La nuova manovra economica introduce la nuova imposta uica municipale IMU che introduce una imposta cedolare secca sui canoni di affitto degli immobili nella misura del 20% al fine di operare una semplificazione della disciplina fiscale gravante sul settore immobiliare.
Il fine sarebbe quello di ridurre gli adempimenti amministrativi a carico degli operatori del settore con l’introduzione di una imposta cedolare secca ma anche dei contribuenti che si trovano a dover confrontarsi spesso con tributi tase ed imposte di cui spesso non se ne conosce neanche l’esistenza.
Con la nuova imposta municipale unica IMU si cerca di operare una semplificazione fiscale riunendo ed accorpando una serie di tributi che gravano sugli acquisti, le locazioni, gli affitti ed i trasferimenti di diritti reali di godimento sugli immobili.
I tributi che scompariranno con la nuova IMU
Le imposte che confluiranno nella nuova IMU sono in primi le imposte di registro di cui questo blog si è spesso pronunciato (agevolazioni fiscali prima casa sulle imposte di registro e l’Iva), le imposte ipotecarie e catastali, l’imposta comunale sugli immobili ICI, la Tosap, la Cosap, l’IPT, l’imposta comunale sulle pubblcità e le insegne, la Tarsu o la Tia sui rifiuti, e altre minori che ruotano intorno ai contribuenti che si trovano a godere della proprietà o di altro diritto reale di godimento, possesso, uso usufrutto o abitazione su case, immobili, appartamenti, fabbricati e simili.
In totale le imposte e le tasse comunali dovrebbero essere circa 26 tributi.
Come si calcola
Partiamo con il dire che l’imposta municipale unica ha carattere volontario e quindi l’adesione all’adozione del trobuto sarà attribuita alla volontà del singolo locatore o proprietario del diritto di disporre dell’appartamento. Ritengo che nel provvedimento attuativo che ci dovremo aspettare vi sia un modulo di adesione alla tassazione unica e sostitutiva.
Quanto costa l’imposta municipale immobiliare unica con la cedolare secca
L’imposta non peserà più il 25% come nelle anticipazioni della manovra ma scende al 20% calcolato in riferimento ai proventi derivanti dai canoni di affitto. Questo vuol dire che per un canone annuo per una media abitazione pari a 1.000 euro di canone annuo, l’imposta da versare, al netto di eventuali spese che ora immaginiamo a zero, sara pari a 2.400 euro.
Immaginate il sorriso di chi ha scaglio di reddito superiore ai 18 mila euro annui i quali in caso di ulteriore immobile da concedere in locazione realizzerà anche un risparmio del 20% di imposta per gli scaglioni più alti di reddito.
Le critiche ed il dibattito
Alcuni pensanzo che dietro l’accorpamento vi sia un disegno da parte del governo di rimescolare le imposte, accorparle e proporre una IMU in realtà più alta rispetto alla somma dei singoli tributi.
Possiamo rispondere che prima della analisi di un provvedimento che ne disciplini l’aliquota e le modalità di calcolo e di applicazione non siamo in grado di dirvi se ciò converrà o meno e quali saranno le categorie più o momeno incise dal nuovo tributo. L’applicazione del nuovo tributo sugli immobili non potrà essere introdotta se non da i singoli Comuni i quali dovranno prma passare per un referendum che esprima la volontà popolare.
Sfrotunatamente i comuni avranno la possibilità di aumentare le addizionali comunali e forse questo sarà lo strumento che potrà permettere un ridimensionamento del risparmio fiscale.
Lo sforzo di razionalizzazione e di semplificazione degli adempimenti amministrativi e fiscali della nuova manovra economica, indirizzata altresì al contenimento dei costi è notevole e riteniamo che il governo sia ponendo in essere misure struturali di rilievo, ma che non devono andare a danno delle classi svantaggiate.
Difficile immaginarsi come conciliare tutti gli istituti legati ai singoli tributi alle diverse forme di agevolazioni fiscali che abbiamo visto come le agevolazioni sulla prima casa o quelle sul calcolo dell’ICI
L’importante e che si salvaguardi il principio di proporzionalità del tributo al pari per intenderci dell’applicazione dell’impostra per scaglioni, cosa che con una cedolare secca non può essere asslutamente rispettato se non con l’introduzione di altri meccanismi.
Conclusioni
La IMU rappresenta un disegno di legge che potrebbe creare effetti distorsivi nello stesso settore immobiliare. L’alternativa del ministro tremonti è quella di introdurre una imposta cedolare secca sugli affitti che, per quanto dispari per via della mancanza di proprorzionalità dell’imposta, porterebbe ad un trattamento fiscale unitario almeno solo nel settore delle locazioni immobiliari che da sempre è statao tearo di evasione fsicale per via dell’eccessivo carico tributario.

[...] Vi segnaliamo anche la guida fiscale alla nuova cedolare secca sugli affitti immobiliari [...]