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Quali Leggi Regionali sui Decreti incentivi del 55% e del 36%

 Il decreto incentivi 2010 deve essere recepito dalle leggi regionali che possono apportare alcune modifiche. In effetti oltre alle agevolzioni fiscali e finanziarie e agli sconti anche alcun semplificazioni come la rinunzia alla presentazione della DIA o dichiarazione di inizio attività o la modifica delle comunicazioni o adempimenti per fruire degli sconti del 55% o del 36% per i lavori di ritstrutturazionne. Per sapere quale legge dobbiamo rispettare tra i mille consigli utili, voci di corridoi, guide pareri degli esperti e simili spesso sentiamo e leggiamo cose diverse e non ci spieghiamo il perché. In effetti a livello regionale il federalismo fiscale ha dato la possibilità alle regioni e ai comuni di legiferare in maniera disomogenea inducendo le persone.

Nuovo Piano crescita e decreto incentivi 2011

Il decreto incentivi 2010 ha introdotto alcune semplificazioni che vanno ad impattare sul decreto edilizia ma bisogna ricordarsi che tali decreto devono essere recepiti dalle singole regioni le quali possono legiferare autonomamente entro certi limiti e quindi quello che è valido in una regione non è detto che valga nella regione vicina.

Il testo unico dell’edilizia ed il decreto sulla semplificazione dei lavori di manutenzione straordinaria ha per esempio dato la possibilità alle regioni di evitare la presentazione della DIA dichiarazione di inizio lavori ma non in tutte le regioni questo è possibile in quanto alcune hanno legiferato autonomamente.

Ecco pertanto una guida utile per avere il quadro di riferimento normativo per i lavori di manutenzioni straordinaria sugli immobili e per gli interventi di ristrutturazione sulla casa, in quanto non tutte le regioni hanno recepito la liberalizzazione contenuta.

A livello regionale le leggi tuttora in vigore e da seguire sono per:

  • Lombardia: la Legge 12 del 2005 art. 41;
  • Trento: Legge 1 del 2008 art. 9;
  • Bolzano: Legge 12 del 1997 art. 132;
  • Friuli Venezia Giulia: Legge 19 del 2009, art. 17;
  • Emilia Romagna: Legge 31 del 2002, art. 8;
  • Sicilia: Legge 2 del 2002, art. 14;
  • Campania: legge 19 del 2001, art. 2;
  • Sardegna: Legge 4 del 2009 art. 10;
  • Liguria: legge 16 del 2008 art. 21;
  • Toscana: Legge 1 del 2005 art.79;
  • Valle da Aosta: Legge 11 del 1998 art. 61.

Per tali Regioni non è pertanto possibile attenersi solo al testo unico dell’edilizia o dai vari decreti per i lavori di manutenzione straordinaria ma è necessario altresì verificare la compatibilità della opere e dei lavori ed attenersi alle specifiche legge regionali.

A quale sanzioni incorriamo nel caso di mancata osservanza dei disposti regionali

Inutile dirlo che l’inosservanza prevede delle sanzioni che, nel caso di omessa presentazione della DIA, senza alcuna comunicazione è di 516 euro e si abbassa nel cui è stata presentata la comunicazione ma non la DIA quando era invece necessaria.

Gli organi che vigilano sono gli uffici tecnici comunali sulla base soprattutto di segnalazioni da parte di vicini.

Vi chiariamo fin da subito che nel caso di lavori di manutenzione si può comunque parlare di cantiere e come tale è permesso l’accesso da parte dei funzionari preposti al controllo a e vigilare sul corretto adempimento delle norma vigenti in materia edilizia.

Per conoscere gli ulteriori beni che possono essere acquistati potete consultare il presente articolo sul decreto incentivi

Aggiornamento: dal 15 aprile è possibile effettuare gli acquisti mentre dal 6 i rivenditori sono obbligati a procedere alla richiesta di registrazione al call center di poste italiane la cui procedura è inserita nel post sopra linkato.
Dal 15 aprile quidni partono gli acquisti di ciclomotori,  cucine,  elettrodomestici, abbonamenti a internet veloce,   motori  marini  case ecologiche e  prodotti industriali in vigore dal sei aprile è stato emanato un provvedimento che permette che indica le modalità con cui procedere alla richiesta. Prioritariamente i rivenditori si dovranno effettuare la registrazione tramite call center gestito da Poste Italiane,  al  n. 800.556.670. (numero verde).  

Per gli operatori delle telecomunicazioni e non anche i rivenditori dovranno anche registrarsi tramite e-mail contributi.bandalarga@postecert.it

La disponibilità dle fondo sarà così conosciuta dal rivenditore quasi in tempo reale.

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1 commento

  1. Non ci posso credere una riforma economica che non tiene conto della liberalizzazione delle licenze commerciali, Tremonti mi hai deluso.

Per domande su casi specifici o personali, CLICCA QUI
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