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Esempio Calcolo imposta di registro sugli affitti di casa: domande dei lettori

esempio calcolo imposta di registroIl calcolo dell’imposta di registro sugli affitti di una casa con contratto per uso abitazione non è sempre semplice e può generare alcune domande sulla corretta determinazione della tassa da versare a cui cerco di fornire un chiarimento semplice.

Esempio di calcolo dell’imposta di registro

Facciamo un esempio per chiarire meglio come si fa a calcolare l’imposta di registro sulle locazioni prendendo come riferimento un contratto avente ad oggetto di una casa di civile abitazione identificata nella categoria catastale A (escluso A10) della durata classica quattro + quattro di opzione per il rinnovo del valore 50.000 euro annui.

Ogni anno il nostro debito per imposta da imposta di registro sarà pari al 2% di 50.000 ossia 1.000 euro annue da versare con modello f23 indicando il codice tributo preso nell’articolo dedicato alle imposte di registro sui contratti di affitto delle abitazioni.

Agevolazione fiscale per pagamento imposta di registro sugli affitti in un’unica soluzione

Il legislatore fiscale ha pensato anche all’introduzione della possibilità del pagamento dell’imposta di registro in un’unica soluzione per quei contratti di affitto o contratti di locazione di durata pluriennale come per esempio il 4+4. Le modalità di calcolo dell’imposta di registro viste prima non cambiano ma dobbiamo apportare dei correttivi che vedremo in seguito sotto forma di agevolazione fiscale.

Prima di tutto come base imponibile dovrete prendere l’intero somma riconosciuta per l’intera durata del contratto a cui applicherete sulla percentuale una detrazione pari alla metà del tasso di interesse legale annuo moltiplicato per il numero di annualità (tasso di interesse legale 2011) . Come vedete quindi vi è una certa convenienza ad applicare questo metodo.

Inoltre sempre per coloro che versano subito tutta l’imposta di registro dovuta sui contratti di locazione non dovranno applicarsi gli adeguamenti Istat all’indice dei prezzi, cosa che ome avete visto deve avvenire nell’ambito del calcolo dell’imposta di registro con pagamento annuale. Sono certo che così non dovrete faticare troppo con la determinazione annua del modello F23 da versare e da compilare e da presentare in banca.

Riprendendo l’esempio di prima ed immaginando un tasso di interesse 2011 dell’1% avremo che la metà è lo 0,5% moltiplicato per quattro anni arriva al 2% pertanto l’imposta di registro sarà pari a 1.000 euro – (1.000 x 2%) = 980 La minore imposta di registro in questo caso è apri solamente a 20 euro ma questo deriva dal fatto che i tassi di interesse sono molto bassi in questi anni per via dell’incentivo che sta dando la politica monetaria alla ripresa degli investimenti.

Opzione per la cedolare secca

Altra cosa invece è l’opzione per il regime fiscale della cedolare secca che assorbe con la sua imposta sostitutiva anche l’imposta di registro rendendo de facto nullo l’impegno in termini di tempo per la determinaizone del calcolo dell’imposta di regsitro. Pagherete infatti il 19% (poi del 10%) o il 21% a seconda della tipologia di locazione prescelta a titolo “omnicompensivo” o “sostitutivo di alcune imposte”. Per maggiori approfondimenti potete leggere la guida alla cedolare secca. Quest’ultimo istituto sempre più vantaggioso in vista dell’abbattimento della deduzione forfettarrio sui canoni di locazione ai fini irpef.

4 commenti

  1. La rata del mutuo è indipendente da quanto lei percepisce

  2. Se ho un mutuo di 735 e voglio affittare la casa a 600 euro quando pagherei di tasse e mi aumenterebbe la rata del mutuo visto che ora ho agevolazioni su prima casa? Grazie

  3. Con la cedolare secca è facile perchè la tassazione è fissa del 21% o del 19% per cui prendi l’importo e ci calcoli la base imponibile su cui calcolare appunto l’aliquota fissa. Prova con 2500/19% o 21%. Se invece non applichi la cedolare secca invece il calcolo si complica perchè devi ragionare per scaglioni di reddito irpef.

  4. voglio affittare bilocale e prendere 250euro netti, quanto devo chiedere all’affittuario?

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