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Detrazione fiscale Mensa scolastica, tempo pieno o attività ricreative 2018 esci

Rate Mensa scolastica 2019 detrazione nella Dichiarazione dei redditi: vediamo quando è possibile detrarre nel 730, modello Unico o redditi PF, il costo della mensa scolastica dei figli che frequentano la scuola di ogni grado alla luce delle novità contenute nella circolare del MIUR successiva al Decreto “La Buona Scuola” valido a partire dal 2016 e a seguire anche per il 2019 con diversi importi al fine di risparmiare soldi e fornendo anche altri chiarimenti sulla possibilità di scaricare anche altre spese di istruzioni o scolastiche per attività ludiche o ricreative come anche altre prestazioni di servizi, come per esempio attività o corsi durante l’orario scolastico o nel tempo pieno. Primo chiarimento è che parliamo di detrazione dal reddito in base al Testo Unico delle imposte sui redditi e non di deduzione fiscale per cui il risparmio andrà ad abbattere direttamente l’imposta IRPEF (non le tasse) da versare e non il reddito imponibile. Il risparmio budini è effettivo e nel seguito vediamo quanto vale e come beneficiarne.

Come funziona la detrazione della mensa scolastica 2018, 2019

Partiamo dal presupposto che la maggior parte delle scuole oggi offre un servizio unitario che non contempla più come in passato una pausa scolastica dalle 13:30 alle 14:30 o anche di più ore in cui venivano erogate attività o prestazioni extra-scolastiche al pari dei corsi che la scuola erogava ma dopo l’orario di scuola. L’esigenza quindi di definire un trattamento fiscale univoco anche per portare un pò di semplificazione del regime delle detrazioni per spese scolastiche o di istruzione.

“Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, interpellato per chiarire l’ambito applicativo della disposizione, ha precisato che rientrano nella previsione della lettera e–bis, anche le spese sostenute per la mensa scolastica (circolare 3/E del 2016)” per cui anche le rette rappresentative del costo per il servizio di mensa scolastica erogata agli studenti rientrerà nell’ambito di applicazione della detrazione fiscale prevista per le spese scolastiche.

Rispetto invece alle altre attività che abitualmente gli studenti frequentano e di cui sopra avete avuto qualche chiarimento mi rifarei su quello che trovo nella ricevuta o bollettino rilasciato dalla scuola che se dovesse fare un generico riferimento alla retta scolastica non porrebbe problemi. Laddove invece contenesse il dettaglio a spese aggiuntive per corsi extrascolastici allora andrebbe separato e trattato fiscalmente in modo diverso.

L’agenzia delle entrate chiarisce nella circolare n. 3 del 2016 che le spese scolastiche detraibili ai fini Irpef così come disciplinato dal TUIR successivo alla Legge 107 del 2015 ribattezzato “la Buona Scuola”  subiscono delle novità per effetto della modifica dell’articolo 15, comma 1 lettera e) ed e-bis.

Cosa Cambia in pratica

In pratica le rate che paghiamo con bollettino postale per la mensa e che si calcolano sulla base delle risultanze del modello ISEE possono essere portate in detrazione per il 19% dell’importo pagato nell’anno oggetto di dichiarazione in quanto sono assimilabili a spese scolastiche al pari della retta per la frequentazione. Tuttavia vi sono dei limiti di spesa annua per la retta per esempio universitaria e che variano a seconda delle regione di appartenenza così come meglio riepilogato negli articoli dedicati alle spese di istruzione.

Limiti detrazione costo mensa 2019

Nel caso della mensa il limite di costo detraibile per ciascuno studente a carico fiscalmente ai fini Irpef è pari a:

  • 717 euro pagati nel 2017
  • 786 euro pagati nel  2018
  • 800 euro pagati nel 2019 (salvo nuova comunicazione MIUR)

La detrazione della spesa ciascun genitore in parti uguali ossia al 50%, salvo patto contrario. Patto contrario si intende quando un genitore si accorda con l’altro per portare lui in detrazione dalla propria imposta. Solitamente si fa perchè egli ha imposte più alte per cui il risparmio è maggiore rispetto al genitore che guadagna di meno. So che qualcuno potrà non cogliere subito questo discorso ma sappiate che è così: maggiore è il divario dei genitori a livello di scaglioni di reddito più converrà che la detrazione per i figli vada al gestire che si situa sullo scaglione di reddito più alto.

Per quale grado e tipologia di scuola è possibile detrarre la spesa mensa 2019

Altro chiarimento o precisazione riguarda la tipologia di scuola. Non esiste più differenziazione per i livelli di scuola i fini ella detrazione del costo della mensa per cui la detrazione sarà possibile sia che si parli di scuola primaria, secondaria, elementari, dico, asilo. Lo stesso dicasi per la tipologia di scuola pubblica o privata.

In pratica budini potrete detrarre la spesa sostenuta per vostro figlio

In sintesi quindi sono detraibili, come avete anche avuto modo di leggere più approfonditamente nella guida alla detrazione fiscale delle spese scolastiche (e se non lo avete fatto fatelo che è meglio), anche alla luce delle novità in termini di importi detraibili, introdotte dal 2016 con la nuova Legge di Bilancio 2017 e dal Decreto la buona Scuola, le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo o secondo grado, asilo, elementari, medie, liceo, università

Quanto vale la detrazione massima fiscale da inserire nel 730

Nulla cambia rispetto all’importo massimo che dovrà essere pari a 400 euro e dovrà essere equiripartito tra i genitori a meno di accordi diversi tra gli stessi, magri tesi a massimizzare il risparmio sul genitore con maggiore reddito.

Pertanto l’importo massimo detraibile è sempre pari alo scaglione visto sopra. Se supponiamo sia la spesa sostenuto nel 2018 sappiate che l’effettivo risparmio sarà pari al 19% di 787 per cui 149,53 euro per alunno o studente da dividere per ciascun genitore in parti uguali ameno di accordo diverso (articolo 15, comma 1, lettera e-bis, del Tuir).

Sappiamo che il costo della mensa, parametrica e definito a livello di singolo nucleo familiare in base alle risultanze del modello ISEE presentato potrà andare da poco più di 200 euro a oltre 800 euro per ciascun anno scolastico.

Importante: vi ricordo che il costo detraibile per le spese scolastiche sarà quello che sosterrete nell’anno di imposta e non per anno scolastico.

Questo implica che se pagate a rate dovrete prendere le rate afferenti al periodo gennaio-giugno e settembre-dicembre. 

Se invece pagate in un’unica soluzione allora prenderete l’intero importo. Questa precisazione vale anche per evitare possibile richieste di chiarimenti da parte dell’agenzia delle entrate che invia in automatico delle lettere, comunicazioni o avvisi bonari chiedendo chiarimenti e che spesso gettano il contribuente nel panico.

Vi ricordo che basterà fornire una certificazione della spesa effettuata da conservare per 5 anni. Questo infatti è l’orizzonte di accertamento a cui sottostà il contribuente.

Cosa ci dice la Legge sulla detrazione delle spese scolastiche?

L’articolo 15, comma 1, lettera e-bis, del Tuir per completezza recita:

“ebis) le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 564 euro per l’anno 2016, a 717 euro per l’anno 2017, a 786 euro per l’anno 2018 e a 800 euro a decorrere dall’anno 2019 per alunno o studente. Per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento dell’offerta formativa rimane fermo il beneficio di cui alla lettera iocties), che non è cumulabile con quello di cui alla presente lettera;“.

Chiarimenti dall’agenzia delle entrate

Anche l’agenzia delle entrate si è pronunciata al riguardo in tal modo: “Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere oggettivamente comprese tra quelle “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado”, previste dall’articolo 15, comma 1, lett. e-bis) del TUIR – e quindi detraibili – anche quando tale servizio sia reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola. Non è, quindi, necessario che il servizio di ristorazione scolastica sia deliberato dagli organi di istituto essendo istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Ai fini della detrazione, la spesa può essere documentata mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento – sia esso la scuola, il Comune o altro fornitore del servizio – e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Se per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare delle spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente.

Tale attestazione, rilasciata dalla scuola o dal soggetto erogatore del servizio di mensa, rientra nell’ambito della previsione di esenzione dall’imposta di bollo di cui all’articolo 5, comma 1, della Tabella annessa al DPR n. 642 del 1972.

Si precisa, inoltre, che anche l’istanza presentata dal genitore per la richiesta dell’attestazione in commento è esente dall’imposta di bollo, ai sensi dell’articolo 14 della citata Tabella che espressamente prevede l’esenzione dall’imposta per le “Domande per ottenere certificati ed altri atti e documenti esenti dall’imposta di bollo…”.

Si rammenta, infine, che sui documenti rilasciati in esenzione dal pagamento del tributo di bollo è necessario indicare l’uso per il quale gli stessi sono destinati.

Per l’anno d’imposta 2015, se la documentazione risulta incompleta, non essendo state fornite istruzioni in proposito, i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola possono essere annotati dal contribuente sul documento di spesa.

Si evidenzia, inoltre, che la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa e che nel caso in cui il documento sia intestato al figlio, la detrazione spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50 per cento ciascuno. Considerato, tuttavia, che ai fini della detrazione è necessario che gli oneri siano rimasti effettivamente a carico del contribuente, nel caso in cui la spesa sia stata sostenuta da uno solo dei genitori o da entrambi in percentuali diverse dal 50 per cento, nel documento comprovante la spesa deve essere annotata la percentuale di ripartizione della spesa medesima.

Detrazione altre spese scolastiche?

Vi ricordo di leggere la guida alla detrazione fiscale delle spese scolastiche dove troverete tutte le spese che sono detraibili con molti chiarimenti in merito alle diverse fattispecie e non solo a quella delle mense scolastiche o altre attività richireative.

Detrazione spese scolastiche 2018, 2019 e istruzione nella dichiarazione dei redditi 730 e modello Unico

Detrazione spese scolastiche scuole paritarie nel 730 2018, 2019

Guida Detrazioni Agevolazioni spese scolastiche estero figli nel 730 2018, 2019: vitto, alloggio, affitto

Quali sono le altre spese detraibili nella dichiarazione dei redditi o modello Unico?

Consultate l’elenco delle deduzioni e detrazioni fiscali dove trovate i link a tutti gli articoli di approfondimento specifici. Ve le anticipo comunque qui nella seguente tabella:

CODICE DESCRIZIONE RIGO CODICE DESCRIZIONE RIGO
1Spese sanitarie E1 21Erogazioni liberali alle societa ed associazioni sportive dilettantistiche da E8 a E12
2Spese sanitarie per familiari non a carico E2
3Spese sanitarie per persone con disabilitaE3 22Erogazioni liberali alle societa di mutuo soccorso
4Spese veicoli per persone con disabilita E4 23Erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale
5Spese per l'acquisto di cani guida E5
6Totale spese sanitarie per le quali e' stata richiesta la rateizzazione nella precedente dichiarazione E6 24Erogazioni liberali a favore della societa di cultura Biennale di Venezia
7Interessi per mutui ipotecari per acquisto abitazione principale E7 25Spese relative a beni soggetti a regime vincolistico
8Interessi per mutui ipotecari per acquisto altri immobili da E8 a E12 26Erogazioni liberali per attivitu00e0 culturali ed artistiche
9Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio 27Erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo
10Interessi per mutui ipotecari per costruzione abitazione principale 28Erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti nel settore musicale
11Interessi per prestiti o mutui agrari 29Spese veterinarie
12Spese per istruzione diverse da quelle universitarie 30Spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti ricosciuti sordi
13Spese per istruzione universitaria 31Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado
14Spese funebri 32Spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico
15Spese per addetti all'assistenza personale 33Spese per asili nido
16Spese per attivitu00e0 sportive per ragazzi (palestre, piscine e altre strutture sportive) 35Erogazioni liberali al fondo per l'ammortamento di titoli di Stato
17Spese per intermediazione immobiliare 36Premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
18Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede 37Premi per assicurazioni per rischio di non autosufficienza
20Erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite da calamitu00e0 pubbliche o eventi straordinari 99Altre spese detraibili

 

 

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Tasse-Fisco
Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

7 commenti

  1. Tasse-Fisco

    Si anche

  2. E’ POSSIBILE DETRARRE ANCHE LE SPESE PER LA MENSA UNIVERSITARIA?

  3. Tasse-Fisco

    Teoricamente dovrebbe essere distinto l’importo ma se così non fosse….

  4. TONDELLA GIULIO

    VI SONO SEMPRE DEI DUBBI SUL COMPORTAMENTO DEI CONVITTI NAZIONALI E QUELLO REGIONALE
    DELLA VALLE D’AOSTA. POSSONO ESSERE COMPRESI PER LE DETRAZIONI E DEVE ESSERE DISTINTO O MENO L’IMPORTO DELLA RETTA DA QUELLO DELLA MENSA?

  5. Salve. Nel caso in cui si dovessero scaricare le spese solastiche di due o più figli, qual’è la procedura corretta di inserimento nel quadro E? Indicare in una delle righe E8-E12 il codice spesa 12 e la somma delle spese ( es. 2 figli con max 800€), oppure indicare in più righe la spesa per ciascun figlio? Spero di aver reso comprensibile la domanda. Grazie.

  6. Tasse-Fisco

    Per anticipo o posticipo non so cosa intende…….ah noooo forse ho capito….intende quelle per far entrare il bambino 30 minuti prima la mattina o farlo uscire più tardi? In linea teorica non troviamo scritto nulla su questo per cui andrei per buon senso anche se poi lascio a voi l’interpretazione più o meno stringente. Se ve le fatturano insieme o lascio un’unica ricevuta direi di si perché seppur non siano all’interno di un percorso scolastico formativo mi sentirei di ricomprenderle perché sempre dirette alo stesso soggetto, ma ammetto che questa è una interpretazione estensiva tesa a portarle in detrazione.

  7. Salve. La spesa sostenuta per ANTICIPO e POSTICIPO sia di scuola materna che di scuola elementare, possono essere considerate spese per cui spetta la detrazione? Grazie in anticipo

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