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Reddito Agrario da Terreni e allevamento: cos’è, calcolo, tassazione, esclusioni ed esenzioni

allevamento e reddito agrario (animali al pascolo)Vediamo come si calcola il reddito agrario prodotto dallo sfruttamento entro determinati limiti di terreni di proprietà, quali sono le attività tassate secondo questa metodologia, i casi di esenzione o esclusione e la tassazione ai fini Irpef e delle imposte dirette in generale.

Abbiamo visto come i redditi fondiari sono quei redditi che derivano dalla proprietà di terreni o fabbricati situati sul territorio Italiano e che potranno produrre:

  • Reddito dominicali derivante dal possesso del terreno
  • Reddito dei fabbricati
  • Reddito agrario derivante dallo sfruttamento del terreno (entro certi limiti che vedrete sotto)

Il reddito agrario al pari di quello dominicale consiste nella determinazione del reddito mediante le tariffe d’estimo previste dal legislatore con appositi decreti.

Cosa si intende per reddito agrario

Si intende una modalità diversa da quella classica di determinazione del reddito soggetto a tassazione Irpef  in luogo di quella vista per altre tipologie di reddito. Abbiamo visto nel corso dei precedenti articoli che il reddito fondiario è il reddito comunemente derivante dalla proprietà di terreni o fabbricati  e dal loro sfruttamento a tal proposito si segnalano infatt gli articoli dedicati alla tassazione del reddito fondiario e dal reddito dominicale.

Qui invece vediamo che cosa viene tassato qualora il terreno oltre a detenerlo viene anche sfruttato attraverso attività agricole entro certi limiti. I limiti sono quelli superati i quali si parla di sfruttamento imprenditoriale del terreno, il che vi farebbe ricadere nell’ambito di applicazione di un altro regime di tassazione che è quello che società giuridiche (soggette ad Ires ed IRAP o anche Irpef) in luogo del regime di favore accordato al reddito agrario.

Tipologie di reddito agrario

Le tipologie di reddito derivante da attività agricola non se lo è inventato di certo il legislatore tributario, ma parte da quello civilistico che nell’articolo 2135 del codice civile definisce le varie tipologie di attività agricola. Qualcuno di voi ricorderà a tal proposito la silvicoltura.

Coltivazione agricola

A titolo di esempio parliamo di reddito agrario nel caso di sfruttamento di agricoli di terreni mediante coltivazione diretta (nei limiti che vedremo dopo fissati da apposito decreto ministeriale). Nel caso della produzione di vegetali la superficie coltivata deve essere inferiore alla metà di quella coltivabile.

Allevamento di animali

Lo stesso dicasi nel caso di sfruttamento del terreno per allevamento di bestiame o animali; in questo caso gli animali devono essere alimentati con cibo derivante almeno per un quarto dal terreno mentre il numero massimo di animali viene definito dal decreto ministeriale da apposite tabelle sotto riportate dove troverete molte specie dai vitelloni agli struzzi).

Lo stesso si applica a qualsiasi manipolazione o trasformazione in beni di quanto prodotto dalle due tipologie di attività sopra ossia dalla coltivazione del terreno o dagli allevamento (pastorizia, formaggi, ecc). Per maggiore chiarimento è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con apposita Risoluzione Ministeriale n. 127/E del 2005 che ha avuto modo di precisare che le attività consistenti nella manipolazione, trasformazione, commercializzazione, valorizzazione e conservazione sono definite come attività agricole connesse e come tali rientrino nella determinazione del reddito forfettaria ossia nel reddito agrario.

Vi sono anche casi più particolari come nel caso di società agricole di persone che svolgono attività di allevamento di animali su che possono si calcolare il reddito secondo il regime ordinario ossia secondo il reddito dominicale laddove il numero di capi allevati non superi il limite di sfruttamento ossia il limite del reddito agrario applicando i criteri catastali. Laddove si sforzi con tale limite subentra il regime forfettario di determinazione del reddito sull’eccedenza in base alla differenza tra costi e ricavi e per il quale dovrà tenersi un registro di carico e scarico di animali un pò come avviene per le rimenare di magazzino in cui le rimanenze iniziali rappresentano un costo fiscalmente riconosciuto, da considerare ai fini del reddito di esercizio e le finali che rappresentano un ricavo.

Ma come funziona la tassazione del reddito agrario

Anche in questo caso per la tassazione del terreno con il reddito agrario si prenderanno in considerazione le tariffe d’estimo contenute nel visure catastali e ai fini dell’Irpef ma delle imposte dirette in generale tale tariffa andrà rivalutata del 70 per cento  e di un ulteriore 15 per cento. Questo 15 per cento diviene 5 per cento qualora parliamo di IAP imprenditori agricoli professionali o anche coltivatori diretti.

Nella tabella del DM del 2006 vedrete come a titolo di esempio per l’allevamento di animali siano indicati per fascia di terreno e titpologia di bestiame dai vitelloni agli struzzi sia indicato il numero di capi massimo allevabile ed il reddito tassabile il numero di capi allevabili.

La tabella allega al Decreto ministeriale del 2006

Nella tabella potrete vedere come a seconda della fascia sono identificate le tagriffe d’estimo per sigola titpologia di cultura e anche di allevamento: come vedete andiamo dai vitelloni agli struzzi e per ogni fascia viene identificato anche il numero di animali dopo il quale scatta la riqualificazione del reddito da agrario a reddito di impresa che come potrete immaginare segue altre logiche e la tassaione si inasprisce in modo considerevole.

Il superamento del limite fa si che dalla tassazione secondo l’articolo 32 del Tuir ricadiate nell’ambito di applicazione dell’rticolo 56 del Tuir ossia del reddito di impresa.

Non essendo sempre semplice determinare il numero di animali nel corso dell’anno intervenne nel 1978 l’allora amministrazione finanziaria indicando le metodologie di calcolo del bestiame ai fini del calcolo. Parliamo della  Circolare ministeriale n. 150 del 1978 nella quale si indicava la possibilità di calcolare il numero di animali basandosi sulla somma di tutti i clicli conclusi nel biennio di riferimento. A ciascun capo di alevamento andrà applicato un  reddito medio ordinario entro il limite medesimo indicato nelle tabelle moltiplicato per un coefficiente idoneo a tener conto delle diverse incidenze dei costi.

La determinazione forfettaria del reddito attraverso le tariffe d’estimo fa si che i costi o le spese, seppur inerenti e strumentali all’attività agricola, non siano  deducibili dal reddito di impresa.

Variazioni nelle tariffe d’estimo

Le variazioni delle tariffe dovranno dare luogo ad una  revisione del classamento dei terreni cui si riferiscono e qualora siano in aumento interessando il gettito fiscale dovranno essere denunciate entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti modificativi ed hanno effetto da tale anno. Qualora invece siano in diminuzione queste avranno effetto dall’anno in cui si sono verificati i fatti modificativi, se la denuncia è stata presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo o dall’anno in cui è stata presentata la denuncia, se presentata successivamente.
Le variazioni andranno
La denuncia va presentata, utilizzando la procedura software “DOCTE”, all’Ufficio del Territorio competente, indicando la partita catastale e le particelle cui le variazioni si riferiscono, con dimostrazione grafica del frazionamento, qualora le variazioni interessino porzioni di particelle.
Se il terreno è concesso in affitto per uso agricolo, la denuncia può essere presentata direttamente dall’affittuario.

Sanzioni

L’omessa denuncia delle situazioni che danno luogo a variazione in aumento del reddito dominicale comporta una sanzione da euro 258 a euro 2.065.

Esenzioni ed esclusioni dalla tassazione del reddito agrario

Ci sono delle tipologie di terreni che non subiscono la tassazione come reddito agrario e stiamo parlando prima di tutti delle pertinenze di fabbricati come cortili o aree verde di palazzi o centri residenziali. Anche i parchi o giardni aperti al pubblico proprio per la loro destinazione non pagheranno imposte anch eperchè per la maggior parte sono di proprietà dello Stato ma anche nell’ipotesi in cui sinao di proprietà di privati ma siano riconosciuti di interesse pubblico.

In generale anche i redditi dei terreni di proprietà di società persone girudiche non saranno tassati come reddito agrario ma come reddito di impresa secondo gli articoli 56 e seguenti del Tuir.

Nel caso in cui affittiate questi terreno per scopi non agricoli questi non saranno tassati come reddito agrario. Mi viene inmente a tal proposito la diatriba di qualche anno fa sulla configurazione e conseguente tassazione dell’affitto del terreno per impianti eolici o fotovoltaici e si chiedeva se potessero essere sostituiti con una determinazione forfettaria del reddito ai fini dell imposte dirette Irpef.

Altri casi di esclusione sono subordinati alla preventiva comunicazione all’agenzia delle entrate cempre con apposita procedura entro tre mesi dall’evento calamitoso o che ha determinato una perdita superiore al 30 per cento della coltivazione annua. Qualora non sia possibile identificare un giorno precisa ma sia la sommatoria di più eventi si potrà richiedere ugualmente ma a patto che la comunicazione sia effettuata aleno 15 giorni prima del raccolto.

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