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Canone RAI: esenzione, disdetta, come non pagare?

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ogni anno, chiede, supplica, rinnova la domanda del pagamento del canone della RaiUna delle tasse che da sempre fa e ha fatto più discutere è il cosiddetto Canone RAI.
Come tutti ben sappiamo, ogni anno durante tutto il mese di gennaio e per i più distratti anche nel mese di febbraio con l’aggravio di una penale, si deve provvedere al pagamento dell’abbonamento RAI che per effetto di vari fattori economici ha nettamente sfondato quota 100 euro, un costo sicuramente non di poco conto. Il dibattitto è da sempre incentrato sulla sua legittimità e sul fatto che sia una tassa sul possesso e non sull’utilizzo del servizio. L’ingiustizia più grande, però, è senza dubbio quella che, dati alla mano, ci sia un buon 30% della popolazione che seppur gode del servizio non lo paga. Possibile che il Governo non riesca a fare né in un senso né in un altro?
Cerchiamo di chiarire chi per legge è esente dal pagamento del Canone Rai seppur in possesso di apparecchi radiotelevisivi che consentono la visione del servizio pubblico.
Lo stato italiano infatti, ha elencato una serie di situazioni in cui il titolare di un abbonamento Rai può richiederne l’esenzione.
In particolare lo potranno fare tutte le persone che hanno compiuto 75 anni di età, che non convivono con altre persone diversi dal coniuge titolari di reddito proprio e che in dispongano di un reddito che sommato a quello del proprio coniuge non superi complessivamente in un anno la somma di 6 mila 714 euro. Questo in buona sostanza è il contenuto, in chiave di esenzione canone Rai, dell’Art. 1 comma 132 della legge n. 248 del 24 dicembre 2007.
Occorre precisare che per reddito si intende la somma di: ... CONTINUA

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Mario Draghi chi è?

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Mario Draghi è nato a Roma il 3 settembre 1947. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’università La Sapienza nel 1970, con una votazione di 110 e lode, ottiene nel 1976, al Massachusetts Institute of Technology, il più alto titolo accademico riconosciuto in molte nazioni europee: il Doctor of Philosophy.
In quegli anni inizia anche la sua carriera universitaria che lo porterà a ricoprire il ruolo di professore incaricato, dal 1975 al 1978, nelle Università di Venezia, Padova e Trento, e di professore ordinario di Economia e politica monetaria, dal 1981 al 1991, presso l’Università di Firenze. ... CONTINUA

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La tassa sulla fortuna ed il gioco: il fisco arriva anche lì

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Tentativo di introdurre una tassa sulla fortuna derivante dalle vincite dei giochi a premio come lotterie e giochi ad estrazione istantanea sotto forma di addizionale  erariale da corrispondere in misura percentuale aggiuntiva rispetto a quella già incorporata nel prezzo del biglietto.
Su cosa si applica
la tassa sulla fortuna ed i giochi a premio
La nuova tassa sulla fortuna potrebbe andare a colpire tutti quei giochi che sono disciplinati dagli enti che hanno ricevuto dallo Stato la concessione ad esercitare i giochi e a corrispondere premi primo tra tutti il superenalotto ma anche l’Enalotto, SiVince, newslot, win for life etc. ... CONTINUA

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Tassazione Forex: i guadagni da Forex come sono tassati?

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La questione della tassazione delle plusvalenze derivanti da Forex è complessa, la Tassazione Forex è una materia anche poco chiara, proviamo a fare luce insieme.
In mancanza di una specifica e chiara previsione normativa inizialmente sembrava che i guadagni derivanti da Forex trading nei mercati valutari rientrassero nella previsione dell’art.67, comma 1 lett. c-ter e comma1-ter DPR 917/1986 (TUIR) e pertanto fossero soggetti ad imposte e tasse solo se le valute acquistate fossero state trattenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo avesse superato i 51.645,69 euro. ... CONTINUA

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La ritenuta d’acconto: cos’è, tipologie, quando applicarla

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La ritenuta d’acconto è una trattenuta Irpef (o Ires) che viene effettuata sulle somme di denaro o bonifici che percepiamo dai nostri clienti o datori di lavoro detti anche sostituti di imposta e cui qui in sintesi ne riportiamo la descrizione, il significato, alcuni chiarimenti alle domande dei lettori.
Che cosa è la ritenuta d’acconto

Chiariamo prima di tutto che esistono tantissime tipologie di ritenute d’acconto anche se quelle più utilizzate ed applicate sono sempre le stesse.Le ritenute possono essere a titolo di acconto e a titolo di imposta: nel primo caso significa che fatto 10.000 l’onorario stabilito con un cliente ci sarà applicata in alcuni casi (in estrema sintesi quando emettiamo una ricevuta o una fattura nei confronti di un soggetto titolare di partita Iva) una ritenuta del 20% a titolo di acconto ossia percepiremo solo 8.000 mentre 2.000 rappresentano un’anticipazione sulle imposte che andremo a pagare su quei 10.000 (il 23% a titolo di Irpef) meno le ritenute che già sono state versate per noi ossia per nostro conto dal nostro datore di lavoro o cliente. Se invece fossero state a titolo di imposta le ritenute avrebbero potuto comunque avere come aliquota il 20% ma in questo caso la tassazione su quei 10.000 euro si esauriva con quel 20%. ... CONTINUA