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Lettere Agenzia delle Entrate per Affitto in Nero: potete sapere in anticipo se avete redditi da locazione non dichiarati nel 730

Al fine di favorire l’emersione di reddito imponibile derivante dall’affitto di immobili non dichiarati nel 730 l’agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente una comunicazioni in cui sono segnalate le difformità tra quanto dichiarato dal contribuente e quanto risulta dagli archivi a disposizione dell’anagrafe tributaria. A questa modalità è ragionevole presumere che saranno resi disponibili gli stessi dati anche in una sezione ad hoc della propria area riservata

Cosa sono le lettere di compliance: come funzionano

Le lettere di compliance hanno lo scopo di far regolarizzare la posizione fiscale del contribuente spontaneamente (o quasi) il contribuente a seguito di controlli automatizzati e in tempi rapidi. La regolarizzazione avviene attraverso il pagamento delle somme presunte come dovute con applicazione di sanzioni ridotte attraverso l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

Non siete obbligati ad accettare le risultanze che vi hanno notificato ma un contraddittorio potrebbe essere molti utile ad evitare future cartelle di pagamento con sanzioni piene del 30% oltre interessi.

Elementi e informazioni a disposizione del contribuente

Al fine di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra l’Amministrazione fiscale e il contribuente, stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti, con le modalità previste dal presente provvedimento, informazioni riguardanti possibili anomalie relative alle seguenti tipologie di redditi:

  1. redditi dei fabbricati di cui agli artt. 25 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), derivanti dalla locazione non finanziaria di fabbricati imponibili a tassazione ordinaria, ovvero per opzione, al regime di tassazione previsto dall’art. 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Cedolare secca sugli affitti), alternativo al regime ordinario;
  2. redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli artt. 49 e seguenti del TUIR;
  3. assegni periodici di cui agli artt. 50 e seguenti del TUIR;
  4. redditi di partecipazione ex artt. 5 e 6 del TUIR, nonché quelli derivanti da partecipazione in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria, di cui all’art. 116 del TUIR;
  5. redditi diversi, ex art. 67 del TUIR;
  6. redditi di lavoro autonomo abituale e professionale, di cui all’art. 53, c. 1, del TUIR imponibili a tassazione ordinaria ovvero ai regimi di tassazione previsti dall’art. 27, commi 1 e 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 e dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  7. redditi di lavoro autonomo abituale e non professionale, di cui all’art. 53, c. 2, del TUIR;
  8. redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’Ires e proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza ex art. 44, c.1, lett. e) e lett. f) del TUIR e redditi di capitale corrisposti a soggetti residenti assoggettati alla ritenuta a titolo di acconto di cui all’art. 26, c. 5, decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600;

Al contribuente sono rese disponibili le informazioni, il cui dettaglio è riportato al successivo punto 1.2 “Dati per le Comunicazioni“, per una valutazione anche in ordine alla correttezza dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate; ciò consente al contribuente di poter fornire elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti in grado di giustificare le presunte anomalie.

Dati contenuti nelle comunicazioni

I dati per le comunicazioni sono i seguenti:

a) identificativo della comunicazione

b) dati presenti in Anagrafe tributaria riferibili: ai contratti di locazione registrati, ai redditi corrisposti per le diverse categorie reddituali, ai dati delle operazioni rilevanti ai fini IVA comunicati ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78

c) estremi del modello di dichiarazione presentato, nel quale non risultano dichiarati in tutto o in parte i redditi percepiti

d) importo del reddito parzialmente o totalmente omesso.

Come fare con i redditi derivanti dagli affitti non dichiarati

Lettera di compliance tributaria

La lettera di compliance che niente altro sono che comunicazioni da parte del fisco saranno recapitate all’indirizzo di posta elettronica certificata PEC disponibile del contribuente o mediante posta prioritaria se tratta di contribuente persona fisica. Vi ricordo che per verificare se siete provvisti e se il vostro indirizzo PEC risulta corretto ed attivo potete consultare l’elenco Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INIPEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Nei casi di indirizzo PEC non attivo o non registrato nel pubblico elenco denominato Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’invio è effettuato per posta ordinaria.

Cosa fare se non vi ritrovate con le informazioni presenti nella comunicazione

Dal momento che vi possono anche essere casi particolari in cui i dati presenti in anagrafe tributaria non risultano gli stessi in vostro possesso è prevista anche la possibilità di richiedere informazioni o segnalare all’Agenzia delle entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.

Il contribuente, anche mediante gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, può richiedere informazioni ovvero segnalare all’Agenzia delle entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti, avvalendosi dell’assistenza dei CAM e degli Uffici delle Direzioni Provinciali dell’Agenzia, con le modalità indicate nella comunicazione. E’ possibile altresì trasmettere documentazione tramite il Canale di assistenza CIVIS.

Il canale CIVIS è un canale che è situato all’interno della vostra area riservata del sito agenzia delle entrate per i soggetti che si sono identificati mediante fiscoonline. E’ una nuova modalità che sempre più spesso viene proposta quando si va allo sportello. Rispondono in tempi piuttosto rapidi ma l’errore di incomprensione è alto quando si tratta di queste materie per cui avere dialogare di persona a mio avviso sarebbe preferibile.

Ancora non è stato identificato dove sarà possibile visionare questi dati elettronicamente tuttavia c’è da aspettarsi che attraverso un consenso scritto saranno inseriti all’interno dell’area riservata dove si auspica anche sia messo a disposizione un tool dove calcolarsi anche l ravvedimento operoso in autonomia.

Come fare se avete redditi in nero

Nel caso in cui riconoscete di aver omesso i proventi redditi nella vostra dichiarazione annuale di questa natura potete procedere attraverso il ravvedimento operoso che riduce in modo significativo la potenziale sanzione che vi potrebbero applicare in misura piena.

I contribuenti che hanno avuto conoscenza degli elementi e delle informazioni rese disponibili dall’Agenzia delle entrate possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi mediante il ravvedimento operoso, disciplinato dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, presentando una dichiarazione integrativa ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni per infedele dichiarazione in misura ridotta in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse, così come previsto dal citato decreto legislativo.

L’agenzia delle entrate chiarisce che il ravvedimento può essere calcolato anche nel caso in cui le violazioni siano già state constatate mediante accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la formale notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento e il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità di cui agli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e degli esiti del controllo formale di cui all’articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

Come mettere in regola un contratto di affitto in nero

Riprendendo i contenuti di questo articolo potreste quindi essere sia nella condizioni di essere gia stati accertati da parte del fisco sia nella condizioni di esservi convinti ed aver convinto anche la controparte a dichiarare il contratto di affitto. Inutile dirvi che dovreste farlo dalla data di entrata in possesso originaria con contestuale ricalcolo delle tasse o imposte non versate precedentemente. Qualora voleste procedere su questa strada che, caldamente vi consiglio per dormire sogni sereni, allora potete leggere l’articolo che trovate qui sotto che è una guida sintetica gratuita che vi spiega come mettersi in regola con l’affitto non dichiarato.

Mettere in regola contratto di affitto in nero: come fare

Articoli di approfondimento gratuiti

Accertamento fiscale affitto in nero non registrato: domanda e chiarimenti

Nei seguenti articolo trovate la tabella con il calcolo delle sanzioni previste in caso di ravvedimento per infedele dichiarazione.

Ritardi o errori in Unico: il nuovo Ravvedimento, la compilazione, i codici tributo per abbattere le sanzioni

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