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Istanza autotutela annullamento cartelle esattoriali: modulo, compilazione e sgravio

istanza di annullamento autotutelaVediamo come redigere una istanza di autotutela contro qualsiasi pretesa possa avanzare l’Agenzia delle Entrate, agente della riscossione o Equitalia nei vostri confronti e che abbia ad oggetto richieste di pagamento, pignoramenti, richieste di informazioni e simili, al fine di richiedere uno sgravio.

Non è raro che l’amministrazione finanziaria si sbagli e ci invii cartelle di pagamento o avvisi di comunicazione o più comunemente chiamati avvisi bonari che non ci risultano dovuti. Lo testimonia il rapporto che annualmente l’agenzia delle entrate o l guardia di finanza redigono sullo stato del contenzioso che mostra come oltre il 25-30% delle pretese da parte dell’ente impositore non arriva a conclusione. Ora, superata l’impasse iniziale, lo stupore e la rabbia nel sapere che dovremmo riprendere in mano documentazione anche vecchia di anni negli scaffali e pregheremo perché ci sia ancora tutto e sia leggibile, arriviamo a cosa fare per impugnare un atto e presentare un’istanza in autotutela.

Nella sostanza stiamo parlando solo di un canale di comunicazione con l’Agenzia delle Entrate o con l’agente della riscossione che ci consentirà di fornire quelle informazioni aggiuntive che talvolta l’agenzia delle entrate non ha ( o non riesce ad incrociare) per spiegare, per esempio, che un modello di versamento lo abbiamo effettivamente già versato, anche se i software non lo hanno incrociato, oppure che la dichiarazione dei redditi ,seppur compilata in un modo diverso da come se l’aspetta l’agenzia è comunque corretta; o ancora che lo sgravio ottenuto dall’agenzia delle entrate ancora non era stato recepito da Equitalia per cui la cartella non era da notificare.
Più in la vedremo che i modi per ottenere uno sgravio in autotutela sono diversi a seconda che si tratti di agenzia delle entrate o Equitalia o agente della riscossione. L’Amministrazione finanziaria in generale infatti può correggere l’atto sia che si parli di avviso bonario sia cartella di pagamento o atto di pignoramento o intimazione al pagamento.

La prima regola importante è che la competenza ad effettuare lo sgravio e a correggere l’atto è dello stesso Ufficio che ha emanato l’atto.

La seconda regola importante: Equitalia o agente della riscossione non può autonomamente sgravare l’atto se non nei casi in cui si rende conto che ha palesemente commesso un errore. Il caso più tipico è che i sistemi non hanno incrociato il modello F24 o F23 o qualche altro pagamento già versato.

Altra informazione utile che posso dare è che l’annullamento dell’atto che vi hanno notificato uno degli enti impositori, tra cui anno ero anche la Regione o anche l’INPS, può avvenire in tutte le fasi del giudizio, sia esso pendente o no. Anche se siete finiti  in contenzioso l’annullamento in autotutela può intervenire successivamente e fino a quando non è stata passata in giudicato la sentenza.

I modi per ottenere lo sgravio sono principalmente due:

  • Annullamento d’ufficio quando l’imput parte dall’ente che lo ha emesso;
  • Annullamento su richiesta del contribuente dietro presentazione dell’autotutela.

Esempi di errori commessi dall’agenzia delle entrate

Tralasciando il caso di avvisi di accertamento aventi ad oggetto verifiche o ispezioni presso il contribuente che hanno una dinamica più complessa e che sono trattate negli articoli sul contenzioso tributario, qui vediamo quelli più semplici come:

  • Mancato incrocio tra debiti e versamenti del contribuente
  • Mancato riconoscimento di crediti da utilizzare in compensazione (temono sempre che gli stiamo noi prendendo qualcosa di non dovuto, NOI);
  • Errori materiali di calcolo;
  • Errore di persona in base a codici fiscali sbagliati;
  • Associazione di un versamento ad un altra persona;
  • evidente errore logico o di calcolo;
  • errore sul presupposto dell’imposta;
  • mancata considerazione di pagamenti di imposta, regolarmente eseguiti;
  • mancanza di documentazione successivamente sanata, non oltre i termini di decadenza;
  • sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;
  • errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione (lo sottolineo perché tutto mi sembra ma tutto questo grande sforzo di capire non lo vedo).
  • Errori palesi di calcolo;
  • Doppia tassazione;
  • Frontespizio con dati anagrafici non corretti;
  • Mancato riconoscimento di deduzioni o detrazioni spettanti al contribuente.

Compilazione dell’autotutela; come si redige

L’stanza di autotutela deve essere redatta in carta semplice e deve contenere alcune importanti informazioni che consentono all’agenzia delle entrate di lavorare facilmente le pratica e che descriva i fatti. Per esperienza vi dico che quanto contiene tutte le informazioni in modo chiaro e sintetico tanto maggiore sarà la probabilità di vedere lo sgravio arrivare.

Nell’istanza pertanto state attenti ad indicare:

  • L’ufficio al quale è diretta la domanda di sgravio;
  • l’atto a cui ci si riferisce: se parliamo di cartella avrà un numero specifico indicate in tutte le pagine mentre se parliamo di avviso bonario avremmo un numero di comunicazione solo sulla prima pagina;
  • Le motivazioni che ci fanno ritenere di avere ragione e la documentazione a sostengo della nostra tesi (F24, F23, atti etc, …)
  • La richiesta diretta ossia “Si richiede che” in quanto il contribuente può anche solo chiedere lo sgravio delle sanzioni ma non anche del tributo che considera dovuto, oppure voler farsi riconoscere un versamento che seppur versato in modo parziale deve essere riconosciuto.

Il consiglio che voglio dare è di non essere troppo prolissi nell’istanza: bastano un paio di pagine al massimo per la stesura a cui eventualmente allegare tutti i documenti utili a far rintracciare la soluzione in tempi brevi all’operatore che si troverà a gestire la pratica.

Attenzione: non limitatevi a presentare l’istanza per la richiesta di annullamento in autotutela in quanto il decorso per impugnar l’atto in via giudiziale ossia in contenzioso al fine di non  renderlo esecutivo, decorrono ugualmente per cui in pratica oltre a presentare l’istanza siate pronto a presentare anche ricorso se trascorsi 40 o 50 giorni dalla notifica non si fa sentire nessuno.  Prendete quindi un appuntamento presso l’agenzia delle entrate fin da subito se ritenete di avere ragione. Gli appuntamenti proposi spesso si trovano a distanza di settimane per cui non dovrete ridurvi all’ultimo. Ricordate che avete 60 giorni per impugnare una cartella o un altro atto per presentare ricorso ed il vostro obiettivo deve essere quello di avere in mano uno sgravio firmato dall’agenzia delle entrate prima di tale data altrimenti non sarete più in tempo per presentare ricorso.

Altro consiglio e chiarimento che do è che se volete essere ancora più pratica e accorciare i tempi cercate di farvi lavorare la pratica già allo sportello portando tutta la documentazione ed una copia dell’istanza con voi in modo da cercare d ottenere lo sgravio già allo sportello. Il silenzio dopo la notifica dell’istanza all’agenzia delle entrate non è un evento così raro da quello che ho sentito in questi anni per cui attivatevi voi per primi a cercare informazioni o chiedere aggiornamenti in merito allo stato di lavorazione della sua pratica.

Altro consiglio: se trovate un dipendente dell’agenzia delle entrate che ci mette troppo tempo e vedete che i termini stanno inesorabilmente scorrendo prender anche un appuntamento termini  non sospende i termini per la presentazione del ricorso al giudice tributario. Pertanto, è necessario prestare attenzione a non far trascorrere inutilmente tali termini.

Obbligo di risposta

L’agenzia delle entrate e Equitalia non hanno il dovere di rispondere al contribuente e questo lo trovi una cosa inaudita nel 2015 quando si hanno tutti i tempi ed i modi per farlo. Non voglio fare polemica ma sul sito vengono pubblicati i bandi per l’assunzione di funzionari in quantità e anche promozioni a dirigenti e quello che dovrebbe esserci prima di queste cose dovrebbero essere gli investimenti e assunzioni di dipendenti che lavorano per i cittadini.
Invece non di rado mi scrivono dicendo che non hanno risposta dall’agenzia delle entrate o da Equitalia; anzi Equitalia come detto sopra al più si trincera dietro il fatto che non può sgravare l’atto se non dopo l’OK dell’ente impositore che gli ha conferito l’incarico. Sappiate che non sono comunque obbligati a rispondere tuttavia se non lo fanno in giudizio il Giudice né terrà conto. Inoltre vi dico che anche il funzionario che eventualmente ha gestito la pratica non ci farà certo una bella figura.
Vi ricordo però sempre che in queste circostanze potete sempre denunciarli in sede di contenzioso per lite temeraria qualora sia palese che l’errore era facilmente riconoscibile e, nonostante i vostri tentativi, non si sono mossi.

Nel Decreto Ministeriale n.37 del 1997 infatti si prevede che “l’organo competente ad esercitare il potere di annullamento e di revoca o di rinuncia all’imposizione in caso di autoaccertamento è riservato all’ufficio che ha emanato l’atto“.

Nel caso in cui il provvedimento oggetto di autotutela sia inerente ad imposte, sanzioni ed accessori per un importo pari o superiore a 516.456,90 Euro, l’esercizio di tale potestà da parte dell’Ufficio competente ai sensi del già analizzato art.1 è subordinato al preventivo parere della sovraordinata Direzione Regionale. L’ avvenuto ricorso a tale istituto deve essere comunicato, oltre che all’organo giurisdizionale innanzi al quale sia eventualmente pendente un ricorso avente ad oggetto il medesimo atto, anche al contribuente e, in caso di annullamento disposto in sostituzione dalla Direzione Regionale, all’Ufficio che ha emanato l’atto.

Problemi che si riscontrano nella pratica

L’agenzia delle entrate non mi risponde che cosa devo fare

Molti di voi aspettano e aspettano inesorabilmente una risposta che non arriverà mai e si trincerano nel fatto che hanno scritto che gli hanno consegnato brevi manu o tramite raccomandata A/R o tramite PEC l’stanza. Tuttavia l’agenzia delle entrate non ha un termine scritto nero su bianco entro cui rispondervi ma in base allo statuto del contribuente lo dovrebbe fare in quanto si deve uniformare a principi di collaborazione con il contribuente. Questo è uno dei motivi per cui Equitalia non ci sarà più. Ora tralasciamo il fatto che per alcuni dei dipendenti non so cosa sia meglio in quanto probabilmente saranno assunti con contratto pubblico, ma questo è un altro discorso.
Equitalia nel suo piccolo però aveva 220 giorni dalla notifica dell’Istanza per risponderci. Peccato che la maggior parte delle autotutele presentate a Equitalia avessero ad oggetto dei chiarimenti che dovessero essere discussi con l’agenzia delle entrate. Per questo a detta loro ci vogliono tanti giorni. Peccato però che le cartelle scadono in 60 giorni dalla notifica per cui è palese che vi sia una asincronia tra il tempo a disposizione del contribuente per impugnare l’atto e farlo valere in contenzioso.

Equitalia ci dice che non può fare nulla e stanno scadendo i termini del ricorso

Leggete l’articolo dedicato alla convenienza se pagare o presentare ricorso contro le cartelle esattoriali

Non trovo più la cartelle che mi hanno notificato

Fatevi fare un estratto ottico da Equitalia e richiedetene una copia. Ve la devono dare e non parlo solo della relata della notifica ossia della prima pagina ma anche dell’intera cartella. Sfortunatamente omettono di darvi gli allegati perchè dicono che la documentazione la dovreste richiedere all’ente impositore e non poche volte in fila, sento lamentarsi proprio di questo. Perchè Equitalia o agente della riscossione o come si chinerà non ci fornisce la documentazione che abbiamo presentato o in grado di metterci condizione di reagire a pretese avanzate che la storia ci dimostra essere per niente raramente infondate? Anche questo è un aspetto che per chi lavora dentro l’agenzia delle entrate non conta tanto, ma per chi deve prendere un giorno di ferie o permesso al lavoro per fare fila ed evitare di pagare cose inutili è tantissimo.

Facsimile Istanza autotutela

 

Riferimenti normativi Annullamento in autotutela

Articolo 68 del D.P.R. n. 287 del 1992 (poi abrogato) – TITOLO VI Disposizioni generali- CAPO I- Trasparenza e semplificazione
dell’attività amministrativa

Articolo 2-quater Legge 656 del 1994

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