione da parte della Commissione degli esperti lo scorso 18 febbraio, rimangono in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a seguito dell’approvazione con decreti del ministro dell’Economia e delle Finanze.

Le novità riguardano i soci per i compensi che percepiscono e per la percentuale del lavoro svolto e quindi nella compilazione del quadro A, per il personale addetto all’attività nel quadro F relativo ai dati estrapolati dalla contabilità e dove ora andranno indicate le informazioni relative ai soci e ai soci amministratori con evidenza aimè, della percentuale di lavoro prestato per l’attività.

Dovranno essere inseriti anche i dati relativi ai compensi dei soci.

Inoltre  dovranno essere inseriti il numero degli associati in partecipazione e sempre la percentuale del lavoro prestato sia dei soci amministratori che non amministratori.

Attendiamo comunque la revisione congiunturale degli studi per apportare i correttivi derivanti dagli effetti della crisi economica che investito tutto il 2009.

Vi inviatimoa anche a leggere un precednete articolo ai fini della considerazione della rettifica del reddito imponibile a seguito di accertamento da studio di settore

pronte da oggi le specifiche techincheper l’invio telematico dei parametri, del modello unico 2010 e della dichiarazione iva per potere effettuare il corretto invio telematico.

Vi consigliamo anche di leggere gli articoli sul nuovo redditometro introdotto pochi mesi fa e che prevede parametri più stringenti.

Vi ricordiamo che per la scadenza della compilazione del modello unico 2010 si dovrà procedere all’invio telematico entro la data ultima del 30 settembre che capita di giovedi ed in cui vi sconsigliamo di inviare le dichiarazioni visto che mezza Italia lo farà intasando i server del servizio Entratel.

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2 commenti

  1. Se non fattura o non incassa mica il
    Fisco ci può obbligare. Dovrà dimostrare in sede di richiesta di informazioni o di accertamento che lei vive com altri redditi di altra natura, o con i fondi e le disponibilita’ che ha sul suo conto corrente. Ora va bene che c’e stata l’inversione dell’onere della prova a scapito del
    Contribuente, pero da qui a pagare tasse su un reddito che non e’ stato prodotto ce ne passa.

  2. Sono un architetto iscritto all’albo che da qualche anno non esercito ma attendo di riscuotere fatture emesse da qualche anno. Quest’anno non ho incassato e come costi ho riportato solo il versamento delle quote di iscrizione all’albo degli architetti e le quote di ammortamento. La mia situazione non è citata come causa di esclusione a studi di settore e nel 2009 non ho optato per il regime dei minimi pensando di incassare le suddette fatture, come devo compilare studi di settore?

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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