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Come funziona il Redditometro: domande e chiarimenti per ridurre le sanzioni

software redditometroDiamo alcuni consigli e chiarimenti sul redditometro per capire come funziona lo strumento di accertamento fiscale che sta impensierendo notevoli evasori fiscali ma anche contribuenti in buona fede che hanno paura di procedere all’acquisto di beni o servizi.

Questo perchè temono di incorrere in controlli fiscali o peggio da essere vere e proprie vittime di cartelle pazze originatesi proprio da questo temuto strumento dai lati ancoraper molti versi oscuri ai più.

Come funziona il redditometro in sintesi

In poche parole il redditometro ricostruisce il vostro reddito presunto o meglio lo ricalcola sulla base dei dati che riesce a rintracciare dai vostri acquisti (a itolo di esempio interessi su mutui, acquisti con carte di credito, assicurazioni, auto, imbarcazioni, voli, hotel, ecc che potete approfondire nell’articolo dedicato a quali voci sono controllate dal redditometro) e sulla base di indicatori statistici e lo confronta con quello che avete dichiarato nel vostro 730 o modello Unico. Se il vostro reddito imponibile irpef si discosta da quello dichiarato di oltre al 20% scatta il controllo fiscale. Fin qui semplice peccato che ci sono una serie di considerazioni da fare.

La ricostruzione del reddito con l’accertamento sintetico

Nella ricostruzione del reddito le spese sostenute dal contribuente possono essere di diverso tipo in quanto potranno essere di ammontare certo, ossia conosciuto dall’agenzia delle entrate (esempio interessi su mutuo) o spese di ammontare determinato perchè desumibili dai dati presenti nelle anagrafe tributaria dell’agenzia delle entrate (esempio i premi assicurativi che versate alle assicurazioni sono comunicati dalle compagnie all’agenzia delle entrate per cui possono sapere chi ha versato e quanto è stato versato).

Poi ci sono le spese Istat per beni ed i servizi che sono desumibili dalle medie nazionali Istat in base alla composizione del nucleo familiare e l’ubicazione sul territorio nazionale effettuata su campioni significativi di famiglie, differenziate per composizione e area geografica di appartenenza, (“spese ISTAT”); infine ci sono le spese o anche investimenti per l’acquisto di beni o servizi di utilità plriennale come per esempio un’auto o una casa.

Il primo passaggio si concretizza nella selezione dei contribuenti tra reddito dichiarato e reddito ricostruito sulla base degli elementi patrimoniali e di spesa che originano da elementi conosciuti dall’agenzia delle entrate tramite le informazioni che i vostri fornitori le inviano (banche, scuole circoli sportivi, auto, moto, case, cavali, motorizzazione, ecc) che potranno essere raggiunti dall’invio di comunicazioni ossia si seleziona una bacino da controllare ma poi non si conoscono i criteri perchè Tizio con la barca da 78 metri non viene accertato e Caio con quella da 15 si…ci piacrebbe saperlo e soprattutto ci piacerebbe che non ci fosse discrezionalità nella selezione altrimenti questi controlli potrebbero essere oggetto di strane sollecitazioni dall’esterno.
Una volta selezionati i contribuenti arriva l’invito a comparire presso l’agenzia delle entrate per il contraddittorio in cui speigherete che quel reddito ricostruito lo avete veramente e a quel punto sempre a discrezione dell’accertatore (speriamo che vi capiti quello buono e competente)  vi saranno sgravate totalmente o parzialmente le somme, annullate o confermate. Come vedete anche qui margini di discrezionalità nella valutazioni che espongono il fianco a sollecitazioni assurde sugli accertatori.

Le sanzioni, se versate entro quindici giorni dalla notifica dell’accertamento daranno diritto alla riduzione del 50% (questo per far vedere che l’agenzia ed il fisco sono buoni). In pratica un pò come avviene sotto saldi quando hai l’impressione che alcuni negozianti gonfiano i prezzi del 70% e poi ti concedono il saldo del 50%.

Il contributente quindi può anche non pagare e produrre documentazione aggiuntiva a cui seguirà un secondo contradditorio in cui l’agenzia delle entrate, recependo gli ulteriori elementi potrà proporre un accertamento con adesione: in pratica una ulteriore riduzione delle sanzioni ad un terzo del minimo.

Il contribuente potrà anche non accettare

anche se molti lo fanno nonostante siano in buona fede per paura oppure andare in contenzioso, anche se siete in buona fede io consiglio perchè nonostante a mio avviso partire svantaggiati per via del fatto che l’onere della prova è a carico vostro, l’agenzia delle entrate deve provare che le sue presunzioni semplici, nonostante il confronto, siano state sufficientemente approfondite e voglio vedere se un giudice tributario dia ragione all’agenzia delle entrate che si presenta in mano con le medie istat di fronte ad un contribuente che potrebbe avere avuto il semplice desiderio di comprarsi una maccina di grande cilindrata, magari vecchia di 15 anni, ed aver risparmiato su tutto il resto. Da sapere che con il nuovo redditometro l’accertamento con adesione se rischiesto dal contribuente è deve essere obbligatoriamente attivato ex articolo come previsto dallo statuto del contribuente Legge 27 luglio 2000, n. 212);

Da sapere

inoltre che dal reddito complessivo determinato dall’agenzia delle entrate con l’accertamnto sintetico sono deducibili i soli oneri previsti dall’articolo 10 del Tuir. La ricostruzione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, tiene conto inoltre, peraltro, della quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno. Solo in via residuale e per le spese correnti, in quanto numerose e di importi non significativi, ma frequenti nel corso dell’anno, al fine di evitare ulteriori oneri di conservazione della documentazione da parte del contribuente, si utilizza la corrispondente spesa media ISTAT.

Il reddito complessivo sarà dato dalla somma algebrica tra le spese certe sostenute dal contribuente o dai familiari familiare fiscalmente a carico, le spese per elementi certi come casa o auto del contribuente o dei familiari a carico seguendo le medie Istat o analisi di mercato per beni e servizi similari. A questi si aggiungeranno i valori di competenza dell’anno sugli incrementi patrimoniali e la quota del risparmio riscontrata nell’anno. A queste si aggiungerà la quota delle spese Istat astrattamemte riferibili al contribuente oggetto di accertamento fiscale e dei soggetti a lui fiscalmente a carico sulla base dei redditi dichiarati o prodotti da ciascun membro del nucleo.

Assunto assurdo
Partiamo da uno degli assunti di base su cui si poggia: la determinazione sintetica del reddito avviene mediante la presunzione relativa che tutto quanto è stato speso nel periodo dimposta sia stato finanziato con redditi del periodo medesimo. Certo poi dice anche che resta ferma la possibilità per il contribuente di provare che le spese sono state finanziate con altri mezzi, ivi compresi i redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile…..peccato che l’onere della prova sia a carico del contribuente e che in molti casi il contribuente che si vede recapitare l’avviso prende e paga nel terrore di sbagliare ulteriormente oppure si trovano a dover affrontare un contraddittorio con i funzionari dell’agenzia delle entrate che sono molto più preparati di loro ed il cui obiettivo è quello di recuperare materia imponibile (per cui contrastante con quello del contribuente e come tale in perfetto contrasto con uno dei principi fondamentali dello statuto del contribuente che si fonda sulla collaborazione tra Fisco e contribuente). Immaginate quindi il fisco che spara lettere a tutti i contribuenti potenzialmente evasori fiscali per essersi comprati la macchina usata che sognavano da anni e tutti i contribuenti in giro per la città a cercare commercialisti che li aiutino per difendersi da cartelle di decine di migliaia di euro….Ma soprattutto….ma chi lo dice che gli acquisti che faccio li sto facendo con i redditi prodotti nello stesso anno? E’ un assunto sbagliato a cui facilmente si arriva senza troppi ragionamenti.

L’onere della prova

Il problema pertanto è che in questo ambito l’onere della prova è a carico del contribuente per cui l’agenzia delle entrate accusa e non dobbiamo smazzarci e perdere tempo a provare che l’agenzia delle entrate si sbagliava, indipendentemente dalle file che dovrete fare, alla documentazione fiscale di anni prima che dovrete tirare fuori, agli sbattimenti ecc ecc.S ul piano probatorio l’Agenzia delle Entrate sostiene che non si può escludere che il contribuente possa presentare gli eventuali elementi giustificativi, non prodotti in sede di prima convocazione, nell’ambito della seconda fase di confronto prevista dall’art. 38, comma 7, D.P.R. n. 600/1973.

I beni che avete generano reddito imponibile presunto per il fisco

I beni che avete comprato (auto, case, ecc) o anche i servizi che avete acquistato (assicurazioni, hotel, circoli ricreativi, rette scolastiche, ecc) lasciano tracce nelle anagrafe tributarie  a causa anche delle movimentazioni finanziarie che fate e che periodocamente oggi sono inivate telemeticamente dalle banche all’agenzia delle entrate. Ad ogni bene e servizio, il fisco, associa delgi indici ISTAT e ne fa discendre una quota di reddito imponibile ai fini Irpef. Esistono poi due tipi di spese: “spese certe” che l’agenzia delle entrae conosce perchè riceve da chi le comprate le informazioni (dai concessionari se comprate un’auto, dalla banche se contraete un mutuo, da società di leasing dalle società, dalle assicurazioni se accendete una polizza) e che sono contenute nell’anagrafe tributaria del Fisco, oppure “spese per elementi certi”, ossia spese sostenute per gestire e mantenere tali beni, (utenze per le abitazioni, carburanti e lubrificanti, ecc).

Gli indici Istat si prenderanno laddove il contribuente non sia in grado di dimostrare che le spese per elmenti certi o altre tipologie di spese siano state effettivamente sostenute.

Con il nuovo redditometro fortunatamente l’invito al contraddittorio con il contribuente è obbligatorio a pena di nullità dell’accertamento fiscale sintetico per cui se non siete invitati dall’agenzia delle entrate impugnerete l’atto che vi notificano e ve lo farete annullare dal Giudice. La nullità deve infatti essere fatta valere dinnanzi al Giudice ( le cui spese purtroppo saranno a carico vostro ma voi chiederete in contenzioso che vi vengano risarcite). Talvolta se lo fate notare a coloro che hanno emesso l’atto magicamente l’accertamento si annulla senza ricorrere al Giudice per cui se non volete perdere tempo voi e non vi volete accanire sul funzionario dell’agenzia delle entrate contattate prima l’ufficio e fateglielo presente.

E se non ci si presenta all’invito dell’agenzia delle entrate?

Vi segnalo inoltre che su questo punto l’Agenzia ha affermato che laddove non risponda all’invito al contraddittorio l’Amministrazione finanziaria può applicare la sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro prevista dall’art. 11, comma 1, lettera c), D.Lgs. n. 471/1997.

Al contraddittorio comunque, se decidete di andare, porterete tutte le ricevute, bollette, bollini, estratti conto, documentazione, attestazioni, ecc in modo tale da far capire al funzionario che quello che avete lo avete comprato disponibilità di conto corrente che preesistevano all’anno di imposta oggetto di accertamento e che quello che loro dichiarano è esorbitante rispetto a quanto effettivamente speso.

A quel punto il funzionario dovrebbe recepire tali informazioni e probabilmente vi toglierà qualcosina per farvi contenti ma non credo tutto altrimenti dovrebbe provare al suo capo che lui si è sbagliato per cui qualcosa immagino ve la chiederà. Voi dal canto vostro sarete contenti perchè vederete abbassarsi quella cifra richiesta esorbitante e magari accetterete di pagarla. Questa potrebbe essere una fattispecie che si presenta ma ce ne potrebbero essere anche altre, basti pensare all’evasore fiscale che viene beccato e che dovrà arrampicarsi sugli specchi (anche se la vedo dura) o scegliere la strada del contenzioso sperando che l’agenzia delle entrate commetta qualche errore formale che renda annullabile l’atto…. ma io vi consiglio sempre di farvi assistere da un commercialista di fiducia e farvi dire cosa fare perchè talvolta si è in buona fede e non bisogna aver paura di provarla anche dinnanzi ad un Giudice ed anche se l’onere della prova è a carico vostro purtroppo anche se le loro essendo presunzioni semplici dovranno speigare al giudice di aver adeguatamente approfondito e motivato l’atto di accertamento altrimenti il giudice lo annullerà. Vi segnalo comunque alcuni strumenti per sapere come superare il redditometro.

Anche se a mio avviso è sempre meglio fare un controllo preventivo rispetto al momento dell’acquisto: so che è una rottura di scatole ma secondo me evita tutta questa trafila di file, contradditori che costano un sacco di tempo (che non abbiamo più) ed un sacco di soldi (che ce ne sono sempre di meno) per cui fate prima il calcolo del redditometro.

Soprattutto nel caso di acquisti che esulano dal vostro tenore di vita abituale o da quello che potrebbe essere una passione fuori dal comune (macchine e barche in primis) perchè secondo me quello che il redditometro non riesce a capire è che siamo tutti diversi per cui io posso desiderare di iscrivermi ad un prestigioso circolo pur non essnedo ricco o posso desiderare di acquistare la macchina dei miei sogni pur rinunciando a tutto il resto.

Se invece siete stati dei birbanti ed avete evaso spero che il vostro commercialista sia in gamba in quanto le armi in mano al fisco sono tante. A tal proposito vi segnalo l’articolo dedicato a come superare indenni i controlli del fisco.

Nuovo articolo su Redditometro sull’acquisto di casa

Vi segnalo l’articolo dedicato ai 3 modi per evitare il redditometro sull’acquisto di casa in cui troverete dei chiarimenti dati ad un lettore che aveva il timore di essere accertato sull’acquisto di casa.

Presentare ricorso contro il redditometro

Se intendete presentare comunque ricorso contro il redditometro potete scrivere a info@tasse-fisco.com, oppure scrivetemi e se possibile vi aiuto con il calcolo. Spero di esservi stato come al solito utile.  Nel frattempo leggetevi la Circolare Redditometro 24 2013 dove trovate i primi chiarimenti dell’agenzia delle entrate sul redditometro e che vi servirà in primis a non commettere rrori grossolani che vi potrebbero portare ad essere accertati inutilmente.

Seppure la valutazione deve sempre essere a livello di singolo caso considerate che dal 2000 al 2012 ci sono stati accertamenti fiscali con un carico di 807 miliardi di euro di cui 183 miliardi sono stati sgravati il chè mi induce a pensare ad una buona possibilità di vittoria in contenzioso o di errori.

1 commento

  1. Buongiorno, volevo chiedere un chiarimento: ad un amico di famiglia è arrivato un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate poichè, pur dichiarando circa 13.000,00 euro annui (svolge l’attività di operaio), nel 2009 ha effettuato un ivestimento di 213.000,00 per comprare una casa, tale investimento però è stato pagato con i soldi che suo padre ha provveduto a versare in parte sul conto corrente del figlio, in parte a mani (tutti risparmi comuqnue derivati dalla sua attività lavorativa e dalla liquidazione), altri soldi gli sono stati dati dalla nonna che è proprio andata a effettuare più prelievi per poi consegnarli a mano al nipote (proventi di pensione). Ho consigliato di recuperare uno storico di tutti gli estratti conto del padre e della nonna al fine di recuperare tutte le voci che possano giustificare tale investimento così sproporzionato rispetto al redditto (non è stato fatto alcun mutuo), oltre a ciò potrebbe essere utile preparare una scrittura privata ove il padre e la nonna attestano questa donazione al figlio/nipote? (E’ figlio unico). Ringrazio per il Vostro utilissimo servizio

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