HOMEPAGE / Accertamenti e cartelle di pagamento / Novità Contenzioso Tributario: Cosa Cambia e come funziona la presentazione del Ricorso contro le Cartelle

Novità Contenzioso Tributario: Cosa Cambia e come funziona la presentazione del Ricorso contro le Cartelle

In questo articolo trovate le ultime novità in materia di contenzioso tributario contro l’agenzia delle entrate che sono intervenute negli ultimi anni sotto forma di guida sintetica e che può esservi utili per avere sempre degli aggiornamenti. In questa pagina pubblicherà le novità che interesseranno i ricorsi tributari in modo da avere un unico articolo da aggiornare e a cui potete sempre fare riferimento.

Ci siamo già occupati dei casi in cui l’analisi dell’accertamento o della cartella può indurci a decidere di presentare ricorso avverso una cartella o una avviso di accertamento sintetico o automatico o anche a seguito di verifica ispettivo o accesso presso il proprio studio o, ufficio o sede.

Per questo ho scritto un articolo dedicato proprio  cosa fare quando ci notificano un accertamento che spiega passo passo le prime analisi preliminare da fare anche autonomamente (meglio se assistiti da un consulente professionista)

Cartella di pagamento 2019 2020: pagare o presentare ricorso? 5 motivi per impugnarla

Mi raccomando sempre l’analisi preliminare della cartella insieme ad un professionista che possa far emergere fin da subito eventuali liti temerarie da parte del fisco che spesso (troppo spesso) sfociano in notifiche tardive o Caselette ampiamente prescritte da tempo. L’analisi potrà far emergere vizi formali, sostanziali o anche solo procedurali nel processo di formazione dell’atto emesso dall’agenzia delle entrate che potranno essere causa di impugnazione nelle sedi opportune.

Certo se stiamo parlando di cartelle di pagamento da 100 euro il consiglio spassionato che vi do è di andare da un vostro amico dottore commercialista o legale o ad un CAF. Andare in contenzioso o anche solo andare all’agenzia della riscossione ha un costo comunque e sempre finanziario e di tempo. Non mi rivolgo naturalmente a quelli che a tutti i costi per il gusto di avere ragione si recano anche tre volte in agenzia delle entrate per contestare una cartella da 10o euro. In altri termini deve essere fatta una valutazione costi/benefici.

Quando presentare il ricorso tributario

Nella maggior parte dei casi deve essere una pretesa infondata o illegittima da parte del fisco ma ci sono anche alcuni furbetti che si appigliano a vizi formali dell’atto per impugnarlo facendo valere comunque le proprie ragioni. Se pensate che dalle ultime statistiche 2019 il 50%  delle pretese del fisco vengono ridimensionate o annullate capite che è doveroso senza dubbio fare un’analisi dell’atto. (comunicato_0120_2019)

Se il contribuente ritiene illegittimo o infondato un atto emesso nei suoi confronti (per esempio, un avviso di liquidazione o di accertamento, una cartella di pagamento), può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l’annullamento totale o parziale.

Valore della lite: definizione

Assistenza obbligatoria per cartelle di valore superiori a 3 mila euro. Per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato. Se la controversia riguarda solo l’irrogazione di sanzioni, il valore è costituito dalla somma delle stesse.

Qualora la cartella di pagamento abbia un valore superiore a 3 mila euro per la proposizione del ricorso sarà necessario farsi assistere da intermediario abilitato per cui un dottore commercialista, un avvocato o anche il CAF. Inutile dirvi il soggetto a cui consiglio di affidare il manato o chiedere una consulenza.

Quali sono le novità per la la proposizione del Ricorso in Commissione tributaria

Questo articolo è più un punto di riferimento che potete consultare periodicamente dove trovate le novità che sono inserite annualmente dal legislatore e suddivise per anni, con l’aiuto dei chiarimenti di prassi, articoli e guide dell’agenzia delle entrate.

Novità 2016

Dal 1° gennaio 2016 per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro il ricorso produce anche gli effetti del reclamo e può contenere anche una dettagliata proposta di mediazione, cioè di rideterminazione degli importi dovuti.

La mediazione essendo obbligatoria riduce i costi di mandato ad un legale per la gestione del contenzioso e riduce anche i tempi di definizione della controversia e della chiusura della lite con il fisco. Per la stima dei costi per la consulenza da parte di un avvocato o di un commercialista sappiate che non sono più in vigore i minimi tariffari per cui quanto pagare un commercialista, un legale o un CAF potrà variare da professionista a professionista. Il consiglio che vi posso dare per la negoziazione del mandato ad un legale o ad un commercialista è quello chiedere che si definiscano due fee: una in caso di perdita del contenzioso e l’altra in caso di vittoria. 

Del resto deve essere un processo che vede il professionista impegnato nel raggiungimento soddisfacente per entrambi che deve scongiurare la presentazione di eventuali ricorsi che remote possibilità di vittoria che potrebbero innescare profili di lite temeraria del contribuente (e del professionista stesso) aumentando solo esponenzialmente i costi di chiusura della pratica.

I tempi per la chiusura del contenzioso dalla notifica sono in media di 2 o 3 anni per il primo grado di giudizio per poi allungarsi qualora si decida di andare in appello e in cassazione.

Questo viene fatto in quanto il fine del legislatore è sempre quello di snellire il contenzioso perché da un lato genera costi sia per l’amministrazione (quindi per noi e la collettività), sia va a rovinare il già precario rapporto che abbiamo con il fisco, agenzia della riscossione o ex equitalia.

Devo dire che hanno ragione….

Contributo Unificato

Dal diversi anni inoltre è stato introdotto un contributo unificato che sostituisce le tanto amate marche da bollo ogni 4 facciate e che si base sul valore della lite

Nel seguito trovate una tabella riepilogativa che vi indica per ogni intervallo di valore il contributo unificato da versare oltre alla guida al calcolo gratuitamente consultabile che spero vi possa essere utile per avere qualche informazione utile in più. La tabella seguente non è esaustiva ma vi serve per indirizzarvi e avere un ordine di grandezza del costo. Tuttavia vi consiglio di consultare l’articolo gratuito che trovate sotto per un doveroso approfondimento.

VALORE DELLA CONTROVERSIA

CONTRIBUTO

UNIFICATO

fino a 2.582,28 euro 30 euro
oltre 2.582,28 e fino a 5.000 euro 60 euro
oltre 5.000 e fino a 25.000 euro (e liti di valore non determinabile) 120 euro
oltre 25.000 e fino a 75.000 euro 250 euro
oltre 75.000 e fino a 200.000 euro 500 euro
oltre 200.000 euro 1.500 euro

Il contributo unificato 2019 (Tabelle Info x calcolo)

Novità 2018

Per gli atti notificati a partire dal 1° gennaio 2018, l’ambito di applicazione del reclamo è stato ampliato alle controversie di valore non superiore a 50.000 euro (decreto legge n. 50/2017).

Tra le novità anche la possibilità di farsi assistere da un CAF nel contenzioso. I centri di assistenza fiscale sono quindi inseriti tra i difensori intermediari abilitati alla gestione della controversia con il fisco.

Il reclamo e la mediazione sono estesi a tutti gli enti impositori, agli agenti e ai concessionari privati della riscossione (soggetti iscritti nell’albo di cui all’art. 53 del decreto legislativo n. 446/1997) nonché alle controversie in materia catastale.

Sarà possibile anche richiedere la conciliazione giudiziale anche dopo il primo grado di giudizio ossia anche dopo la sentenza da parte della commissione tributaria provinciale.

Tra le altre novità di questi anni anche la modifica al regime delle spese di lite che prevedono ora a differenza del passato il risarcimento del danno per lite temeraria nei confronti della parte soccombente. Talvolta era prassi andare in contenzioso anche senza alcun motivo ma solo per cercare di far commettere qualche errore procedurale all’agenzia delle entrate o per allungare i tempo di pagamento della pretesa erariale.

Per tutte le liti tributarie che finiscono in contenzioso esistono due gradi di giudizio di merito:

  1. Si presenta prima ricorso in primo grado dinanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente (da leggere le istruzioni riportate nell’accertamento circa le modalità per presentare ricorso e la commissione competente per quello specifico atto). Si può ricorrere contro gli atti emessi dalle Agenzie delle entrate e delle Dogane e dei monopoli, da altri enti impositori (regioni, enti locali, camere di commercio, ecc.), dai soggetti iscritti all’albo per l’accertamento e la riscossione delle entrate degli enti locali e contro le cartelle di pagamento e i provvedimenti emessi dagli Agenti della riscossione
  2. Una volta emessa sentenza di primo grado si può presentare appello, dinanzi alla Commissione tributaria regionale, si può proporre impugnazione per le sentenze emesse dalle Commissioni tributarie provinciali.

Una volo emesso il dispositivo e pubblicata anche la sentenza di secondo grado è possibile ricorrere alla Corte di cassazione. Inoltre, se vi è accordo tra le parti, la sentenza della Commissione tributaria provinciale può essere impugnata direttamente con ricorso per cassazione (cosiddetto ricorso “per saltum” – art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile).

Rientrano nella giurisdizione delle Commissioni tributarie:

  1. tutte le controversie relative a tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali, le sovrimposte e le addizionali, le relative sanzioni nonché gli interessi e ogni altro accessorio
  2. le controversie di natura catastale, come quelle concernenti, ad esempio, l’intestazione, la delimitazione, l’estensione, il “classamento” dei terreni e l’attribuzione della rendita catastale, nonché le controversie inerenti all’imposta o al canone comunale sulla pubblicità e al diritto sulle pubbliche affissioni.

Restano escluse dalla giurisdizione tributaria solo le controversie riguardanti gli atti dell’esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento e, se previsto, dell’avviso che precede l’espropriazione forzata.

Come non pagare le multe

Vi segnalo poi un nuovo articolo dedicato a come identificare i motivi per impugnare le multe e cercare di evitarne il pagamento: l’impugnazione delle multe o contravvenzioni

Come presentare ricorso al Giudice di pace

é stato pubblicato il nuovo articolo dedicato a Come presentare ricorso al Giudice di pace on line sulla multa o la contravvenzione dove troverete i passi per presentare ricorso on line.

Errore del commercialista

…e se l’errore fosse stato del Commercialista cosa altro potremmo fare? leggete l’articolo dedicato a Errore del Commercialista, fiscalista o del CAF: come comportarsi

Riferimenti normativi:
D.Lgs. 18.12.1997, n. 471

Prescrizione cartella esattoriale di pagamento: entro quando l’Agenzia Entrate ha potere di notifica

Prescrizione Cartella pagamento TARI TARES TIA TARSU: Tabella Anni Accertamento

 

Valuta l'articolo
[Totale: 0 Media: 0]

About Tasse-Fisco

Tasse-Fisco
Dottore Commercialista Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Revisore Legale con la passione per il diritto Tributario e Societario e Esperto nella Consulenza Aziendale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.