HOMEPAGE / Casa, immobili, terreni / IMU e TASI 2018 dopo la separazione tra coniugi: chi paga

IMU e TASI 2018 dopo la separazione tra coniugi: chi paga

imu e tasi per i coniugiVediamo chi deve pagare IMU e TASI nel caso di separazione tra marito e moglie in quanto può non essere agevole comprendere quale diritto ha il coniuge divorziato nominato assegnatario della casa, appartamento o immobile che sia e quali obblighi gravino ancora sul proprietario spossessato dell’immobile.
Nella maggior parte dei casi la stragrande maggioranza dei divorzi o degli accordi di separazione prevede che la moglie abiti con i figli, o senza, nella casa dell’ex marito.

Premessa

Il presupposto impositivo della TASI è leggermente diverso da quello che era la vecchia ICI  o IMU perchè grava in alcuni casi sul possessore dell’immobile altri sull’utilizzatore. La TASi rappresenta la tassa che va a remunerare i cosiddetti servizi indivisibili del comune (strade, illuminazione, suola, ordine pubblico, etc..).

L’utilizzatore è colui che detiene la casa a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa il diritto di abitazione che come vedremo dopo è dterminante per stabilire chi deve pagare IMU e TASI.

Disciplina per i coniugi sposati

Nel caso di coniugi l’agevolazione prevista per l’abitazione principale spetta per singolo nucleo familiare e per l’abitazione nel quale dimora abitualmente e dove è stata fissata anche la residenza anagrafica.

Nel caso in cui la residenza sia stata fissata in case diverse situate però nello stesso comune l’esenzione prevista per  l’abitazione principale spetterà solo per un immobile. Sull’altro si pagherà come se fosse una seconda casa (di cui nel seguito vi segnalo l’articolo relativo anche a questa fattispecie).

L’agevolazione prevista scatta solo su un immobile, indipendentemente dal fatto che i due coniugi abbiano la residenza in immobili diversi e questo in base all’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201 del 2011.

Tuttavia la circolare n. 3 del 2012 del Dipartimento delle Finanze offre un importante chiarimento nel caso di coniugi con residenza in due comuni diversi che apre alla possibilità di sfruttare l’agevolazione prevista per l’abitazione principale a entrambi. L’agevolazione spetterebbe infatti nella misura del 50% per ciascuna abitazione.

Il presupposto impositivo dell’IMU invece  è il possesso di immobili ad eccezione come sapete delle abitazioni principali su cui è ancora confermato che non si versa il tributo ma non sempre è così.

La casa assegnata al coniuge equivale ad abitazione principale

Ai fini di IMU e TASI la casa assegnata a seguito di una sentenza di separazione coniugale è come se attribuisse alla casa la qualificazione di abitazione principale. Lo stesso dicasi nel caso di sciolglimento scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Conseguentemente la casa coniugale assegnata alla moglie o al marito dal giudice con diritto di abitazine sarà assimilata all’abitazione principale conseguentemente beneficierà dell’esonero dal versamento dell’IMU introdotto dalla Legge di Stabilità 2016.

Potete contiuare la lettura anche di articoli correlati come quelli dedicato all’esonero, riduzioni e agevolazioni per l’IMU e la TASI. Spero al solito di esservi stato utile

Cosa si intende per abitazione principale e prima casa

La definizione di abitazione principale non è la stessa di prima casa infatti dovrete considerare l’abitazione principale come l’unità locale dove il possessore e i suoi familiari dimorano abitualmente ed hanno li anche la residenza anagrafica (per intenderci quella che verificano i vigili prima di concedervela).

Sarebbe auspicabile a tal fine richiedere anche una verifica se pensate di non essere sicuri di averla in quello stabile posto (perchè magari nel frattempo avevate cambiato casa più volte oppure nei vari passaggi vi siete dimenticati di effettuare il cambio oppure non si è mai perfezionato o non è stato registrato, ecc).

Più spesso di quello che potrebbe sembrare mi arrivano quesiti relativi a case limitrofe oppure su due piani adibite naturalmente alla stessa abitazione che tuttavia non fanno fede e non sono considerate dal fisco come unica abitazione per cui eccetto il caso in cui siano accatastate insieme per una dovrete considerare una aliquota mentre per l’altra dovrete coniderarla come seconda casa.

Per cui dovrete essere in grado di verificare non solo la residenza anagrafica ma anche la dimora abituale (ci si aiuta per esmepio con bollette e consumi di luce e gas che dimostrano che siete in casa).

Ripartizione della detrazione tra coniugi

Vi riporto anche un esempio che può aiutarvi nella definizione delle detrazioni tra coniugi per capire anche come si calcolano in pratica:

Domanda:
In caso di proprietari di un immobile, per quote diverse, la detrazione TASI eventualmente deliberata dal Comune deve essere ripartita in parti uguali tra i proprietari che utilizzano l’immobile come abitazione principale?

Risposta:
Si. La detrazione TASI, eventualmente deliberata dal comune, deve essere ripartita in parti uguali tra i comproprietari, nel caso in cui questi utilizzano l’immobile come abitazione principale.

Si prenda, ad esempio, un immobile il cui valore ai fini TASI è di €84.000 (rendita catastale base = 500, rivaluta del 5% = 525 x coefficiente 160 = 84.000 IMPONIBILE TASI) di cui sono comproprietari A e B.

A è proprietario del 30% e B è proprietario del 70%.

Il Comune ha deliberato per l’abitazione principale l’aliquota TASI del 2,8 per mille e una detrazione di €200

Nel caso in cui A e B hanno entrambi adibito ad abitazione principale l’immobile:
A calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 30% = 25.200 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (70,56 – 100).
A non paga, quindi, la TASI essendo la detrazione superiore all’imposta;
B calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (58.800 : 1.000 x 2,8 = 164,64) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (164,64 – 100).
B paga la TASI per €64,64.

Casa Assegnata all’ex moglie e al figlio

Nel caso di casa assegnata all’ex moglie che ha avuto il diritto di abitazione per via del fatto che è risultata affidataria dei figli sia ai fini IMU sia TASI la Legge di Stabilità 2016 ha previsto che l’ex casa coniugale gode dell’esenzione IMU in quanto considerata abitazione principale e lo stesso vale ai fini della TASI. In tal senso le esenzioni previste per il versamento dell’IMU e della TASI si applicheranno in capo al coniuge assegnatario.

Potete comunque leggere la guida completa al calcolo dell’IMU (gratuita)

Calcolo IMU 2017 Imposta Municipale Unica

TASI sulla Seconda Casa: Quando e Come si paga

Valuta l'articolo
[Totale: 6 Media: 2.8]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.