Differenze fra Agente immobiliare e Procacciatore d’affari
Una delle differenze sostanziali che differenziano gli agenti immobiliari dai procacciatori di affari è che i primi pongono in essere un’attività che rientra nel novero delle attività soggette ad iva in quanto soddisfano il requisito di abitualità previsto dal fisco ai fini dell’applicazione del tributo; questi infatti prendono accordi con l’agenzia e si dotano di quel minino di organizzazione che li rende determinati al raggiungimento dell’obiettivo della vendita. Inoltre questi dovranno essere iscritti presso un apposito albo tenuto presso la Camera di Commercio. I procacciatori di affari invece non sono obbligati né all’apertura di partita iva né all’iscrizione presso un apposito albo; giuridicamente non sono tutelati da alcuna norma e per loro non è previsto alcun adempimento in quanto non sono soggetti tipicizzati all’interno dell’ordinamento tributario se non al pari di un professionista che rende una prestazione di lavoro autonomo.
Questo seda una parte è potrebbe essere vantaggioso al fine della regolamentazione a cui sono sottoposti dal punto di vista fiscale non godranno, pur svolgendo un’attività del tutto similare a quella degli agenti immobiliari, dello stesso trattamento fiscale (migliore in virtù delle maggiori aliquote di deducibilità dei costi e detrazione Iva).


Sono un procacciatore d’affari ramo immobiliare con regolare lettera d’incarico da parte dell’agenzia e iscrizione alla camera di commercio.
Vorrei sapere se ho l’obbligo di iscrizione all’Enasarco.
Grazie della collaborazione
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LikeBuongiorno Raffaele, l’agente di commercio si differenzia dal procaciatore d’affari in qaunto il primo soddisfa il requisito della stabilità e della continuità della propria attività professionale e pertanto sarà obbligato ad iscriversi all’Enasarco versando i contributi previdenziali. al contrario invece non sono obbligati gli agenti immobiliari, i mediatori immobiliari ed i procacciatori d’affari in qaunto sono occasioanali in quanto non hanno un contratto od u rapporto di lavoro che li spinge a concludere contratti per un periodo di termine (anche senza scadenza). Non hanno alcun obbligo e pertanto la loro attività non è stabile. Inoltre ricordiamo che l’iscrizione dell’agente avviene per il tramite dell’agenzia l’agenzia immobiliare che nella fattispecie oggetto della domanda non potrà rocedere pertanto con l’iscrizion.
Vi ricordiamo inoltre che non essendo iscritti presso la camera di commercio in qualità di agenti di commercio gli agenti immobiliari, i mediatori immobiliari ed i procacciatori d’affari non saranno soggetti alla normativa antiriciclaggio.
Sperando di aver fatto cosa gradita le porgiamo cordiali saluti.
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Likesalve sono un procacciatore di affari immobiliari iscritto alla camera di commercio con p.iva e fino a qualche tempo fa percepivo provviggioni con tanto di fattura, poi non mi hanno piu pagato e ora intraprenderò un’azione legale per avere quello che mi spetta. vorrei sapere gentilmente se potrò prendere le provviggioni o soltanto la segnalazione sulle trattative di mediazione immobiliare delle aree che ho chiuso e se devo anche pagare l’ inps che da due anni mi manda ingiunzioni di pagamento dei contributi avendo dichiarato in soli due anni meno di 10.000 euro.
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LikeBuonasera Luigi,
nel suo caso mi psembra di capire che in due anni o più o meno di due, non ha percepito compensi dal suo datore di lavoro. L’inps a seconda della categoria reddituale nella quale si colloca richiede il versamento di contributi previdenziali direttamente correlati all’ammontare dei compensi percepiti nel corso del periodo di imposta precedente. A seconda delle categoria saranno o non saranno previsti dei minimi. Le premetto che ad oggi non sono in gradi dirle se per la sua fattispecie l’INPS preveda dei minimi contributivi indipendentemente dal percepimento di compensi, ma le posso dire per esempio che nel caso di soggetti rpofessionisti con partita iva iscritti alla gestione separata dell’INPS non sno previsti versamenti di contributi previdenziali minimi e pertanto non mi sembra il suo caso. Solo che l’INPS forse le invierà in automatico il pagamento sulla base di dati presuntivi di redditi basati sul secondo anno antecedente a quello di versamento. Ritengo che sia auspicabile un chiarimento con l’INPS e qualora trovasse difficoltà possimo apporfondire melgio la problematica.
saluti,
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LikeBuongiorno,
mi si offre la possibilità di diventare procacciatore di affari senza partita Iva.
Avrei una domanda da porre;
Cosa significa attivita occasionale o continuativa, io penso di collaborare tutto l’anno ma purtroppo di non superare l’importo di 5000€ che mi sembra sia la soglia dopo la quale sia necessario aprire una partita IVA., ed inoltre senza superare quella soglia devo inserire lo stesso i quadagni nella dichiarazione dei redditi?
grazie della disponibilitÃ
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Likela soglia di 5.000 euro ha una valenza ESCLUSIVAMENTE di tipo previdenziale e non ai fini iva. Pertanto supponiamo che fa una prestazine occaisonale di 6 giorni per lo stesso soggetto e percepisce 8000 euro, non dovrà aprire la partita iva ma dovrà versare i contributi alla gestione separata inps se non sbaglio solo sull’eccedenza.
Per attività continuativa deve intendersi un insieme di fatti economici tra loro coordinati per il raggiungumento di un obiettivo o uno scopo. per attività occaisonale invece deve intendersi quando questa è sporadica e aputno occaisonale. Per lavoro occasionale si intendono i rapporti di durata cmplessiva superiore a trenta giorni (ANCHE NON CONSECUTIVI) nel corso dello stesso periodo di imposta con lo stesso committente salvo che il compenso complessivamete percepito nel medesimo anno solare sia superiore ai 5 mila euro. Pertanto se la sua attività la tiene impiegata per più di trenta giorni sarà obbligata a farlo.
Certo è che se percepisce meno di 5.000 euro, provare che lei abbia lavorato per più di 30 giorni è difficile e poco conveniente per l’agenzia delle entrate
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LikeBuongiorno,
ho stipulato un contratto come procacciatore di affari per una
azienda farmaceutica di circa 4 mesi,con carattere di OCCASIONALITA’ e NON ESCLUSIVITA’(citate testualmente). Essendo agli inizi non vorrei sostenere i costi di una partita IVA ma
l’azienda mi fa pressione a riguardo della sua apertura. Vorrei sapere se posso sottrarmi a questo vincolo fino al guadagno dei 5000 euro? Grazie per l’attenzione
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LikeIl limite die 5.000 euro come inserito anche nei precedenti post, è un limite che opera esclusivamente ai fini dei contiruti previdenziali da versare, ossia al superamente dle limite deve iscriversi ad un gestione previdenziale e versare i contributi.
Nel suo caso, un lavoro svolto giornalmente e quindi continuativamente per 4 mesi, seppur perpcependo un compenso da 4.000 euro non la esime dall’aprire la partita iva in quanto la sua attività non è più occasionale e sporadica ma diventa conituativa ed abituale.
Consideri che il costo di apertura di partita iva è minimo.
Se poi la società non la fa pressioni può valutare ma consideri che la su afftispecie rientra nell’ambito di applicazione della norma e come tale è soggetto ad Iva.
Se poi questo è il suo primo lavoro o dovesse siglare accordi con una durata inferiore ai 30 giorni o dato il carattere di non esclusività non redarli proprio allora il carattere della continuità verrebbe a cadere e con esso l’abitualità .
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LikeQuindi se ho ben capito sono soggetto ad apertura di partita iva
tranne nel caso che sia comprovata la NON ESCLUSIVITA’ e/o la NON CONTINUITA’ del rapporto; quest’ultima condizione sarebbe raggiunta se, ad epempio, nel contratto non fossero citati vincoli di orario e/o modalità di svolgimento dell’attività che potrebbero limitare la mia autonomia. Aggiungo che nel mio contratto non ho alcun benefit tantomeno retribuzione ”fissa”, ossia se vendo zero prodotti guadagno zero euro !!….Sbaglio se penso di potermi definire occasionale e sottrarmi alle pressioni dell’azienda per l’apertura dell’iva ?? ..Grazie della disponibilitÃ
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LikeNon esclusività non vuole assolutamente dire non continuità , sono due concetto bel slegati.
Nel suo caso non mi sembra di vedere alcun elemento di subordinazione tra le parti: non è prevista una retribuzione, non è previsto un vincolo di esclusività , possimao sostenere che se lei trovaun cliente lo porta e su questo percepirà una provvigione per l’intermediazione.
Ha ampi margini allora di non apertura in quanto chi trova occaisonalmente un cliente non vuol dire che debba aprire la aprtita iva.
L’azienda spinge a fargliela aprire più per cultira aziendale che per altro in quanto il suo unico risamrio di imposta in questo caso è solo ai fini Irap in quanto il costo sostenute per le prestazioni occasionali non è riconosciuto fiscalmente deducibile ai fini irap….ma stiamo aprlando del 4, 25%, quinid poca robba che può essere risolta con un abbasaamneto del suo onorario di intermidazione.
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