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Spese di Rappresentanza: Guida Fiscale Operativa alla deduzione

spese di rappresentanza... alle volte anche i prosciuttiLe spese di rappresentanza o gli omaggi e regali che facciamo a clienti o potenziali tali non sono sempre sempre deducibili per cui facciamo una sintesi di quelle che possono essere portate in deduzione ai fini Ires ed Irap. Tali spese sono sempre al centro degli interessi degli imprenditori che verso la fine dell’anno inziano ad animare il mercato e talvolta a spendere cifre considerevoli.

Queste me le posso scaricare come spese di rappresentanza?”
Questa domanda spesso viene portata all’attenzione dei colleghi commercialisti che si trovano a dover valutare le spese più disparate veicolate verso i soggetti più disparati che gravitano intorno all’attività del professionista o dell’imprenditore. Fin tanto che si parla di un cesto di natale al cliente non v’è dubbio sulla natura della spesa, ma quando si inizia a parlare del cenone di capodanno, delle spese sostenute agli agenti di commercio e ai rappresentanti, ai viaggi benessere e altri regali di fantasia la questione si complica e si rende necessario riprendere in mano la norma e rileggerla per capire quali spese posso sostenere e far rientrare nel concetto di spese di rappresentanza.

Ricordiamoci che il principio da soddisfare ai fini della deducibilità del costo è la competenza temporale e la strumentalità, mentre ai fini della detrazione dell’iva (nuova perle spese di rappresentanza) è l’inerenza e tenetelo a mente in tutte le valutazioni successive sulla detraibilità dell’Iva. Per capire con ragionevole attendibilità tale tipologie di spesa il legoslatore ha definito i principi ed i criteri di individuazione.

Le spese di rappresentanza sono al centro degli interessi degli impenditori che alla fine dell’anno si trovano a fare i regali di natale ai fornitori, agenti, ed il personale che ruota attorno alla propria filiera produttiva e, se pensate che questi si riducano a semplici panettoni… vi sbagliate di grosso; si parla di ordini di centinaia di panettoni, agende, cesti di natale, prosciutti e cravatte, questi i più gettonati.
In genere poi si dividono i clienti in classi: se ci presentassimo dall’amministratore delegato di una multinazionale con una cravatta non faremmo certo una bella figura e quindi ecco uscire fuori computer portatili, cellulari, viaggi in centri beessere e via con la fantasia per cercare di contententare i nostri clienti o prospect.

Il recepimento della normativa europea e l’uscita del Decreto Ministeriale 2008 sulle spese di rappresentanza ha impedito all’Italia di imporre l’indetraibilità dell’Iva asssolta sugli acquisti di beni e servizi classificati come spese di rappresentanza. Infatti il  Fisco Italiano ha da sempre considerato indetraibile l’Iva assolta sulle spese di rappresentanza impendendone la detrazione in sede di liquidazione Iva ed ha contenuto la deducibilità del costo ai fini delle imposte Ires.
Inoltre fino al DM del 19 novembre 2008 quando finalmente si è deciso di chiarire le fattispecie o quantomeno di tracciare i principi per identificare con chiarezza (cosa che ancora non è riuscita del tutto) quali costi possono essere classificati come spese di rappresentanza e come tale rientrare negli scaglioni di deducibilità ai fini Ires.

Quali sono le spese di Rappresentanza: criteri e principi per capire come riconoscerle dal Fisco
Tali spese sono sostenute con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e deve ispirarsi a criteri di ragionevolezza per ottenre dei beneifici economici economici per l’impresa oppure deve rispondere a delle logiche commerciali operanti e conolidate nel settore.

Tali punti da rispettare sono:

  • Devono essere a titolo gratuito: non ci deve essere nessun accordo tra le parti che se ti regalo una porsche Turbo tu mi dai una commessa per la costruzione di un’autostrada: non deve sussistere il famoso sinallagma tra i due eventi anche semplicemente un obbligo di fare o di non fare o di permettere.
  • Deve avere una finalità di pubbliche relazioni o di politiche promozionali
  • Ragionevole: deve essere commisurata all’obiettivo economico che si vuole perseguire pertanto non regalo un Rolex per vendere un kg di arance di Sicilia.
  • Coerente con le pratiche commerciali di settore.
  • effettivamente documentata: conservate la documentazione a sostego dell’effettivo sostenimento della spesa e quindi per intenderci ricevute fiscali o fatture.

Le spese di rappresentanza indicate esplicitamente dal Fisco
Il fisco individua alcune spese di rappresentanza in modo chiaro come i costi sostenuti per i viaggi turistici in occasione dei quali sono promossi i prodotto o servizi dell’impresa che sostiene la spesa, oppure le spese per feste, o ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose (e qui ci chiariamo alcune fattispecie così ricorrenti che non si capisce perché il legislatore non le ha rese esplicite), o anche le spese per feste e intrattenimento per l’inaugurazione di sedi della società, uffici o stabilimenti o in occasione di mostre, fiere e simili in cui siano sempre promossi beni e servizi ceduti e commercializzati dalla società. E per finire la norma di chiusura che tende a ricomprendere nelle fattispecie residuali  ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, anche per convegni, seminari e manifestazioni simili, il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza.

Quanto mi posso dedurre in dichiarazione
Il fisco ha previsto una serie di scaglioni progressivi per la deduzione. rima del DM del 2008 si prendeva per esempio nel caso di lavoratori autonimi lil 2% del volume d’affari. Invece adesso si prendono in considerazione il volume dei ricavi fatturati dalla società. In questo modo mi posso dedurre l’1,3% dei ricavi e altri proventi fino ad un fatturato di  10 milioni di euro e quidni 130 mila euro per intenderci. Se fatturo pià di 10 milioni di euro potrò dedurmi nel modello Unico un altro 0,5% dei ricavi e altri proventi, per la parte compresa tra 10 e 50 milioni di euro per società che superano i 50 milioni anche un altro 0,1% dei ricavi e altri proventi, per la parte eccedente 50 milioni di euro. In pratica ho una possibilità di sostenere spese di rappresentanza e per intenderci fare regali importanti (che sono diversi dagli omaggi di natale) intorno ai 300 – 400 mila euro l’anno ma con fatturati rilevanti come vedete.

Non sono spese di rappresentanza:
Essenzialmente quelle che si scontrano con quanto detto sopra e qudini per capirci premi per il raggiungimento di target di acquisto, sconti, abbuoni in base ad accodi commerciali, omaggi ai dipendenti, ecc.

Nella circolare assonime dedicata alle novità che furono introdotte dal DM del 2009 ritroviamo che tra le spese per viaggi turistici, sempre che all’interno dell’evento siano promossi beni o servizi della società che sostiene la spesa e che siano oggetto dell’attività caratteristica dell’impresa non devono considerarsi anche quelle sostenute per viaggi organizzati in favore dei dipendenti o di altri collaboratori dell’impresa. Queste infatti saranno deducibili in base all’articolo 100 del TUIR come liberalità erogata ai dipendenti e nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultanti dal modello Unico/Bilancio.

Sono invece spese di rappresentanza le spese per l’organizzazione di feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali e festività nazionali o religiose aperti a soggetti terzi e quindi anche potenziali clienti. In queste spese tra le spese sostenute per eventi organizzati per l’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti si dovrebbero annoverare solamente quelle relative all’inaugurazione di stabilimenti produttivi o amministrative dell’impresa, e non di nuovi punti vendita in quanto in questo caso, le spese sarebbero pubblicità e pertanto deducibili al 100% senza considerare limiti di importo come nel caso delle liberalità ai dipendenti o per le spese di rappresentanza.

Esistono anche poi spese per feste, ricevimenti ed eventi simili organizzati in occasione di mostre o fiere in cui reclamizzati e promossi i prodotti o i servizi della società che sostiene la spesa e che dovranno essere distinte da quelle di viaggio, vitto e alloggio a favore di determinati clienti, che sono integralmente deducibili. Tali ultime spese non sono, infatti, considerate di rappresentanza, in quanto le stesse si qualificano come pubblicitarie.

Dove indicarle nella dichiarazione dei redditi modello Unico
Nel rigo RF 43 (i prossimi anni potrà cambiare il numero del rigo ma sappiate che andranno sempre in questo quadro RF della dichiarazione).

Se invece volete fare dei regali contenuti e volete capire il trattamento e le diverse soluzioni per ottimizzare il carico fiscale allora potete leggere Il Vademecum fiscale per Omaggi di Natale.

Guida Fiscale spese Viaggio Vitto e Alloggio dipendenti Guida alla compilazione del modello Unico Guida alla compilazione del 730 Guida Fiscale spese viaggio vitto, alloggio trasferta


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