Canone RAI: esenzione, disdetta, come non pagare?
Una delle tasse che da sempre fa e ha fatto più discutere è il cosiddetto Canone RAI.
Come tutti ben sappiamo, ogni anno durante tutto il mese di gennaio e per i più distratti anche nel mese di febbraio con l’aggravio di una penale, si deve provvedere al pagamento dell’abbonamento RAI che per effetto di vari fattori economici ha nettamente sfondato quota 100 euro, un costo sicuramente non di poco conto. Il dibattitto è da sempre incentrato sulla sua legittimità e sul fatto che sia una tassa sul possesso e non sull’utilizzo del servizio. L’ingiustizia più grande, però, è senza dubbio quella che, dati alla mano, ci sia un buon 30% della popolazione che seppur gode del servizio non lo paga. Possibile che il Governo non riesca a fare né in un senso né in un altro?
Cerchiamo di chiarire chi per legge è esente dal pagamento del Canone Rai seppur in possesso di apparecchi radiotelevisivi che consentono la visione del servizio pubblico.
Lo stato italiano infatti, ha elencato una serie di situazioni in cui il titolare di un abbonamento Rai può richiederne l’esenzione.
In particolare lo potranno fare tutte le persone che hanno compiuto 75 anni di età , che non convivono con altre persone diversi dal coniuge titolari di reddito proprio e che in dispongano di un reddito che sommato a quello del proprio coniuge non superi complessivamente in un anno la somma di 6 mila 714 euro. Questo in buona sostanza è il contenuto, in chiave di esenzione canone Rai, dell’Art. 1 comma 132 della legge n. 248 del 24 dicembre 2007.
Occorre precisare che per reddito si intende la somma di: ... CONTINUA

