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Indicazione Immobili nel modello ISEE: domande, chiarimenti e compilazione

documentazione e proceduraSi moltiplicano le domande rispetto all’indicazione dei fabbricati, case o immobili o quote di queste nel modello ISEE o nella DSU per cui penso valga la pena fare un passaggio.

Il Quadro da compilare è il quadro FC3 che contiene i dati relativi al patrimonio immobiliare posseduto in Italia e all’estero dal soggetto a cui è intestato il Foglio componente. Va indicato il valore dei singoli cespiti posseduti dal soggetto alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva, e ciò indipendentemente dal periodo di possesso del bene. Ne consegue, pertanto, che:  non dovranno essere considerati i beni posseduti solo successivamente; dovranno comunque essere considerati i beni posseduti al 31 dicembre, anche se non più posseduti alla data della dichiarazione.

Già da questa prima spiegazione emergono due concetti su cui vi è qualche dubbio:

Alcuni infatti dal primo gennaio alla data di presentazione dell’immobile lo hanno venduto o ne hanno acquistato uno o più di uno e non capiscono perchè non devono indicare la situazione alla data di presentazione come avviene per esempio nel caso dei redditi percepiti. Non lo so nemmeno io ma è giusto indicarvi che dovrete indicare le unità locali possedute al 31 dicembre dell’anno precedente.

L’immobile va indicato indipendentemente dal periodo di possesso nel senso che se lo avete alienato il 30 dicembre, per fare un esempio, non cambia nulla. Vale la fotografia al 31 dicembre.

Nel patrimonio immobiliare sono compresi i diritti reali di godimento posseduti su beni immobili (usufrutto, uso, abitazione, servitù, superficie, enfiteusi); è invece esclusa la cd. “nuda proprietà”.
Se al 31 dicembre non dovesse sussistere un patrimonio immobiliare posseduto dal soggetto, il quadro FC3 non deve essere compilato.

Il quadro FC3 è costituito da una tabella, le cui righe identificano i singoli cespiti che costituiscono il patrimonio immobiliare posseduto dal soggetto a cui è intestato il Foglio componente.
Nella prima colonna, andrà indicato il tipo di patrimonio di cui si tratta (se fabbricato, si dovrà scrivere F, se terreno edificabile TE, se terreno agricolo TA).

QUADRO FC3 PATRIMONIO IMMOBILIARE

Nella colonna “Tipo di patrimonio” indicare: F=fabbricati; TE=terreni edificabili; TA=terreni agricoli. 
Nella Colonna “Casa di abitazione”, barrare in corrispondenza dell’immobile dichiarato come casa di abitazione nel Quadro B

Nella seconda colonna andrà indicato il Comune o lo Stato estero in cui è situato il bene immobile.
Nella terza colonna si dovrà scrivere, in percentuale, la quota posseduta dal soggetto titolare (se l’immobile è tutto in suo possesso, si dovrà scrivere 100%; se lo è solo la metà, si dovrà scrivere 50%, e via di seguito).

Nella quarta colonna si dovrà indicare il valore dell’immobile:
a)  come definito ai fini dell’IMU (Imposta municipale unica) se situato in Italia;
b)  come definito ai fini IVIE (imposta sul valore degli immobili situati all’estero) se situato all’estero.
Tale valore va dichiarato anche quando l’immobile è esente ai fini della stessa IMU.

Nota bene: se il titolare possiede solo una quota dell’immobile (sarà stato indicato nella terza colonna della tabella), il dichiarante dovrà indicare solo la parte di spettanza del valore ai fini IMU/ IVIE (indicherà tutto il valore ai fini IMU/ IVIE se l’immobile è tutto in possesso del titolare; indicherà la metà del valore IMU/ IVIE se l’immobile è per il 50% in suo possesso, ecc.).

Nella quinta colonna occorrerà indicare per ciascun immobile il capitale residuo del mutuo al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU, contratto per l’acquisto o la costruzione del bene, che resta da pagare per il bene medesimo; questo valore, infatti, sarà detratto in sede di calcolo dal valore ai fini IMU / IVIE (indicare, anche in questo caso, tutto il valore del capitale residuo del mutuo se il bene è tutto in possesso del titolare; metà valore del capitale residuo del mutuo se il bene è solo per il 50% in suo possesso, ecc.).

Nel caso in cui il mutuo si riferisca sia alla casa di abitazione sia alla relativa pertinenza, ma non sia stabilito l’ammontare dei due importi, bisogna ripartire l’importo del mutuo in proporzione alle rendite catastali rispettivamente della casa di abitazione e della relativa pertinenza.

Nell’ultima colonna va contrassegnato con una X il solo bene immobile che è stato indicato nel Quadro B come casa di abitazione del nucleo, sempre che sia stata indicata una abitazione di proprietà e non in locazione o altro. Se la casa di abitazione è di proprietà di più soggetti appartenenti al nucleo familiare, lo stesso immobile andrà contrassegnato su ciascun Foglio componente relativo ai proprietari.

Novità: Per la casa di proprietà la relativa franchigia si cumula alla detrazione per il mutuo residuo nel limite del valore dell’immobile.

Vi segnalo il nuovo articolo dedicato al calcolo della giacenza media dei conti per il Modello ISEE

Modello ISEE 2017 + Istruzioni – Messaggio numero 1764 del 27-04-2017_Allegato n 1 (Da scaricare gratuitamente).

Le istruzioni iniziano da pagina 23 del pd

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